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Fondazione Exodus

Dispersione scolastica: come il progetto Bussole la combatte dall'interno

18 Gennaio Gen 2019 1226 18 gennaio 2019
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È possibile sintonizzarsi con i bisogni formativi dei ragazzi e delle ragazze a rischio di dispersione scolastica, in modo tale da “rimetterli in pista”? È possibile pensare una scuola più aperta, partner educativo essenziale ma non unico dell’accompagnamento all’età adulta dei ragazzi, che non escluda i più fragili – creando ulteriori disagi – e che contenga una proposta anche per loro? Da queste domande è nata l’idea del progetto “Bussole” arrivato oggi a metà del suo percorso

È possibile sintonizzarsi con i bisogni formativi dei ragazzi e delle ragazze a rischio di dispersione scolastica, in modo tale da “rimetterli in pista”? È possibile pensare una scuola più aperta, partner educativo essenziale ma non unico dell’accompagnamento all’età adulta dei ragazzi, che non escluda i più fragili – creando ulteriori disagi – e che contenga una proposta anche per loro? Da queste domande è nata l’idea del progetto “Bussole” arrivato oggi a metà del suo percorso.

In 14 poli divisi su tutto il territorio nazionale: Gallarate -VA; Milano; Verona; Bondeno -FE; Portoferraio -LI; Iesi - AN; Assisi; Cassino - FR; Agnone – IS-; Palagianello - TA; Rocca D’Evandro - CE; Policoro - MT; Cosenza e Caltanissetta. Su un obiettivo di 1000 ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, da coinvolgere in 12 mesi in attività di accoglienza e rimotivazione, 120 in percorsi di gruppo e 500 in attività di laboratori crativi, “Bussole” ad oggi ha già superato le aspettative, riuscendo a raggiungere più di 1600 ragazzi per la prima, quasi 200 per la seconda e più di 500 nella terza azione prevista da progetto.
Con il sostegno e la collaborazione delle scolastiche e i servizi sociali territoriali collegati al progetto, inoltre, ha intrapreso percorsi di accompagnamento e orientamento con più di 100 nuclei famigliari.

Lo strumento principale che stanno utilizzando gli educatori di Exodus è la proposta di una didattica attiva ed esperienziale attraverso la realizzazione di laboratori creativi (musica, teatro, danza, cucina) per una scuola aperta anche nella fascia pomeridiana, che aiuti i ragazzi a vivere costruttivamente il proprio tempo libero e a sperimentare la scuola come punto di riferimento positivo.

Tutto il progetto si sviluppa su differenti piani d’intervento: Il primo livello, più generico, ha come destinatari tutti gli alunni e si esercita attraverso un’azione didattica quotidiana e ordinaria, svolta principalmente all’interno della classe, attenta a motivare, responsabilizzare, accompagnare, sostenere il gruppo e i singoli alunni.
Il secondo livello di intervento invece è più specifico, e ha come oggetto le difficoltà che impediscono a singoli alunni di portare avanti positivamente il rapporto con i diversi compiti educativi che la scuola pone.

Anche il livello specifico chiama in causa gli istituti scolastici di ordine e grado (23 istituti sul territorio nazionale), ma la necessità di intervento aumenta con il crescere dell’esperienza scolastica. È chiamato in causa un terzo livello, specialistico, che metta in atto interventi altamente personalizzati, costruiti sia nella forma organizzativa – immaginando contesti diversi dalla classe di appartenenza, – sia nella forma didattica, “perché – afferma Franco Taverna, Responsabile Nazionale del Progetto - questi ragazzi possano acquisire almeno il livello minimo delle competenze richieste e possano ricostruire la fiducia nelle loro capacità. Il livello specialistico investe in modo particolare la scuola secondaria di I grado e il primo biennio del sistema di istruzione secondaria di II grado e di formazione professionale”.

“Realizzare azioni di contrasto della dispersione scolastica – continua Taverna - ha come obiettivo ultimo quello di favorire il potenziamento dell’autostima, della motivazione allo studio, della capacità di risolvere i problemi, dell’educazione al rischio responsabile e alla gestione costruttiva dei sentimenti. E questo può avvenire solo coinvolgendo in maniera strutturata le diverse tipologie di stakeholders, e non solo gli studenti, presenti nei territori di riferimento al fine di trasformare i nuclei di disagio in spinta per la creazione di presidi educativi stabili diventa di importanza primaria”.

Il Progetto “Bussole” è realizzato da Fondazione Exodus con il contribuito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità sociale delle Imprese.