Salute

Trapiantate al piccolo Alex le staminali del papà

21 Dicembre Dic 2018 1336 21 dicembre 2018

È stato il papà a donare le cellule staminali emopoietiche che dovrebbero guarire Alex. Il trapianto è avvenuto ieri al Bambino Gesù: «potrà dirsi compiutamente realizzato prima della fine del mese di gennaio». Il grazie dei genitori all'«ADMO per l’impegno profuso nelle piazze italiane» e «ai donatori nuovi e futuri che hanno deciso di dare una nuova speranza a tutte le persone malate ed in attesa di un trapianto di midollo osseo per continuare a vivere»

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Alessandro Maria Pagina Facebook
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È stato il papà a donare le cellule staminali emopoietiche che dovrebbero guarire Alex. Il trapianto è avvenuto ieri al Bambino Gesù: «potrà dirsi compiutamente realizzato prima della fine del mese di gennaio». Il grazie dei genitori all'«ADMO per l’impegno profuso nelle piazze italiane» e «ai donatori nuovi e futuri che hanno deciso di dare una nuova speranza a tutte le persone malate ed in attesa di un trapianto di midollo osseo per continuare a vivere»

Alla fine è stato il papà a donare ad Alessandro Maria le cellule staminali emopoietiche che dovrebbero guarirlo dalla sua malattia rara (la Linfoistiocitosi Emofagocitica - HLH). Trasferito a fine novembre dall'Ospedale Great Ormond Street di Londra all'Ospedale Bambino Gesù di Roma, ieri le cellule del padre, dopo essere state mobilizzate e raccolte dal sangue periferico, sono state opportunamente manipolate e infuse nel bambino. Alex nel corso dell'ultima settimana aveva ricevuto la terapia di preparazione al trapianto, mirata a distruggere le cellule portatrici del difetto genetico responsabile della patologia. Questo approccio innovativo messo a punto dal Bambino Gesù consente di utilizzare per trapianto – in mancanza di un donatore compatibile - le cellule staminali di un genitore del piccolo malato, la cui compatibilità è per definizione del 50%. Sono una cinquantina i bambini con immunodeficienze primitive simili a quelle del piccolo Alex già trattati con questa tecnica, 8 dei quali proprio con HLH. La percentuale di guarigione definitiva nei bambini con immunodeficienza primitiva è dell’85-90% circa.

«Bisognerà ora attendere il decorso dei prossimi giorni, sorvegliando adeguatamente che non insorgano complicanze e che non si manifesti il rigetto delle cellule trapiantate, potenziale complicanza che potrebbe essere il problema principale per questo bambino. Il percorso trapiantologico potrà dirsi compiutamente realizzato presumibilmente prima della fine del mese di gennaio», fa sapere in un comunicato lo stesso Ospedale.

La famiglia Montresor ha espresso la volontà di mantenere anche nei prossimi giorni lo stesso riserbo osservato fino ad ora. Questi i ringraziamenti che ha affidato al comunicato: «Il Ministro della Sanità ed il suo staff per il sostegno e l’attenzione ricevuti; il Centro Nazionale Trapianti e l’ADMO per l’impegno profuso nelle piazze italiane; i donatori nuovi e futuri che hanno deciso di dare una nuova speranza a tutte le persone malate ed in attesa di un trapianto di midollo osseo per continuare a vivere; le diverse aziende ed associazioni ed in particolare il Gruppo UniCredit, oltre che per il sostegno che ci ha dato anche per le numerose iniziative di sensibilizzazione alla donazione che ha promosso sia in Italia che all’estero e, non da ultimo per importanza, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con tutti i medici e gli infermieri assiduamente impegnati nella qualificata e affettuosa assistenza prestata in queste ultime settimane. Rivolgiamo un sentito ringraziamento anche al Sistema Sanitario Nazionale (SSN) Italiano e al National Health System (NHS) Inglese per avere reso possibile un trattamento così medicalmente sofisticato e di altro profilo».

Foto dalla pagina facebook Alessandro Maria, aperta dai genitori

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