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Anniversari

24 anni di solidarietà tra Piemonte e Trentino

8 Novembre Nov 2018 1727 08 novembre 2018
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Sabato 10 novembre a Canelli (At) accensione dell’albero donato dai vigili del fuoco trentini in ricordo dell’alluvione del ’94. Distrutta la produzione di spumante, il fango lascia spazio alla conta dei danni e restituisce ricordi che si trasformano in installazioni artistiche

Il 5 e 6 novembre 1994 le province di Cuneo, Torino, Asti e Alessandria furono colpite da un’alluvione senza precedenti, che causò l'esondazione del Po, Tanaro e molti loro, causando 70 vittime e 2.226 sfollati. Tra i comuni colpiti in Piemonte 24 anni c’era anche Canelli, nell’astigiano, che pagò un alto prezzo in termini di vittime e danni, e dove in questi giorni l’evento viene ricordato con particolare emozione.

A dare uno straordinario aiuto alla popolazione arrivarono i Vigili del Fuoco del Trentino Alto Adige, che per settimane spalarono il fango non solo per le strade e nelle case, ma anche nelle cantine storiche delle case spumantiere che rappresentano il tesoro più prezioso di Canelli e che oggi sono Patrimonio dell’Umanità Unesco. Tra queste, le Cattedrali Sotterranee di Bosca, così ribattezzate per la loro maestosità, vennero interamente sommerse dall’acqua e dai detriti, decine di migliaia di bottiglie di spumante andarono perse proprio in quelle cantine dove, a fine ‘800, sono nate le bollicine italiane.

«Abbiamo voluto mantenere viva la memoria di quei giorni terribili nelle nostre cantine storiche di Canelli - sottolinea Pia Bosca, ceo della casa spumantiera Bosca -. All’ingresso i visitatori e gli ospiti sono infatti accolti da centinaia e centinaia di bottiglie verdi, messe in fila una accanto all'altra quasi fino al soffitto. Una vera e propria installazione artistica realizzata con le bottiglie recuperate intatte dalle cantine allagate dall'alluvione, ma senza più le qualità necessarie per essere utilizzate, così abbiamo pensato di usarle in questo modo. Sono 1831 bottiglie, data di fondazione della nostra azienda, e ricordano per sempre il 1994». I due piani sottoterra furono completamente invasi dal fango; il secondo è rimasto inutilizzabile e al primo ancora oggi si possono vedere i segni della devastazione.

Da allora fra Canelli e il Trentino esiste un rapporto di grande vicinanza e affetto. Sabato pomeriggio, 10 novembre, questa amicizia viene ricordata e consolidata con un momento speciale. Alle ore 17, infatti, viene acceso un abete monumentale alto 12 metri che proprio i Vigili del Fuoco del Trentino portano in dono a Canelli. Sarà presente anche l’allora comandante dei Vigili del Fuoco del Trentino, Sergio Cappelletti, che insieme all'allora sindaco di Trento è cittadino onorario di Canelli e le due città sono gemellate.

«Ero un ragazzino quando l’alluvione devastò questo territorio – ricorda Marco Gabusi, sindaco di Canelli – e questi giorni, in cui altri territori sono devastati da eventi climatici estremi il ricordo è più vivido che mai. La solidarietà di tutti ci aiutò a risollevarci dal fango che ci aveva sommerso, e la forza e il coraggio dei vigili del fuoco del Trentino furono la nostra prima ancora di salvezza. La gratitudine nei loro confronti è sempre altissima e siamo davvero onorati di mantenere intatto questo legame speciale, soprattutto in queste giornate difficili per moltissime famiglie italiane».

Sarà un momento dedicato alla memoria che darà il via a un weekend in cui il territorio sarà protagonista anche di due delle sue fiere più antiche, la fiera del Tartufo e la Fiera di San Martin, fin dalla metà del ‘500 occasione di promozione per le eccellenze produttive canellesi.