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Mons. Delpini: l'azzardo è mafia e violenza, la Chiesa prevenga e intervenga

5 Gennaio Gen 2019 1131 05 gennaio 2019
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Azzardo e usura sono un problema sociale, esistenziale, culturale di cui la Chiesa invita a farsi carico. Senza compromessi. L'invito dell'arcivescovo di Miano ai parroci

L'arcivescovo di Milano, Monsignor Delpini, ha scritto una lettera ai parroci. Motivo? Chiedere attenzione al sommerso, di sofferenza e degrado, prodotto da usura e azzardo. Non sono le denunce a far testo, ma il grido inascoltato della realtà. Una realtà che muove, ricordiamolo, oltre 110miloardi di euro l'anno.

Scrive Monsignor Delpini:

«Mentre dieci anni orsono, quando scoppiò la prima grande crisi finanziaria, il problema riguardava famiglie già in difficoltà che videro peggiorare in breve tempo la propria situazione, attualmente questa forma di grave disagio sta colpendo molte persone che, fino a poco tempo fa, godevano di una situazione apparentemente tranquilla.
In particolare, oltre ai tanti casi di sovraindebitamento, si assiste, con sempre maggiore frequenza, a famiglie che vedono messa a rischio la prima abitazione acquistata a suo tempo tramite un’operazione di mutuo.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere anche la nuova patologia rappresentata dal gioco d’azzardo che, insieme ad aggravare l’esposizione debitoria con banche e finanziarie, spesso sfocia nell’usura. Fenomeno carsico che emerge solo nei casi più drammatici (suicidi).

Anche la città di Milano e il circondario è interessata dalla presenza di consorterie criminali, che si insinuano nel tessuto economico produttivo, attraverso traffico di stupefacenti, riciclaggio del denaro, usura, controllo del territorio per affari illeciti, fino a infiltrazioni istituzionali, approfittando delle situazioni di difficoltà economiche in cui versano soprattutto le piccole/medie imprese, spesso indotte a ricercare linee di credito non convenzionali. Si ha sentore che le organizzazioni criminali stiano contattando tali imprese, ponendosi inizialmente in una posizione di partenariato per poi inserirsi nelle gestioni economiche, spesso tramite consulenti compiacenti, per acquisirle saldando i debiti dell’imprenditore e facendolo continuare a lavorare nella propria impresa come loro sottoposto. L’efficacia di tale sistema di penetrazione del territorio è altresì rappresentato dall’omertà e dal senso di isolamento che gli esponenti delle cosche riescono a generare nelle loro vittime, le quali per paura non collaborano con le Forze di polizia, come peraltro risulta dal limitato numero di denunce presentate».

«Come Chiesa di Milano vorremmo fare qualcosa di più per prevenire e affrontare questa situazione. Oltre alla necessità di alzare l’attenzione su questo fenomeno che attraversa il territorio e spesso ignorato, ci sembra importante cogliere i segnali dello stesso, che si manifesta attraverso il disagio delle persone, famiglie, imprenditori che sono affiancati dalla criminalità organizzata con proposte: di denaro facile, di offerte di beni e servizi con eccessivi sconti, proposte di acquisto dei debiti, delle case, della proprietà di quote delle imprese o delle licenze di aziende in situazione di forte difficoltà.

Inutile evidenziare i danni sociali che una infiltrazione profonda delle mafie può causare: violenza, corruzione, infiltrazione della politica e delle imprese, avvelenamento della libertà di mercato, condizionamento della democrazia, produzione di meccanismi di ingiustizia e marginalità».

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