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Le ong al Governo: l’Italia aderisca al Global Compact

3 Dicembre Dic 2018 1634 03 dicembre 2018
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Il Coordinamento Italiano ONG Internazionali (CINI) e l'Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI) si sono appellati all’esecutivo: «L’Italia non può rimanere sulla soglia, mentre la comunità internazionale decide di cooperare. Questo è il momento di agire»

Alla vigilia della conferenza intergovernativa di Marrakech del 10 e 11 dicembre per l’adozione del Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare (GCM) il Governo annuncia che l’Italia non prenderà parte all’importante incontro, rimandando alla decisione del Parlamento la sottoscrizione o meno del Global Compact delle Nazioni Unite.

Il Coordinamento Italiano ONG Internazionali (CINI) e l'Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI) esprimono il loro rammarico rispetto a tale posizionamento, determinando questo un cambiamento nella linea italiana finora comunicata a livello internazionale, non da ultima durante la partecipazione del Presidente del Consiglio Conte alla 73ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 26 settembre 2018.

CINI e AOI intendono allo stesso tempo manifestare piena fiducia al Parlamento, a cui spetterà ora il voto circa il sostegno italiano al Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare, una decisione fondamentale, che permetterebbe agli Stati membri dell’ONU di assicurare – per la prima volta nella storia – una risposta condivisa e coordinata al tema delle migrazioni.

Tale necessità è stata confermata il 19 settembre 2016, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione di New York per i Rifugiati e i Migranti, riconoscendo il bisogno di un approccio globale alla mobilità umana e impegnandosi dunque a rafforzare la governance globale sulla migrazione con lo sviluppo del citato Global Compact.

Il documento rappresenta un’opportunità unica per gli Stati: sottoscriverlo significa adottare un quadro di riferimento comune, che permetta agli Stati di cooperare – fra loro e con molteplici stakeholder – verso soluzioni condivise ed efficienti, rispettose dei diritti umani e opportunamente collegate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il documento è volto a stabilire principi, impegni e intese tra gli Stati in materia di migrazione internazionale; rafforzare il coordinamento intergovernativo rispetto ai fenomeni migratori; sviluppare politiche condivise di cooperazione internazionale in materia di mobilità umana e migrazione internazionale.

Adottare il Global Compact significa che nessuno Stato verrà lasciato solo, in particolare quelli che hanno maggiormente a che fare con grandi pressioni migratorie.

È bene ricordare, a chiarimento, che l’adozione di tale documento, come ribadito più volte nel testo stesso, non pregiudica in nessun modo l’applicazione del diritto sovrano degli Stati di determinare le proprie politiche migratorie, né di controllare i propri confini esterni; allo stesso tempo, il GCM non implica di per sé nessun obbligo aggiuntivo rispetto a quanto già previsto dal diritto internazionale.

La sua adozione permetterebbe invece di amplificare e massimizzare l’impatto delle azioni messe in campo, a beneficio di tutti: Stati membri, comunità, migranti.

L’obiettivo del GCM è quello di promuovere una visione a 360 gradi sulle migrazioni internazionali, garantire una gestione efficace e sostenibile dei fenomeni migratori a livello globale e valorizzare la mobilità umana quale motore dei processi di sviluppo sostenibile, nella convinzione comune che una migrazione sicura, ordinata e regolare sia funzionale per tutti, in particolare quando ha luogo in maniera informata, pianificata e volontaria.

Mai come oggi riteniamo necessario un rafforzamento della cooperazione tra paesi per garantire un’efficace ed umana gestione dei fenomeni migratori, in particolare per quanto riguarda le categorie più vulnerabili, inclusi i minori, in particolare se separati dalle proprie famiglie o non accompagnati.

Per tutti questi motivi, CINI e AOI si rivolgono al Governo e al Parlamento, chiedendo di confermare il sostegno che l’Italia ha già dimostrato in fase di negoziazione del testo attraverso l’adozione del Global Compact.

È un momento cruciale per l’Italia, paese di transito e destinazione dei flussi migratori verso l’Europa. È il momento di promuovere una condivisione di responsabilità a livello globale e perseguire soluzioni umane ed efficaci.

L’Italia non può rimanere sulla soglia, mentre la comunità internazionale decide di cooperare. Questo è il momento di agire. Adottiamo il Global Compact per la migrazione.

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