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Politica

Reddito di Cittadinanza: emendamenti ancora penalizzanti sui figli

12 Febbraio Feb 2019 1557 12 febbraio 2019
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De Palo: «Le modifiche previste dagli emendamenti sul Reddito di cittadinanza per i coefficienti di calcolo delle famiglie restano ancora fortemente penalizzanti. Serve più coraggio e lungimiranza, servono coefficienti che diano fiducia a quanti desiderano mettere al mondo dei figli e che considerino il loro effettivo peso sul bilancio familiare»

In Commissione lavoro del Senato inizia il lungo percorso per le votazioni degli emendamenti sul decreto Reddito e Quota100. Sono quasi 1700 gli emendamenti presentati e 10 gli ordini del giorno.

Ma per quanto riguarda le famiglie con figli, non ci sono grossi miglioramenti in vista: «Le modifiche previste dagli emendamenti sul Reddito di cittadinanza per i coefficienti di calcolo delle famiglie restano ancora fortemente penalizzanti e continuano ad essere peggiori di quelli, già iniqui, della scala ISEE. Non è possibile valutare 1 il single che fa richiesta del Reddito di Cittadinanza, scendendo a 0,4 per il coniuge e i figli maggiorenni e ad appena 0,3 per ciascun figlio minorenne. Serve più coraggio e lungimiranza, servono coefficienti che diano fiducia a quanti desiderano mettere al mondo dei figli e che considerino il loro effettivo peso sul bilancio familiare. I figli, lo ricordiamo, non possono essere il problema, ma sono semmai la soluzione ai problemi della denatalità e alle difficoltà crescenti che oggi stanno mettendo in ginocchio le pensioni, il sistema sanitario e il nostro Welfare nel complesso», afferma il presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, Gigi De Palo.

«Registriamo l’impegno a dare priorità alle famiglie con disabili, un gesto di civilità, inclusività e sensibilità nei riguardi di chi vive sulla propria pelle le difficoltà quotidiane nella gestione di un figlio non autosufficiente. Ma a questo occorre aggiungere concretezza nel sostenere tutte le famiglie con figli, che saranno i contribuenti e i lavoratori del domani» conclude De Palo.

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