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Quelle lacrime di umanità del sindaco di Torre Melissa

11 Gennaio Gen 2019 1208 11 gennaio 2019
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Intervistato da Radio Capital, dopo una notte di soccorsi in mare, Gino Murgi è scoppiato a piangere: «Come si può restare indifferenti di fronte a una mamma che urla e un bambino di tre mesi bagnato, nudo, viola dal freddo? Ho pensato ai miei figli»

Per soccorrerli si sono buttati fra le onde nel gelo invernale e non hanno esitato un istante a mettersi in mare con il barchino di un hotel pur di raggiungerli e portarli in salvo a riva. È grazie agli abitanti di Torre di Melissa, piccolo paesino del crotonese, che 51 migranti di nazionalità curda sono riusciti a sopravvivere al naufragio della barca a vela su cui viaggiavano. Attorno alle quattro, l'imbarcazione si è incagliata a pochi metri dalla spiaggia, intrappolando a bordo i migranti, terrorizzati dalla violenza delle onde.

Le loro urla disperate, i pianti e le richieste di aiuto hanno svegliato gli abitanti del paese, che con il sindaco Gino Murgi in testa, non hanno esitato un momento a riversarsi sulla spiaggia e ad intervenire ancor prima dell'arrivo dei soccorsi.

Il sindaco è stato poi intervistato da Radio Capital. E si è commosso. Ecco le sue parole.

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