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Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

C’è chi sta peggio di te: il nuovo libro di Ileana Argentin

3 Dicembre Dic 2018 1806 03 dicembre 2018
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Novantanove pagine, edite da Edizioni Magi, dove tra proverbi e massime, Ileana Argentin, ex Deputata del Partito Democratico affetta da amiotrofia spinale dalla nascita, ripercorre la sua vita e anche i tanti pregiudizi che l’hanno accompagnata. Ogni massima è un capitolo, un ragionamento ad alta voce dal quale l’autrice prende spunto per raccontare episodi della sua vita con disabilità.

Capelli ordinati in un caschetto coloro cioccolata, unghie laccate, trucco perfetto: è Ileana Argentin, che stamattina in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, con lo stile di sempre ha presentato alla Camera dei Deputati il suo ultimo prodotto editoriale. Sarcastico, ma non troppo, il titolo scelto dalla ex Deputata del Partito Democratico affetta da amiotrofia spinale dalla nascita: “C’è chi sta peggio di te – ha spiegato in una sala gremita di persone e alla presenza di Bianca Berlinguer che ha moderato l’incontro – me lo dicevano sempre mia madre e mio padre: non che fossi proprio convinta di questa affermazione, ma con il tempo ho imparato a convivere con la mia vita in salita”. “L’Ileana di questo libro – ha spiegato David Giacanelli, autore della prefazione e amico di Ileana sin dalla sua prima esperienza di obiettore di coscienza al suo fianco – è più matura, così come il contenuto. Non si fanno sconti a nessuno, ma emerge con forza che nessuno è uguale agli altri”.

Novantanove pagine, edite da Edizioni Magi, dove tra proverbi e massime, Ileana Argentin ripercorre la sua vita e anche i tanti pregiudizi che l’hanno accompagnata. Ogni massima è un capitolo, un ragionamento ad alta voce dal quale l’autrice prende spunto per raccontare episodi della sua vita con disabilità. Apparentemente leggero, il libro è in realtà intriso di sarcasmo e ruvidezza. Perché se è vero che abbiamo tutti diritto a pari opportunità, è pur sempre vero che non siamo tutti uguali: “è un libro che ho scritto – ha dichiarato in apertura Ileana Argentin – che ho scritto rifacendomi a proverbi e modi di dire e che ha lo scopo di mettere in evidenza il disagio che tante persone normodotate vivono nei nostri confronti. Il titolo la dice lunga. È un modo di dire che ridimensiona i problemi. Penso a quanti trasformano in tragedie problemi ridicoli”.

“Nel titolo – ha poi precisato Bianca Berlinguer, giornalista e moderatrice della presentazione – ci sono due messaggi profondi: non voler appartenere ad una minoranza infelice perché disabile e chiedere ai normodotati di superare i luoghi comuni che la disabilità si porta dietro. Ci chiede in sostanza di andare oltre l’emozione, l’ipocrisia del momento, ma anzi di guardare lontano. Ai tanti diritti negati”.

“E’ un libro semplice – ha poi aggiunto Vladimir Luxuria, ex collega parlamentare e ospite insieme a Francesco Rutelli e David Giacanelli alla presentazione -, diretto e che non fa sconti a nessuno. Io e Ileana in comune abbiamo alcune difficoltà: l’accesso al lavoro, per esempio. Vale per le persone con disabilità, ma vale anche per le persone trans gender. Sono porte chiuse. In comune abbiamo anche questa idea del miracolo, della guarigione: non si tratta di guarire, ma di essere accolti per quello che si è”.

“Ho apprezzato nella prefazione – ha poi chiosato Francesco Rutelli, già Sindaco di Roma ai tempi in cui Ileana Argentin era delegata alla disabilità per il Comune – la frase ‘ridare alla politica la P maiuscola’. Verità e ironia sono l’approccio di sempre di Ileana ed è anche per questo che la investimmo di un ruolo specifico: la disabilità in quegli anni iniziò ad avere dignità politica. Il suo libro è utilissimo e ci fa riflettere quando scrive ‘sta peggio di me chi si dispera per un’unghia spezzata’. E’ qui il paradosso e l’energia che questo libro restituisce a chi lo legge”. “Rivendico oggi come allora – lo ha poi interrotto l’autrice – la voglia di dire ‘non vi agitate e state sereni: il problema è vostro’. Noi siamo tristi o felici come tutti gli altri”.