Anna Tuv © Eliseo Bertolasi
Ucraina

Anna Tuv, la mamma del Donbass, sarà candidata al Nobel per la Pace

24 Dicembre Dic 2018 1444 24 dicembre 2018
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Su Vita.it raccontammo la sua storia e quelle bombe che le portarono via il marito e un figlio oltre che un braccio. Sostenemmo la raccolta fondi per comprarle una protesi. Oggi possiamo annunciare con orgoglio che Anna Tua verrà candidata al premio Nobel per la Pace con un'intervista a Ennio Bordato fondatore e presidente dell’associazione “Aiutateci a salvare i bambini” che le è stata affianco fino ad oggi e sta raccogliendo le firme necessarie

Ennio Bordato fondatore e presidente dell’Associazione “Aiutateci a salvare i bambiniha fatto dell’aiuto umanitario lo scopo della sua vita. Tutto iniziò subito dopo il crollo dell’URSS. Con sgomento Ennio ricorda ancora quegli anni terribili della Russia di Eltsin: “Fu davanti a tale immane tragedia, di un intero Paese, che maturai la volontà, la necessità interiore di fare “qualcosa”. Fra i gruppi sociali più colpiti dagli esperimenti della “democrazia occidentale e dal mercato” vi erano i bambini. Centinaia di migliaia di orfani, il sistema sanitario squarciato con la pediatria in testa. Nacque così “Aiutateci a Salvare i Bambini”. Con l’inizio della guerra del Donbass, nell’Ucraina orientale (diretta conseguenza del cambio di regime a Kiev, in seguito ai disordini di Maidan), Ennio iniziò ad occuparsi anche delle piccole vittime di questa nuova guerra, vittime purtroppo di serie “B”. Di fatto, di questo conflitto che ormai da quasi un lustro insanguina l’Ucraina orientale, in occidente se ne è sempre parlato poco e spesso in maniera distorta. Le foto di questi bambini non hanno mai conquistato le prime pagine dei giornali del mainstream europeo, le loro storie, le loro tragedie.. semplicemente cancellate. Guai a parlarne, ma soprattutto, guai ad aiutarli! Si urterebbe la “sensibilità” di coloro che, invece, in occidente, questa guerra l’hanno voluta e continuano a fomentarla.


Ennio Bordato

Ennio, quali le tue iniziative in corso?
Dal 2014 “le vittime di guerra” del Donbass hanno preso purtroppo un posto predominante nella nostra attività. Questa terribile guerra non ci poteva vedere indifferenti. Nel Donbass in cinque anni d’interventi abbiamo portato l’aiuto umanitario italiano in oltre trenta città e villaggi delle due Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk e centinaia sono stati i bambini e le famiglie aiutate. Qui, oltre alla malattia, la preponderanza di aiuti arrivano a bambini feriti o mutilati... o a famiglie in povertà assoluta. In Donbass basta veramente poco per dare un aiuto in grado “letteralmente” di far sopravvivere un nucleo famigliare: 100, 150 euro per alcuni mesi. L’ultimo caso che ci vede impegnati è Vladislav, un ragazzino di Gorlovka, oggi di 11 anni, che nel 2015 fu gravemente ferito e perse un occhio, al suo fianco aveva la sua mamma uccisa dalle bombe ucraine. Di questi giorni l’appello per aiutarlo assieme al papà che per accudirlo da quel giorno non riesce più lavorare.

Tra i casi più rilevanti, quali le tue vittorie più importanti?
La nostra Associazione aiuta solamente bambini. Unica eccezione i bambini di Anna Tuv che abbiamo aiutato, aiutando anche la loro mamma, mutilata, ad avere una protesi mioelettrica al braccio dopo la sua immensa tragedia del maggio 2016 a Gorlovka.

Anna Tuv

Mi hai ricordato Anna Tuv. Dopo l’innesto della protesi ha ancora bisogno di aiuto?
Anna Tuv oggi non ha, per fortuna, più bisogno di aiuto materiale. Ha acquisito la cittadinanza russa e con questa ogni diritto ai servizi statali e della città di Mosca. Ora Anna, diventa simbolo della tragedia del suo popolo, ha bisogno di essere conosciuta per parlare, attraverso questa madre-coraggio, della guerra del Donbass a tutti coloro che ancora non la conoscono. Per questo, con altre persone, abbiamo deciso di candidare attraverso una raccolta firme Anna Tuv al Premio Nobel per la Pace. Anche se il Premio negli ultimi anni si è “un po’” svalutato, crediamo vadano riaccesi i riflettori sulla sua tragedia personale e sull’impegno di Anna Tuv a testimoniare, attraverso la sua storia, le sue mutilazioni, il suo dolore.. la storia di un intero popolo: il popolo del Donbass che dal 2014 viene bombardato, ucciso, massacrato… dalle forze armate ucraine.

La candidatura di Anna Tuv al premio Nobel per la Pace. Una sfida non da poco! Qual è il suo valore ?
Soprattutto un messaggio di pace per riportare all’attenzione generale questo conflitto “silenziato”, da parte di chi le stigmate di questa guerra le porta indelebili sul corpo per la menomazione e nello spirito per la perdita della figlioletta e del marito. Un conflitto che vede, purtroppo, troppi silenzi complici e colpevoli da parte di forze politiche, sociali, sindacali europee che a parole si dicono fautrici di pace, democrazia, civiltà, valori.. ma che davanti a questa guerra, meschinamente, si girano dall’altra parte, di fatto, assecondando quegli stessi poteri che questa guerra hanno generato.

Ennio, ai lettori di Vita che da anni ti seguono con affetto vuoi lanciare un appello?
Certo! Innanzitutto di darmi una mano con la petizione per la candidatura di Anna Tuv al Nobel per la Pace. Inoltre sono convinto che, certamente, è grazie anche ai lettori di Vita che in questi anni abbiamo raggiunto così tanti risultati. Quindi, colgo l’occasione per inviare a tutti i migliori auguri per il prossimo anno, nella speranza che sia l’anno della Pace in Donbass e l’anno della fine della campagna politica antirussa nel mondo. Voglio rimarcare che la Russia non solo non è il nostro nemico, ma è un popolo che aspira, come nessun altro, alla pace ed alla fratellanza. Aspetto i lettori di Vita animati da “buona volontà” sul nostro sito. La solidarietà sociale e gli sforzi congiunti per raggiungere obiettivi comuni non sono possibili se non si supera l’egoismo e il ristretto orizzonte dei propri bisogni e interessi. Buon 2019 a tutti!”

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