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Fondazione Rava

Haiti a un passo dal baratro! C’è bisogno di aiuto

15 Febbraio Feb 2019 1647 15 febbraio 2019
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Appello della fondazione per aiutare padre Rick Frechette, guida di Nph Haiti, che si trova a Port-au-Prince. La popolazione è allo stremo. «Il nostro è un grido di aiuto e anche il tentativo di squarciare il silenzio» dice Maria Vittoria Rava presidente di Fondazione Rava Nph Italia.

Haiti è sull’orlo della guerra civile. Dopo una settimana di scontri e proteste contro il presidente in carica Jovenel Moïse del quale centinaia di miglia di persone chiedono le dimissioni, sulle strade di Port-au-Prince si contano diversi morti e decine di feriti. Oltretutto, un aumento del prezzo del carburante sta portando a una vera e propria escalation.

Sull’isola la situazione umanitaria è sempre più critica e preoccupa Fondazione Francesca Rava – Nph Italia che ha lanciato un appello per aiutare padre Rick Frechette che guida Nph Haiti e i ragazzi della Fondazione Saint Luc che «stanno soccorrendo la popolazione distribuendo acqua con camion cisterna, sacchi di fagioli e riso perché gli approvvigionamenti scarseggiano e la popolazione è sull’orlo della rivolta». Inoltre, prosegue la nota della fondazione, «l’Ospedale generale è chiuso. Decine di feriti sono stati trasportati all’Ospedale per famiglie Saint Luc dove c’è il nuovo Trauma Center, in cui padre Rick e il suo team stanno accogliendo e curando le vittime degli scontri, oltre a occuparsi dei corpi da seppellire».

Immagine fatta avere a Fondazione Rava da Haiti

«I nostri ad Haiti ci parlano di una situazione gravissima», spiega Maria Vittoria Rava. «Anche al Saint Damien, il nostro ospedale pediatrico, l’unica pediatria dell’isola, si vivono momenti difficili, chi è arrivato lì non riesce ad andarsene. La situazione è di sovraffollamento. Le nostre ambulanze, oltre a recuperare i feriti, vanno a prendere i medici a casa per portarli in ospedale: girare per strada è pericolosissimo».
Per la presidente della Fondazione a preoccupare è il fatto che inizino a scarseggiare cibo e acqua. Le ambasciate hanno rimpatriato il personale espatriato. «Da parte nostra al Saint Damien abbiamo solo personale haitiano, in queste settimane avevamo ad Haiti un’équipe cardiochirurgica del Gaslini e alcuni tecnici, una dozzina di persone, che abbiamo fatto subito rientrare in Italia», osserva Maria Vittoria Rava che aggiunge: «Anche le Nazioni Unite hanno dimezzato i caschi blu».

Nella nota la Fondazione chiede aiuto per un’ambulanza adeguatamente attrezzata «un veicolo robusto che possa percorrere le strade dissestate di Haiti», ma anche donazioni per poter acquistare pasta, riso e acqua (Per donare: IBAN IT 39 G 03062 34210 000000760000 - c/c postale: 17775230)

«Il nostro appello non è solo per chiedere aiuto per le nostre attività ad Haiti, ma per accendere un riflettore su quello che accade in questo che è il Paese più dimenticato del mondo. Vorrei fare un appello alla Fondazione Bill & Melinda Gates che dice di rivolgersi alle “most negletted countries” e chi è più negletto degli haitiani?».

In apertura foto da Twitter

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