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Mediterraneo

Ramonda (Apg23): «Pronti ad accogliere in Olanda e Germania»

7 Gennaio Gen 2019 1636 07 gennaio 2019
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Sulla vicenda dei 49 migranti a bordo della Sea Watch e Sea Eye interviene il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII che unendosi all’appello di Papa Francesco si rivolge ai governi tedesco e olandese e ricorda che l’organizzazione è pronta ad accogliere anche nella case famiglia che l'associazione gestisce in Italia

«Siamo pronti ad accogliere nelle nostre case famiglia in Germania e Olanda alcune famiglie di migranti salvate dalle navi Sea Watch e Sea Eye». È quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla vicenda dei 49 migranti a bordo della Sea Watch e Sea Eye, le navi delle Ong che da giorni stazionano di fronte a Malta in attesa di sbarcare in qualche porto.
«Ci uniamo all'accorato appello di Papa Francesco affinché i leader europei dimostrino concreta solidarietà» continua Ramonda. «In particolare ci appelliamo ai Governi tedesco e olandese, i governi delle due Ong che hanno salvato i profughi, affinché possano dare accoglienza a queste persone da troppo tempo in mare. Persone che stanno pagando il prezzo dell'immobilità dell'Europa sulla questione migratoria».

«Noi siamo disponibili all'accoglienza anche in Italia, come già fatto con i precedenti corridoi umanitari», ricorda Ramonda che conclude: «Il nostro plauso va a quanti si rendono disponibili ad aprire le loro porte, come ha fatto il Vescovo di Torino, Monsignor Nosiglia».


La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, opera da 50 anni al fianco degli ultimi. Oltre alle 201 case famiglia in Italia, l'associazione gestisce altre 50 case famiglia all’estero.

Tre le caratteristiche fondamentali delle Case famiglia Apg23:
1) La casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII si caratterizza per la presenza di un papà ed una mamma. Non operatori in strutture residenziali ma strutture affettive.


2) È una vera famiglia. Tutti ci vivono 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Non un’occupazione lavorativa ma una scelta di vita. Famiglie che aprono le porte di casa all'accoglienza di chi ha bisogno.


3) C'è posto per tutti: minori, disabili, anziani, italiani o stranieri e chiunque cerchi di ritrovare un posto nella società dopo aver sbagliato.

In apertura foto da @Seawatchitaly

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