FMBBM 2018 TIN Single Family Room
Salute

A Monza apre la prima TIN d’Italia con ‘single family room’

16 Novembre Nov 2018 1416 16 novembre 2018
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Ogni neonato prematuro è accolto in una single family room di 24mq, in un ambiente che favorisce la presenza costante dei familiari e il contatto reciproco. Oltre ai 12 posti letto per le cure intensive, la TIN prevede 14 stanze unifamiliari per le cure intermedie. Il reparto è stato inaugurato oggi, alla vigilia della Giornata Mondiale della Prematurità

Alla vigilia della Giornata Mondiale della Prematurità, a Monza è stato inaugurato il nuovo reparto di Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma. Si tratta della prima TIN d’Italia organizzata in ‘single family room’: ogni neonato è accolto in una family room di circa 24mq, in un ambiente che favorisce la presenza costante dei familiari e il contatto reciproco. Oltre ai 12 posti letto per le cure intensive, la TIN prevede 14 stanze unifamiliari per le cure intermedie.

«Abbiamo scelto questa data, che anticipa la giornata della prematurità che si celebra in tutto il mondo sabato 17 novembre per sottolineare l’importanza di offrire ai nati pretermine in un ambiente di cura progettato appositamente per loro. Il modello delle single family room della Fondazione MBBM, primo a essere realizzato in Italia, permette ai genitori e al bambino di affrontare con più serenità un momento difficile come la nascita prematura e il periodo del ricovero, che spesso si protrae per alcuni mesi», ha commentatoPaolo Tagliabue, direttore del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione MBBM. Numerosi studi scientifici attestano ormai come la presenza costante e il contatto di mamma, papà, fratelli e familiari rende più efficaci le cure ai neonati nati prematuri, uno su dieci nel mondo: le single family room, facilitando tale interazione, garantiscono effetti positivi come la riduzione delle infezioni, l’incremento dell’alimentazione con latte materno, una migliore crescita, la riduzione della durata della degenza. Per Giuseppe De Leo, presidente della Fondazione MBBM «l’attenzione alla cura del neonato, accanto all’attività di ricerca svolta all’interno dell’intera area materno-infantile gestita dalla Fondazione MBBM rappresenta l’esempio evidente della validità della collaborazione pubblico-privato».

Il reparto si ispira ai modelli presenti in importanti strutture ospedaliere statunitensi ed europee (il Rainbow Babies & Children’s Hospital di Cleveland, il Karolinska Institute di Stoccolma o il Màxima Medical Centrum di Eindhoven in Olanda) ed è stato già portato come esempio d’eccellenza lo scorso ottobre al congresso dell’Union of European Neonatal and Perinatal Societies (UENPS) di Bucarest. Qui anche l’attenzione alla bellezza degli ambienti è una parte essenziale della cura: le stanze colorate che accolgono il neonato con la sua famiglia sono arredate in modo caldo e confortevole, frutto della collaborazione di neonatologi, infermieri, genitori, ingegneri e architetti. Grazie ad una piattaforma informatica certificata, dati e allarmi provenienti da monitor e dispositivi medicali, arrivano al personale medico e infermieristico attraverso smartphone dedicati.

La Neonatologia di Monza è stata una delle prime neonatologie italiane, inaugurata nel 1972. Oggi qui nascono circa 3mila neonati all’anno, di cui 80 di peso inferiore a 1.500 grammi. Nel 2016 il reparto di cure intensive ed intermedie, con circa 500 ricoveri all’anno, è stato completamente rinnovato.

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