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Povertà: cosa prevede il nuovo Reddito di Cittadinanza

8 Gennaio Gen 2019 1135 08 gennaio 2019
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La proposta originaria del MoVimento 5 Stelle si è molto modificata in questi mesi. Buono l'importo del sostegno economico previsto: fino a un massimo di 780 euro per un single a salire, a seconda dei componenti della famiglia, fino a 1.330 euro al mese. La sorpresa del doppio canale: Patto per il Lavoro o Patto per l'Inclusione Sociale

In settimana il decreto sul Reddito di Cittadinanza dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri. E in questi giorni il Governo ha fatto circolare una prima bozza, che disegna una misura di contrasto alla povertà molto diversa da quel reddito di cittadinanza proposto dal MoVimento 5 Stelle nella passata legislatura, pur mantenendone il nome.

La cornice è quella della legge di bilancio (legge 30 dicembre 2018, n. 145), che al comma 255 dell’articolo 1, al fine di introdurre il reddito e le pensioni di cittadinanza, crea il Fondo per il reddito di cittadinanza e chiarisce che fino all’entrata in vigore delle nuove misure, resta in vigore il Reddito di Inclusione. Il decreto definisce questi limiti di spesa: 6.110 milioni per il 2019, 7.755 milioni per il 2020, 8.017 milioni per il 2021 e 7.841 a decorrere dal 2022. Si autorizza la spesa di 250 milioni di euro annui per contrattualizzare le professionalità necessarie ad avviare il RDC e si stanzia 1 milione di euro per stabilizzare il personale a tempo determinato di ANPAL servizi. Come definito in Legge di Bilancio si vanno a rafforzare i Centri per l'impiego (nell'ambito del Fondo per il reddito di cittadinanza, un importo fino a 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 è destinato a ciò e un importo fino a 10 milioni di euro per l'anno 2019 è destinato al contributo per il funzionamento di ANPAL Servizi Spa). Come anticipato, restano in dotazione al "Fondo Povertà" 347 milioni per il 2019, 587 milioni per il 2020 e 615 per il 2021, risorse destinate al rafforzamento dei servizi sociali territoriali, che il decreto indica come risorse per «il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni sociali di cui all’articolo 4 comma 7».

La bozza di decreto attuativo disegna una «misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, della libera scelta del lavoro, nonché a favorire il diritto all'informazione, all'istruzione, alla formazione e alla cultura, attraverso politiche volte al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro». Il Reddito di Cittadinanza è istituito a decorrere dall’aprile 2019 e «costituisce livello essenziale delle prestazioni».

I 780 euro annunciati si suddividono in un sostegno al reddito di 500 euro al mese (6.000 euro/anno) moltiplicato per la scala di equivalenza (1 per il primo componente +0,4 per i componenti aggiuntivi adulti + 0,2 per i minori, fino a un massimo di 2,1 recita l’articolo 2 comma 5) più 280 euro al mese (3.360 euro/anno) di sostegno all'affitto, che scende a 150 euro al mese (1.800 all’anno) nel caso di mutuo. Il valore massimo del Reddito di Cittadinanza, a seconda dei componenti della famiglia, sarà quindi di 1.050 euro al mese più, nel caso se ne abbia diritto, 280 euro per l’affitto, per un totale di 1.330 euro al mese nel caso di una famiglia composta da 4 adulti o da 3 adulti con 2 minori. Un genitore solo con un figlio minore avrà fino a 880 euro (600 + 280), mentre la coppia con due figli minori avrà al massimo 1.180 euro (900 + 280). L’ISEE richiesto per rientrare nella platea dei beneficiari deve essere inferiore ai 9.360 euro annui, il patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non può valere più di 30.000 euro e il patrimonio mobiliare non più di 6mila euro, accresciuto in base al numero dei componenti fino a 10mila euro massimi e di altri mille euro per ogni figlio successivo al secondo e di altri 5mila euro per ogni persona con disabilità presente nel nucleo. Si è scelto quindi alla fine di concentrarsi sulle persone in povertà assoluta. Il beneficio economico del REI andava oggi da 190 euro a 485 euro, con una soglia di accesso pari a 6mila euro Isee e una seconda soglia di 3mila euro Isee per il reddito equivalente e criteri tutto sommato analoghi per il patrimonio mobiliare e immobiliare; più alta invece era la scala di equivalenza adottata, in particolare in presenza di figli, che arrivava fino a 2,85). Il beneficio economico sarà erogato attraverso la Carta RDC, con un prelievo di contante non superiore a 100 euro al mese e con il divieto (articolo 5 comma 7) «di consumo di beni e servizi provenienti dal gioco di azzardo e che portano alla ludopatia», previa revoca del beneficio.

La grande novità arriva all’articolo 4, quando si disegnano due percorsi distinti per chi beneficerà del Reddito di Cittadinanza: chi è nelle condizioni di lavorare dà disponibilità immediata al lavoro e sigla il Patto per il Lavoro, con le famose tre offerte congrue di lavoro (lo fanno tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare, fatte eccezioni per chi ha carichi di cura o più di 65 anni o sta studiando), mentre chi non è nelle condizioni di lavorare viene convocato dai servizi dei Comuni che, dopo una valutazione multidimensionale, qualora rilevino un bisogno complesso e multidimensionale sottoscrivono un Patto per l’Inclusione Sociale con il coinvolgimento dei CPI, dei servizi sociali e degli altri servizi territoriali di cui si rilevi la competenza. «Il Patto per l’Inclusione Sociale assume le caratteristiche del progetto personalizzato di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 147 del 2017», ovvero del REI. Patto per l’Inclusione Sociale, Patto per il Lavoro e la valutazione multidimensionale che eventualmente li precede, «costituiscono livelli essenziali delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente». La seconda novità è il coinvolgimento delle imprese, degli enti bilaterali di formazione e dei fondi interprofessionali per la formazione continua (articolo 8).

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