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Griffini: «Africa, cooperazione meglio che immigrazione»

12 Dicembre Dic 2018 1522 12 dicembre 2018
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Per il presidente di Ai.Bi - Amici dei Bambini «Le dichiarazioni Paul Kagame (Unione Africana) fanno calare il velo dell’ipocrisia. Se come europei ci fossimo impegnati ad aiutare gli africani nei loro Paesi d’origine, avremmo ottenuto risultati migliori. Il #sostegnoadistanza è l’accoglienza giusta».

«Le dichiarazioni del presidente dell’Unione Africana finalmente fanno calare il velo dell’ipocrisia. Se noi europei avessimo dedicato la medesima attenzione riservata all’immigrazione dall’Africa all'aiuto e alla cooperazione internazionale, avremmo potuto fare molto di più. Occorre un intervento continuativo e il #sostegnoadistanza, che Ai.Bi. cura con convinzione, corrisponde proprio a ciò che è necessario: una vera accoglienza, nel Paese di origine dei migranti. L'accoglienza giusta». Lo dichiara il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffini (nell'immagine), a proposito delle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Rwanda e dell’Unione Africana, Paul Kagame in occasione della visita istituzionale in Rwanda del premier austriaco, Sebastian Kurz.

Kagame ha sottolineato come la colpa del fatto che i moti migratori siano divenuti un fenomeno di massa è da ricercare anche nell’errata opera di convincimento, da parte dei Paesi europei, volta a istigare i giovani africani a emigrare. Lo riporta il quotidiano The New Times. «Se si guarda alla storia di questa migrazione da molto tempo, l'Europa incita o invita le persone ad andare in Europa» ha detto Kagame. «Il messaggio è stato “i tuoi paesi africani sono governati male e tu dovresti venire da noi”. L'impressione è stata “se hai un problema nel tuo Paese, vieni nel nostro paradiso”. E la gente è andata. Al punto in cui gli europei non possono più permettersi di avere altri immigrati. (…) La partnership tra Europa e Africa avrebbe dovuto investire correttamente, creando un ambiente per mantenere i nostri giovani africani, garantendo loro che stare nel proprio continente è meglio per trovare sicurezza e lavoro. Ma non è mai troppo tardi»

«Già da questo Natale ciascuno di noi, ma proprio ciascuno di noi, può fare molto» ha continuato Griffini. «Basta dedicare un minuto del nostro tempo per visionare le innumerevoli proposte di aiuti che le varie associazioni e ong che si occupano seriamente di fare cooperazione in Africa. Ai.Bi. è tra queste e come sempre dedica la propria missione alle fasce più vulnerabili , bambini soli e famiglie in difficoltà».

Nel mondo sono 140 milioni i bambini orfani. Di questi 100 milioni sono bambini africani che hanno perso i genitori a causa di guerre, disastri naturali, siccità, carestia e malattie. Con il progetto “Africa in famiglia”, Ai.Bi. sostiene la realizzazione di progetti in favore dei bambini più vulnerabili, abbandonati e orfani, accolti negli istituti del Marocco, Ghana, Kenya e della Repubblica Democratica del Congo e delle loro famiglie.

In apertura photo by bill wegener on Unsplash

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