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Bettoni: «Il gravissimo incidente sul lavoro a Rieti lascia sconcerto e dolore»

6 Dicembre Dic 2018 1239 06 dicembre 2018
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Esplosione in un distributore di benzina sulla Salaria, a Borgo Quinzio, dove prende fuoco un’autocisterna. Due le vittime, tra cui un vigile del fuoco, e una ventina di feriti. L’intervento di Franco Bettoni, presidente nazionale Anmil

Due persone sono morte e una ventina sono state ferite in seguito a un'esplosione in un distributore di carburanti sulla Salaria, a Borgo Quinzio, avvenuta intorno alle 14.30 del 5 dicembre. Tra le vittime un vigile del fuoco che non era in servizio e che si è fermato a prestare soccorso quando ha visto l’incendio.

«Siamo addolorati e vicini alle famiglie dei due deceduti nel reatino a seguito dell’esplosione di una cisterna, tra cui un vigile del fuoco, morti in prossimità di Borgo Quinzio, per placare l’incendio scoppiato in un distributore di carburanti, che ha coinvolto una ventina di persone», dichiara il presidente nazionale Anmil, Franco Bettoni.

Franco Bettoni

«Di fronte a simili tragedie restiamo sgomenti perché sappiamo bene che il corpo dei vigili del fuoco rappresenta una tra le categorie più a rischio che si adopera per garantire l’incolumità di tutti i cittadini - prosegue Bettoni - e sono eroi sconosciuti che ogni giorno salvano e proteggono vite senza fare notizia». «Tuttavia - spiega il presidente dell’Anmil - questo ennesimo gravissimo evento ci dà modo di ricordare la gravità degli infortuni lavorativi, un fenomeno che non accenna a diminuire, come rilevato dagli Open Data Inail, i cui dati evidenziano che nei soli primi 10 mesi del 2018 sono morti ben 945 lavoratori, vale a dire 81 in più rispetto agli 864 segnalati nello stesso periodo nel 2017 (con un saldo del +9,4%) e, nel solo mese di ottobre, gli esiti mortali segnalati quest’anno sono stati 68, ovvero 11 in più rispetto ai 57 dello stesso mese nel 2017. Ma anche le statistiche relative agli infortuni lavorativi nel loro complesso, riguardanti sempre i primi 10 del corrente anno, indicano un aumento seppure in misura molto più contenuta (+0,2%), rilevando incrementi in particolare modo nelle fasce di età fino a 29 anni (+4,1) e tra i 60 e i 69 anni (+5,8%). A tale proposito, non possiamo non sottolineare che questi numeri, sono inferiori rispetto alla realtà poiché non contano circa 2 milioni di lavoratori, tra cui proprio i vigili del fuoco, che mancano all’appello dell’Istituto in quanto assicurati con altri enti».

«Siamo vicini alle famiglie di tutti i lavoratori implicati nella tragedia» - conclude il presidente Bettoni - «perché sappiamo fin troppo bene che a causa di un infortunio la vita può cambiare improvvisamente e, pertanto, siamo pronti a offrire il nostro pieno supporto».

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