Legge di Bilancio

Scuola: promettere non costa niente ma realizzare sì. Ecco il costo del tempo pieno

26 Novembre Nov 2018 1257 26 novembre 2018

Un emendamento alla Legge di Bilancio prevede di reintrodurre il tempo pieno in tutte le scuole elementari. Già ma quanto costerebbe? Secondo Tuttoscuola 3 miliardi e 520 milioni di euro circa per il primo anno di generalizzazione del servizio e 2,7 miliardi all’anno a regime.

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Un emendamento alla Legge di Bilancio prevede di reintrodurre il tempo pieno in tutte le scuole elementari. Già ma quanto costerebbe? Secondo Tuttoscuola 3 miliardi e 520 milioni di euro circa per il primo anno di generalizzazione del servizio e 2,7 miliardi all’anno a regime.

In tempi di black friday e cyber monday, i costi della generalizzazione del tempo pieno in tutte le scuole elementari italiane non fanno sconti. E non solo per l’assunzione del personale docente. Servono collaboratori scolastici, spazi adeguati per la refezione, servizi mensa qualificati e una nuova organizzazione didattica. Tutto con un costo non indifferente anche per i Comuni.
La proposta di generalizzazione del tempo pieno avanzata con un disegno di legge presentato da M5S (che parla di “graduale” generalizzazione) prevede al momento solo l’assunzione di un limitato numero di docenti (2 mila).
Tuttoscuola ha provato a calcolare quanto costerebbe effettivamente generalizzare il tempo pieno in tutte le classi italiane delle scuole elementari.

I costi sono proibitivi. Per trasformare le 86.658 classi normali a tempo pieno, occorreassumere 43.329 docenti che costerebbero allo Stato - ad oltre 32 mila euro annui per docente, oneri riflessi compresi – circa 1 miliardo e 400 milioni di euro. Lo Stato dovrebbe assumere inoltre non meno di 5 mila collaboratori scolastici da adibire ai servizi derivanti anche dalla maggiorazione del tempo scuola. Costo aggiuntivo altri circa 120 milioni di euro.

Ma le otto ore giornaliere del tempo scuola non si possono trascorrere tutte e sempre nella stessa aula. Occorrono spazi attrezzati, laboratori, palestre. Nel tempo pieno è compreso il tempo mensa, obbligatorio. Occorre, pertanto, un adeguato spazio per la refezione e un servizio mensa qualificato. Tutto questo comporterebbe ristrutturazione dei locali, nuovi spazi didattici e servizi, i cui costi graverebbero sui Comuni.
Per ristrutturare, mettere a norma e adeguare le strutture scolastiche alla nuova organizzazione didattica i Comuni nel loro insieme dovrebbero sostenere una spesa complessiva forse maggiore di quella prevista a carico dello Stato per le nuove assunzioni di personale.

Una stima prudenziale porta a stimare gli oneri complessivi, tra investimenti e spese correnti, in circa 2 miliardi di euro a carico dei Comuni (stimabili in circa 800 milioni di investimenti per attrezzare locali e mense e circa un 1,2 miliardi per pasti e altre spese correnti). Per tali spese, tuttavia, la proposta di generalizzazione del tempo pieno non prevede alcun finanziamento.

Totale dei costi: 3 miliardi e 520 milioni di euro circa per il primo anno di generalizzazione del servizio e 2,7 miliardi all’anno a regime. Questo è quanto costerebbe lo scenario descritto dal vicepremier Luigi Di Maio, che ha affermato su Facebook: “Grazie ai nostri parlamentari della Commissione Istruzione della Camera, è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio molto importante per la scuola e per i nostri figli. Un emendamento che dice che d’ora in poi, in tutte le scuole elementari italiane ci sarà il tempo pieno”.

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