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Servizio Civile, gli enti: il Governo dica come incrementerà il Fondo

22 Novembre Nov 2018 1641 22 novembre 2018
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Dopo la nota ufficiale con cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al servizio civile, Vincenzo Spadafora smentiva la riduzione dei fondi prevista dalla Legge di Bilancio la Rappresentanza nazionale dei volontari in servizio civile insieme alla Cnesc, al Forum Nazionale e all’associazione Mosaico tornano a chiedere al Governo da dove arriveranno i 150 milioni necessari alla conferma del contingente 2018

«Le comunicazioni che il Sottosegretario Spadafora ha ritenuto di mettere a disposizione di tutti i soggetti interessati, con la loro pubblicazione sul sito del DGSCN, permettono di avere alcuni elementi di riferimento e di questo, almeno come organizzazioni che sottoscrivono questa nota, gli siamo grati». Così inzia una nota firmata da Rappresentanza nazionale dei volontari in servizio civile, Cnesc, Forum Nazionale Servizio Civile e Associazione Mosaico che hanno scritto «per approfondire la conoscenza della situazione e mettere a disposizione, soprattutto dei parlamentari impegnati nella sessione di bilancio, ulteriori elementi di valutazione».

In particolare sono due i punto che vengono sollevati.
Il primo riguarda i finanziamenti per il servizio civile nazionale. «Le cifre riportate nelle comunicazioni dicono che i governi della precedente legislatura hanno tenuto basso il finanziamento ordinario del SCN e su questo abbiamo sempre espresso le nostre critiche. Gli stessi governi sono comunque intervenuti, spostando sul servizio civile consistenti risorse della riforma del Terzo Settore non impegnate nel 2016 e nel 2017 per molte decine di milioni, per poi fissare in 80 milioni per il 2018, 47,2 milioni per il 2019, 42, 1 milioni per il 2020 la parte di risorse per la riforma del Terzo Settore stanziate per “aumentare il numero dei volontari da avviare al servizio civile universale” (comma 11, art. 101, dl. 117/2017).
Quindi, a differenza del passato, non ci si possono aspettare maggiori risorse dalla riforma del Terzo Settore» scivono gli enti. «Il 15 ottobre nel comunicato di Palazzo Chigi si parlava di “aumento del fondo per il servizio civile”, di cui non c’è traccia nella legge di bilancio. Ecco spiegato il nostro vivo allarme. Senza maggiori fondi in legge di stabilità da dove arriveranno i 150 milioni necessari alla conferma del contingente 2018? Rinnoviamo l’appello al Governo e al Parlamento per aumentare la dotazione ordinaria, per mettere in condizione il DGSCN di poter programmare il contingente 2019 non solo confermando il 2018 ma incrementandolo, anche facendo ricorso agli avanzi eventualmente esistenti».

Il secondo punto riguarda invece il Fondo FAMI e i bandi tematici. «Prendiamo atto che “non per disinteresse del Sottosegretario o del Dipartimento” non è stato possibile inserire nell’avviso deposito progetti del 16 ottobre 2018 la possibilità di depositare progetti FAMI. Notiamo che in precedenza il Dipartimento aveva detto che i fondi residui erano ancora utilizzabili», spiegano, «Ma la comunicazione del Sottosegretario è utile anche per un altro motivo: “Tuttavia, gli enti hanno presentato progetti per soli 203 giovani (diventati poi 190) ed è stato, pertanto, necessario rimodulare l’originaria proposta, riducendo a 1.700.000 euro i fondi necessari alla copertura”.
L’Avviso fu pubblicato il 17 ottobre con deposito entro il 30 novembre, con clausole di difficile applicazione, anche se per buone intenzioni. Da qui lo scarso numero di progetti. Dal nostro osservatorio nel 2018 era molto cresciuta, nei Comuni e nelle Organizzazioni, l’attenzione e l’attesa».

«Con interesse, quindi, siamo disponibili, assieme alle altre organizzazioni che lo vorranno, a portare un contributo alle sfide dell’innovazione a cui fa riferimento il Sottosegretario, convinti, in base all’esperienza sul campo, che fare una analisi completa del terreno, con tutti gli attori del sistema, è il modo migliore per evitare poi provvedimenti sbagliati o inapplicabili, che si traducono nella mancata risposta degli enti accreditati», conclude la nota.

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