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Politica

Il Parlamento UE chiede visti umanitari rilasciati nei consolati

12 Dicembre Dic 2018 1201 12 dicembre 2018
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Approvata ieri con 429 voti favorevoli la richiesta che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca un visto umanitario europeo. Il richiedente avrebbe accesso nello Stato membro che lo rilascia, allo scopo di presentare domanda di protezione internazionale. «L'unica via legale e sicura per l’accesso all’UE per chi cerca protezione internazionale e ll’unico modo per contrastare i trafficanti e le morti in mare»

Visti umanitari rilasciati da ambasciate e consolati all'estero, in modo che le persone in cerca di protezione possano arrivare in Europa senza rischiare la vita. Li chiede il Parlamento europeo, che ieri ha approvato la proposta di Juan Fernando López Aguilar, membro dei Socialisti e democratici. Si tratterebbe dell’unica via legale e sicura per l’accesso all’Unione per chi cerca protezione internazionale e anche dell’unico modo per contrastare i trafficanti e le morti in mare. L’iniziativa legislativa è stata approvata con 429 voti in favore, 194 voti contrari e 41 astensioni. La richiesta? Che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca un visto umanitario europeo, che darebbe al richiedente l’accesso al territorio europeo esclusivamente nello Stato membro che lo rilascia e al solo scopo di presentare una domanda di protezione internazionale.

Juan Fernando López Aguilar ha spiegato che «oltre il 90% delle persone richiedenti asilo in Europa sono arrivate qui per vie illegali, nostro dovere è chiederci il perché. La risposta è che per queste persone non c’era alcun modo legale di poter raggiungere l’Europa. La nostra proposta vuole dare il diritto di essere ascoltati, senza rischiare la propria vita o mettendola, assieme a quelle dei propri cari, nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Sarà consentito avere un permesso limitato territorialmente per entrare in uno degli stati membri dell’UE e, da lì, fare richiesta d’asilo. Questa potrebbe essere una soluzione per quelli che al momento non hanno altra scelta se non la strada del traffico illecito. Non dobbiamo dimenticare che almeno 30mila persone hanno perso la loro vita nel mar Mediterraneo in questi ultimi anni».
Tale strumento dovrebbe, poi, contribuire a ottimizzare il bilancio degli Stati membri e dell'UE in materia di asilo, procedure di applicazione della legge, controllo delle frontiere, sorveglianza e attività di ricerca e salvataggio. La decisione di rilasciare visti umanitari europei rimarrebbe di esclusiva competenza degli Stati membri.


La risoluzione chiarisce anche che i beneficiari del visto dovranno dimostrare una chiara esposizione o un rischio di essere perseguitati e di non far parte di un processo di reinsediamento. La valutazione della domanda non dovrebbe comportare un processo completo di determinazione dello status, ma prima del rilascio del visto, ogni richiedente dovrà essere sottoposto a un'indagine di sicurezza, attraverso le pertinenti banche dati nazionali ed europee, «per garantire che non costituisca un rischio per la sicurezza».

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