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Reddito di cittadinanza: consigli non richiesti agli amici 5 stelle

5 Novembre Nov 2018 0909 05 novembre 2018
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Azzerare tutto e ricominciare da capo è sempre difficile e rischioso: ecco perché mantenere in vita il reddito di inclusione potrebbe essere una buona via di mediazione. In attesa che al Governo si chiariscano le idee su che cosa è, cosa vuole essere e che cosa rischia di diventare il reddito di cittadinanza

Il Sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti, a mio avviso uno dei pochi della compagine governativa che cerca di mantenere connesso il cervello con la politica, in merito alla attuazione del cosiddetto reddito di cittadinanza, richiamando la complessità della sua concreta applicazione consigliava i colleghi ad assumere un atteggiamento prudente.

Un invito alla prudenza

Un altro esponente governativo della Lega suggeriva, nelle more della attuazione del nuovo dispositivo, di mantenere in vita il reddito di inclusione vigente promosso dal Governo Gentiloni.

Pronta la replica del Vicepresidente Di Maio: «il provvedimento si farà per decreto e sarà operativo entro il mese di marzo 2019» . Marzo, dunque, anziché del preannunciato mese di aprile e dopo aver affermato nel periodo preferiale che per attuare il reddito di cittadinanza sarebbero stati necessari due anni per consentire la riorganizzazione dei servizi per l impiego. Potenza della concorrenza interna tra Lega e 5 stelle: tutto si accellera a tempo di record.

Eppure... eppure forse i nostri amici 5 stelle uno sforzo lo dovrebbero fare, nel loro interesse e nell'interesse di tutti, per cogliere il senso dei suggerimenti dei colleghi di governo.

Del resto un po' delle complicazioni derivano dai loro comportamenti. Dopo aver annunciato che si aumentavano le pensioni minime a 780 euro e che una cifra analoga sarebbe stata erogata per i sussidi di chi cerca lavoro, qualcuno dovrà pur spiegare che diversamente si è fatta la scelta di erogare una integrazione del reddito familiare sino a 9360 euro annui sulla base del reddito familiare da ridurre per i proprietari di abitazione . Tutto più complicato: bisognerà decidere a chi, quanto e come erogare l'integrazione. Dici poco...

Il percorso potrebbe essere semplificato se venisse utilizzata, potenziandola in termini di risorse e servizi, la struttura in atto per l' erogazione del reddito di inclusione. Del resto questa è basata sulla valutazione del reddito familiare e su criteri di intervento di contrasto della povertà più affini alle diverse caratteristiche della povertà ( disoccupazione, anziani soli , non autosufficenza, abbandono scolastico..). Ricominciare da capo rende tutto più complicato.

E qui veniamo al terzo aspetto della complicazione. Anche immaginando l'approvazione di un decreto attuativo entro l' anno, due mesi sarebbero necessari per l' approvazione del parlamento e altri 15 giorni per la pubblicazione . E questa è la parte più semplice.

Iter burocratici, necessari e complessi

E, per intenderci, elenco gli aspetti salienti della successiva: circolari interministeriali per stabilire le modalità di accesso per le domand , di selezione e di erogazione dei sussidi e di intervento dei servizi, adeguamento dei sistemi informativi, conferenza stato regioni per assegnare le risorse per i servizi dell impiego, bandi regionali per le assunzioni , tempi ler la formazione e l ' inserimento del personale ... e mi fermo qui.

Il tutto entro il mese di marzo? Di quale anno? Ovviamente la tentazione sarà quella di attribuire la colpa dei ritardi alle burocrazie , che sicuramente non saranno esenti da colpe, ma purtroppo non è cosi.

La politica e burocrazia: solo se la prima è debole, accade il contrario

È la politica che orienta gli atti delle burocrazie , come ha deciso che le competenze su molte materie non debba essere dello stato , che per garantire la trasparenza bisogna fare le gare e i concorsi, e che, siccome ci sono gli imbroglioni ,è necessario esercitare i controlli preventivi.

Provate a comprendere quanti atti ulteriori comporterebbe l ' attuazione di alcuni vostri annunci .. a titolo esemplificativo: credit card per la erogazione dei sussidi selezionando la spesa da autorizzare su base etica, Grande fratello informatico per individuare le dichiarazioni false sui redditi, reti on line per far incontrare domanda e offerta di lavoro... il tutto con gli inevitabili pareri delle autorita per la privacy e anticorruzione.

Un invito agli amici 5 Stelle

Cari Amici 5 stelle avete il merito, indiscutibile, di avere "scosso l' albero" , di aver messo al centro della vostra iniziativa l'obiettivo di ontrastare la povertà come dovere nazionale, di aver riaperto una discussione sulla qualità dei servizi per l' impiego che languiva.

Ma quando si hanno responsabilità di governo queste cose devono essere fatte con competenza serietà e umiltà. Magari valorizzando le cose buone fatte da chi vi ha preceduto lasciandole migliorate a quelli che prima o dopo, verranno dopo di voi.

Chi governa deve fare i conti con il principio di realtà. Come dice Crozza , è come il vento forte e se decidi di farla controvento ti bagni tutto... Meno annunci e più concretezza... e nessuno vi rimproverà se non riuscirete ad abolire per decreto la povertà.

* L'AUTORE

Dal 2010 al 2012 Natale Forlani è stato Direttore generale della Direzione dell’Immigrazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Ha cominciato nel 1972 l’attività sindacale come segretario provinciale degli Edili della Filca Cisl. Nel 1991 è diventato Segretario confederale della Cisl, incarico mantenuto fino al 1998. È stato estensore, insieme a Marco Biagi ed altri autori, del Libro Bianco sul Lavoro.

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