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Politica

Assistenza ai rifugiati: i fondi dell'8 per mille statale vanno tutti all'Anci

31 Gennaio Gen 2019 1534 31 gennaio 2019
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Trasmesse in Senato le graduatorie dei progetti per "fame nel mondo" e "assistenza ai rifugiati" relativi alla quota statale dell'8 per mille 2017. A novembre il Governo aveva dimezzato il contributo su queste due voci, in favore delle calamità naturali. Ora gli esiti del bando: «Davvero difficile non intravedere una volontà politica “punitiva” nei confronti delle ong»

Lo scorso novembre il governo gialloverde ha ridotto del 50% i fondi dell’8 per mille statale destinati alla “fame nel mondo” e “assistenza ai rifugiati”, in favore degli interventi per “calamità naturali”. La quarta voce è quella destinata i beni culturali, già blindata fino al 2026 per il recupero dei beni colpiti dal sisma del Centro Italia. I fondi dell’8 per mille 2017 (riferiti ai redditi 2015) andranno quindi per poco più di 3 milioni di euro a ciascuna delle due voci “fame nel mondo” e “assistenza ai rifugiati”, mentre alle “calamità naturali” andranno 12 milioni di euro.

Nei giorni scorsi il sottosegretario Giorgetti ha inviato in Senato le graduatorie dei progetti che nel 2017 si erano candidati al finanziamento con l’8 per mille statale, per l’iter parlamentare e il successivo decreto di riparto. Per la “fame nel mondo” erano pervenute 80 pratiche, di cui 76 ammesse alla valutazione. I 3 milioni di euro sono stati ripartiti fra i primi 17 progetti della graduatoria, fra cui un progetto di AVSI in Myanmar, uno di Ciai in Etiopia, uno di AiBi in Siria.

Per gli interventi relativi alla categoria “Assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati” erano stati presentati 19 progetti, di cui 17 valutati. I 3 milioni di euro però sono andati tutti ad un solo super-progetto, quello dell’Anci, primo in graduatoria, che aveva chiesto un contributo di 4,3 milioni di euro per «interventi straordinari di accoglienza integrata e misure innovative di inserimento abitativo in favore di richiedenti e titolari di protezione». Tutte le ong e associazioni sono rimaste a bocca asciutta.

«È davvero difficile non intravedere una volontà politica “punitiva” nei confronti delle ONG a vedere l’iter e l’esito della ripartizione della quota statale dell’otto per mille dell’IRPEF, anno 2017 (riferito ai redditi 2015)», hanno commentato le ong su Info-cooperazione.it.

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