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Morti bianche

I decessi crescono del 10%? Ora si faccia un tavolo con il Governo sulla sicurezza sul lavoro

30 Gennaio Gen 2019 1049 30 gennaio 2019
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Franco Bettoni, presidente dell’Anmil commenta i dati provvisori dell’Inail che parlano di un 2018 in cui crescono le denunce per infortuni, anche mortali e le malattie professionali. «È scandaloso. Vita ci deve aiutare ad aprire un tavolo di lavoro. Non possiamo andare avanti così»

Crescono le denunce per infortuni sul lavoro nel 2018 e in particolare quelle con esito mortale. Lo rivelano i dati provvisori dell'Inail secondo cui le prime sono state 641.261, in crescita dello 0,9% rispetto al 2017 e le seconde 1.133 (+ 10,1% rispetto alle 1029 del 2017). In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%, pari a 1.456 casi in più rispetto ai 58.129 dell'anno precedente). In quasi tutti i mesi del 2018 il numero delle denunce di casi mortali è stato superiore rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente: tra questi spicca, in particolare, agosto, con 132 decessi contro i 78 dell'agosto 2017 (quasi il 70% in più), alcuni dei quali causati dai cosiddetti incidenti "plurimi", espressione che indica gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori. Allargando l'analisi dei dati a tutti i 12 mesi, nel 2018 tra gennaio e dicembre si sono verificati 24 incidenti plurimi, che sono costati la vita a 82 lavoratori, rispetto ai 15 incidenti plurimi del 2017, che hanno causato 42 morti. Per commentare questo quadro allarmante abbiamo chiesto al presidente dell’Anmil, Franco Bettoni.


Franco Bettoni

I dati Inail sono impietosi…
Dati terribili che dimostrano come gli incidenti anche mortali crescono indipendentemente dalle randi tragedie

Il 10% di crescita delle morti bianche sono un enormità, come si spiegano?
Bè naturalmente è un numero che contiene alcune vicende come il Ponte Morandi e altri grandi disastri. Il dato scevro da vicende che non sono direttamente riconducibili al lavoro è comunque colossale perché è di un +5,4%

Cosa si può dire davanti a dati come questi?
È difficile parlare per chi come noi tutti i giorni vive, discute, sta insieme alle persone e vive i drammi delle famiglie. Non possiamo continuare a dire le stesse cose.

E quindi che fare?
Qui dobbiamo fare un tavolo con il Governo su tema della sicurezza del lavoro. Vita ci deve aiutare su questo. Non possiamo andare avanti così.

Che cosa metterebbe al centro di questo tavolo?
Non possiamo continuare a piangere vittime. Dobbiamo decidere cosa fare. È un trend quello cui stiamo assistendo che è inaccettabile. Bisogno riunire tutte le forze sociali e fare qualcosa. Non si può dare sempre la colpa allo sviluppo economico. Certo centra. Ma i dati non si possono spiegare così. Con i dati alla mano serve immaginare un nuovo modo di sensibilizzare sulla questione, comunicare che la sicurezza sul lavoro colpisce tutti e trovare il modo di fare diminuire questi numeri. Penso al rispetto delle norme, formazione, informazione, pene certe. Ma è qualcosa che dobbiamo fare tutti insieme. Finché abbiamo dati come questi, improponibili, significa che non si è fatto abbastanza.

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