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Sempre più bambini usufruiscono di contenuti pornografici. Perché?

20 Dicembre Dic 2018 1433 20 dicembre 2018
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La fruizione della pornografia è notevolmente diffusa tra i ragazzi, i quali dichiarano, in quasi il 50% dei casi, di conoscere qualche coetaneo che ne fa uso. Nel 26% dei casi, riportano di conoscere più di un ragazzo della loro età che vede contenuti pornografici

"Potrà sembrarvi strano, ma mio figlio ha dieci anni e abbiamo scoperto che guarda contenuti pornografici”. Il padre di Fabio chiama la Linea di Ascolto di Telefono Azzurro 1.96.96. per raccontare come un compagno di classe del figlio gli ha insegnato a cercare in Rete immagini di donne nude. Questo è quello che racconta il bambino al padre quando, a un controllo della cronologia del cellulare in sua dotazione, il genitore si accorge che Fabio ha visionato non solo immagini sessualmente esplicite, ma anche siti pornografici. Il padre del bambino racconta di aver subito provveduto a installare dei filtri di parental control e di aver affrontato l’argomento con il figlio, vietandogli inoltre di portare il cellulare a scuola. Alcune settimane dopo, utilizzando un cellulare in disuso, Fabio si connette al Wifi di casa tornando a visionare siti pornografici: «Se non me ne fossi accorto, lui non ci avrebbe raccontato nulla. Né la prima, né la seconda volta. Non sappiamo come trovare un equilibrio tra la severità e il far finta di niente per non dare troppo peso all’accaduto».

La pornografia è definita come la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali effettuata in diverse forme: letteraria, pittorica, cinematografica e fotografica. E quella di Fabio e di suo figlio non è una storia inusuale. Sul Web infatti bambini e adolescenti non hanno difficoltà ad accedere a contenuti pornografici, anche a causa delle carenti restrizioni e sistemi di verifica dell’età insufficienti. La fruizione della pornografia è notevolmente diffusa tra i ragazzi, i quali dichiarano, in quasi il 50% dei casi, di conoscere qualche coetaneo che ne fa uso. Nel 26% dei casi, riportano di conoscere più di un ragazzo della loro età che vede contenuti pornografici.

Ma cosa spinge i ragazzi a guardare contenuti pornografici? «Dobbiamo pensare all’adolescenza», dice Ernesto Caffo, professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus, «come ad un periodo di fisiologica esplorazione, in funzione di un’incredibile crescita dal punto di vista di maturazione fisica e in termini di relazioni interpersonali e intime. La scoperta dell’area dell’intimità e la sperimentazione delle prime strategie di approccio sono spesso circondate da una comprensibile aura di insicurezza e di imbarazzo».

Più di 1 ragazzo su 2 (55%) dai 12 ai 18 anni ritiene che una delle motivazioni sottostanti alla fruizione di pornografia sia la “curiosità”. Una curiosità che deriva dalla sete di esperienze, ma magari anche da una mancanza di consigli autorevoli in materia. Il 35% lo ritiene una sorta di divertimento e, secondo 1 intervistato su 4, una trasgressione.

«Spesso», dice Ernesto Caffo «dietro tale trasgressione si può in realtà individuare un’insicurezza di fondo: più di 1 ragazzo su 10 ritiene che l’utilizzo di pornografia sia da imputare alla carenza di educazione sessuale (14%) e alla necessità di avere più informazioni in ambito sessuale (12%), l’8% al fatto di non sapere come relazionarsi con il partner».

L’esigenza, legittima e naturale, di adolescenti e pre-adolescenti di conoscere il proprio corpo, l’intimità, i sentimenti e la sessualità non sempre trova risposta nei programmi scolastici: solamente il 9% dei bambini di 8-11 anni dichiara di averne parlato a scuola.

Allo stesso tempo, all’aumentare dell’età aumenta anche la probabilità di trattare l’argomento a scuola (31% dei 12-18enni ne ha parlato). Sempre rispetto ai più grandi (12-18 anni), il 35% non ha mai parlato di contraccezione, mentre la maggior parte ne ha parlato con qualcuno almeno una volta (58%). Vale quindi la pena di mettere in risalto un’importante differenza su questo tema, in base all’età dei rispondenti: 1 ragazzo di 12-14 anni su 2 non ne ha mai parlato con nessuno (52%), mentre solo il 22% dei 15-18enni dichiara di non aver mai trattato l’argomento con altri.

«Il grande tema in questo caso» sottolinea il presidente di Telefono Azzurro, «è l’age verification, ovvero la possibilità di introdurre un vero e proprio sistema di verifica dell’età per l’accesso ai siti web pornografici».

Dati Telefono Azzurro e Doxa Kids

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