Elena Jacobs
Interviste

Elena Jacobs (Intesa Sanpaolo): «Non solo aiuti materiali, sostegno alla persona nella sua totalità»

17 Dicembre Dic 2018 1101 17 dicembre 2018
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L'attuale situazione economica del Paese, con la crescita delle disuguaglianze e delle aree di povertà, chiama a un impegno nuovo. Per questo - ci spiega la responsabile delle Iniziative per il Sociale del gruppo «abbiamo previsto specifici obiettivi nel Piano d’Impresa 2018-2021 per i seguenti ambiti: pasti, farmaci, posti letto e indumenti». Ma al cuore del progetto c'è «un sostegno integrale, culturale e materiale, alla persona»

Elena Jacobs è responsabile della Valorizzazione del Sociale di Intesa Sanpaolo. Un ruolo cruciale, nella principale banca del Paese.

Supporto finanziario e sostegno sociale: ci racconta come il suo gruppo bancario lavora su questo fronte, in un momento in cui le forme di inclusione tradizionali appaiono in crisi?
Il Gruppo Intesa Sanpaolo svolge da sempre con responsabilità un ruolo attivo di sviluppo e promozione dei territori e delle comunità in cui opera su vari fronti - arte, cultura, ricerca ed educazione - con particolare attenzione all’ambito sociale e alle persone che si trovano in condizioni di povertà e disagio sociale.
Infatti l’attuale situazione economica del nostro Paese è accompagnata da una crescita delle disuguaglianze e delle aree di povertà per contrastare le quali la Banca ha previsto specifici obiettivi nel Piano d’Impresa 2018-2021per i seguenti ambiti: pasti, farmaci, posti letto e indumenti.

Come si concretizza l'impegno in questi ambiti?
Tale impegno si concretizza attraverso diverse modalità di supporto, dagli interventi creditizi a favore delle organizzazioni non profit, alle erogazioni liberali fino ad arrivare a collaborazioni che vedono la banca affiancare partner per la definizione di progetti e pianificazione di attività di solidarietà sociale di medio lungo periodo.
In particolare a quest’ultimo tipo di collaborazione si riconducono i recenti accordi con Banco Alimentare e Banco Farmaceutico Onlus, finalizzati a potenziare la raccolta e distribuzione di pasti e farmaci, che hanno attivato sul territorio una rete di importanti e virtuose sinergie tra istituzioni locali, organizzazioni non profit e aziende.

La collaborazione con VIDAS per la realizzazione dell’hospice pediatrico Casa Sollievo Bimbi a Milano ha coinvolto la Banca su più fronti: creditizio, comunicazione/visibilità e utilizzo della piattaforma di crowdfunding del Gruppo, For Funding. Altrettanto innovativa e sinergica è la partnership con Aziende Ospedaliere e Cooperative per l’attivazione del Programma Educativo Intesa Sanpaolo per i Bambini lungodegenti che offre gratuitamente il servizio di asilo nido per i bambini sino a 36 mesi, lungodegenti presso i Reparti di Oncologia ed Oncoematologia di ospedali di eccellenza del Paese.

Non bisogna dimenticare le importanti misure d’emergenza (stanziamenti di plafond specifici, moratorie di finanziamenti) che la banca, a fronte di calamità e disastri ambientali/atmosferici, attiva a sostegno delle popolazioni coinvolte: questo è successo per il terremoto del 2016 nel centro Italia, per il crollo del ponte Morandi e per gli ultimi danni causati dal maltempo. La complessità delle situazioni da fronteggiare impone sicuramente la necessità di individuare interventi flessibili e innovativi, che oltre al sostegno economico-finanziario, garantiscano l’efficacia delle soluzioni, che devono essere tailor made, ritagliate cioè sulle specificità del territorio, e prevedano il coinvolgimento degli attori locali, per garantirne sistematicità e continuità nel tempo.

L’Italia è il Paese europeo con il numero più elevato di persone che vivono in “grave deprivazione materiale”: sono quasi 5 milioni le persone in condizioni di povertà assoluta, che non possono accedere al livello di bene e servizi minimo per vivere dignitosamente, oltre a 9 milioni di persone in condizione di povertà relativa

Una domanda che non vorrei suonasse provocatoria, semplicemente perché la risposta non scontata è tra le persone comuni: perché una banca si dovrebbe occupare di povertà?
La prima Banca del Paese, che ha tra i suoi obiettivi anche quello di diventare un punto di riferimento per la società in termini di responsabilità sociale e di inclusione, non può non occuparsi di un tema così rilevante.

L’Italia è il Paese europeo con il numero più elevato di persone che vivono in “grave deprivazione materiale”: sono quasi 5 milioni le persone in condizioni di povertà assoluta, che non possono accedere al livello di bene e servizi minimo per vivere dignitosamente, oltre a 9 milioni di persone in condizione di povertà relativa.

La nostra Banca è convinta che la crescita civile contribuisca alla crescita sociale ed economica del Paese e vuole esprimere concretamente il suo impegno a favore della Comunità. Per farlo, realizza interventi sociali che vadano in questa direzione, agendo sulla “Persona” nella sua totalità: non solo aiuti materiali, ma benefici sull’intera sfera personale e umana.

La nostra Banca è convinta che la crescita civile contribuisca alla crescita sociale ed economica del Paese e vuole esprimere concretamente il suo impegno a favore della Comunità. Per farlo, realizza interventi sociali che vadano in questa direzione, agendo sulla “Persona” nella sua totalità: non solo aiuti materiali, ma benefici sull’intera sfera personale e umana

Ci può raccontare quali sono le azioni più incisive, nel contrasto alla povertà, presenti nel Piano d’impresa 2018-2021 della Banca?
Nel Piano d’Impresa la Banca ha esplicitamente indicato la sua ambizione a diventare un punto di riferimento per la società: sia tramite il fondo Impact, che si rivolge alle categorie con difficoltà di accesso al credito, sia dedicando un plafond alla Circular Economy, sia tramite il programma “Intesa Sanpaolo per i bisognosi”, che alloca risorse per consentire 10.000 pasti al giorno, 6.000 posti letto al mese, 3.000 medicinali e 3.000 indumenti al mese. All’interno di questo Programma, la Banca ha sviluppato 4 specifiche linee di azione per garantire un supporto concreto alle persone più fragili: il Sistema di Solidarietà Nazionale degli Indumenti, nel quale si inserisce questa iniziativa, il Sistema di Solidarietà Nazionale dei Farmaci, il Sistema di Solidarietà Nazionale dell’Accoglienza e il Sistema di Solidarietà Nazionale dei Pasti.

Come si colloca l’iniziativa di oggi in questo quadro d’insieme?
L’iniziativa Golden Links si inserisce nel filone di azione dei progetti dedicati a contribuire alla “dignità” delle persone più fragili: agendo sull’abbigliamento intimo intende rispondere ad uno dei bisogni più delicati e trascurati, e delle quali sono sprovvisti anche gli enti che da sempre di occupano di sostenere le famiglie in difficoltà, si tratta di capi difficilmente reperibili, perché non donati attraverso i consueti canali di raccolta.
Il progetto ha permesso di distribuire oltre 36.000 capi a circa 9.000 famiglie in stato di povertà (per malattia, perdita di lavoro, migrazione, passato di reclusione, problemi abitativi…), restituendo dignità e offrendo la possibilità di creare nuovi legami con la comunità di appartenenza.
Punto fondamentale del progetto è stata l’azione sinergica tra i diversi soggetti coinvolti, realtà molto diverse ma che lavorano insieme per il contrasto di una delle forme di povertà più significative.