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Migranti

#apriteleporte: a Pistoia 45 migranti sono stati invitati a cena dalle famiglie

22 Novembre Nov 2018 1504 22 novembre 2018
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Una proposta della Cooperativa Gruppo Incontro che gestisce diversi centri Cas della città. «Un'esperienza di vera integrazione», ha sottolineato la referente del progetto, Donata Carradori

Il cibo ha fatto ancora una volta da collante tra culture diverse, abbattendo barriere e pregiudizi. È successo ieri sera, al Circolo Arci di Bonelle, a Pistoia, nel corso della serata conclusiva del progetto #apriteleporte promosso dalla Cooperativa Gruppo Incontro.

I migranti accolti nei diversi centri Cas del Gruppo Incontro hanno cucinato i piatti tipici dei loro Paesi e, insieme agli operatori, hanno realizzato anche una tipica pietanza italiana: la pizza.

Un momento di festa, insomma, ma anche un modo per ricambiare la grande solidarietà delle famiglie pistoiesi che, con l'iniziativa #apriteleporte, da luglio a fine ottobre, hanno ospitato un migrante in casa propria per condividere un pranzo o una cena.

«La partecipazione alla cena di ieri sera è stata entusiasmante e ha confermato che la conoscenza reciproca è il miglior antidoto contro paura e indifferenza» ha commentato Donata Carradori, referente progetto Cas per Gruppo Incontro.

24 inviti, 17 famiglie e 7 gruppi di famiglie o di amici che hanno dato la propria disponibilità, 45 migranti del Gruppo Incontro che hanno partecipato alle cene o pranzi nelle famiglie, aderendo anche a più inviti e oltre 100 persone, tra migranti, famiglie, amici e operatori, che si sono incontrati, si sono conosciuti reciprocamente e hanno costruito nuovi legami. Questi i numeri che riassumono il progetto #apriteleporte

«Siamo profondamente soddisfatti di questi risultati, tanto che stiamo già pensando di riproporre l'esperienza» conclude Carradori. «ieri diverse famiglie hanno detto che vorrebbero invitare nuovamente i ragazzi migranti che hanno conosciuto e ovviamente abbiamo accolto con molta soddisfazione questa loro richiesta, al di là di ogni progetto. Abbiamo poi lanciato l'idea di invitare un migrante durante i pranzi tradizionali delle feste di Natale, vedremo come proseguire in questo progetto»

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