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Il Friuli crede allo sviluppo sostenibile

17 Febbraio Feb 2019 2113 17 febbraio 2019
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Appuntamento il 19 febbraio all’Università di Udine con la seconda tappa del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, il più importante evento in Italia dedicato a sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa, realizzato in collaborazione con Animaimpresa

In Italia uno dei territori più attenti ai temi della sostenibilità e dell’innovazione sociale è sicuramente il Friuli. E la conferma viene anche dal fatto che la tappa del Salone della CSR e dell’innovazione sociale in programma martedì 19 febbraio all’Università degli Studi di Udine (Palazzo Antonini, via Petracco 8) ha già registrato il tutto esaurito. «Anzi, visto il gran numero di adesioni abbiamo dovuto cambiare la sala da 135 posti che avevamo scelto inizialmente», afferma il professor Francesco Marangon, docente di Economia ambientale al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’ateneo friulano.

Il professor Francesco Marangon, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche - DIES Università degli Studi di Udine, Delegato del Rettore per le problematiche inerenti la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) Presidente della Società Italiana di Economia Agraria (SIDEA) Vice presidente dell’Associazione Italiana delle Società Scientifiche Agrarie (AISSA)

Toccherà a lui trarre le conclusioni del dibattito che coinvolgerà imprese, istituzioni, mondo accademico e cittadini. «La nostra università fa parte della Rete RUS che riunisce i 61 atenei italiani impegnati per lo Sviluppo Sostenibile e noi proprio quest’anno abbiamo presentato il nostro primo Bilancio Sociale. Inoltre la Regione ha avviato la stesura di un proprio documento strategico in vista dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile», continua Marangon. «Ma ancora più importante è la collaborazione con il territorio e con le imprese che vi operano. In questo senso la nostra piccola regione ha già fatto molto anche dal punto di vista della formazione attraverso corsi, iniziative, convegni. Molto però resta ancora da fare perché rischiamo di rimanere indietro rispetto ad altri Paesi europei. E certamente il Salone della CSR e dell’innovazione sociale è una delle occasioni più importanti per confrontarsi e conoscere da vicino alcune belle e buone pratiche».

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, imprescindibili punti di riferimento per tutte le organizzazioni responsabili, sono al centro del programma culturale della settima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale che nel 2019 esplora “I territori della sostenibilità” in 12 tappe attraverso 11 regioni, dal Friuli alla Sicilia, per concludersi a Milano l’1 e 2 ottobre all’Università Bocconi con l’edizione nazionale, alla quale hanno già aderito 100 organizzazioni. L’iniziativa è promossa da Università Bocconi, CSR Manager Network, Fondazione Global Compact Network Italia, ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Sodalitas, Unioncamere, Koinètica.

Secondo una ricerca Ipsos riferita al secondo semestre del 2018, il Friuli partecipa insieme a tutto il Nord-Est del Paese ad una sensibilità particolare verso i temi dello sviluppo sostenibile. Il 92% delle persone che risiedono nell’area ritiene la sostenibilità molto o abbastanza importante mentre parlando di priorità, il 53% degli abitanti del Nord-Est indica la riduzione di inquinamento, emissioni e rifiuti, il 49% segnala l’uso di energie da fonti rinnovabili, il 48% la riduzione degli sprechi, il 47% l’uso responsabile delle risorse naturali.

Sempre secondo i dati Ipsos, per il 74% degli abitanti nel Nord-Est sono le istituzioni nazionali che devono farsi carico dello sviluppo sostenibile, seguite dalle grandi aziende (48%). Ma anche i privati cittadini devono fare la loro parte, come indica il 43% del campione, mentre le piccole e medie imprese giocano un ruolo per il 13% delle persone intervistate.

«In un contesto territoriale così sensibile ai temi che Il Salone della CSR, giunto quest’anno alla settima edizione, promuove in tutta Italia, a Udine avremo il piacere di ascoltare alcune delle testimonianze più significative dell’impegno che le imprese, grandi e piccole, realizzano sul territorio friulano», spiega Rossella Sobrero, del Gruppo promotore dell’evento. «Dal settore della tecnologia e della meccanica al turismo responsabile, dalla produzione lattiero casearia a quella di alimenti veg, i progetti presentati a Udine parlano di grande attenzione al territorio, alle comunità locali, ai beni comuni. E mostrano come si possa lavorare concretamente alla costruzione di un futuro più sostenibile e responsabile».

Queste le storie di sostenibilità che saranno presentate a Udine

Biolab
La “filiera delle responsabilità” come approccio etico alla produzione, centralità del consumatore, fedeltà ad alcuni principi fondamentali, come quello di non lavorare carni, è il modello presentato a Udine da una delle aziende con più lunga esperienza in Italia nel settore dei prodotti alimentari vegetariani e vegani.L’attenzione alla sostenibilità di Biolab passa anche attraverso la salvaguardia di prodotti specifici del territorio come ad esempio la Rosa di Gorizia, il pregiato radicchio goriziano che, seminato ad agosto, si può raccogliere e mangiare solo per due o tre mesi all’anno nel periodo invernale, con una stagionalità molto limitata. Il colore del fiore è rosso rubino, un vero bocciolo di rosa, ed ha un gusto leggermente amaro. Per la maturazione del fiore, la fase chiamata della “Cova”, le piante sono portate e protette in un ambiente molto particolare: un bunker antiaereo lungo 200 metri circa utilizzato a Gorizia durante la Seconda guerra mondiale. Tutta la lavorazione di pulizia (la tolettatura) viene svolta manualmente e secondo le tecniche usate in passato.

Venchiaredo
Nel comparto del food opera anche questa azienda che produce stracchino a Ramuscello in provincia di Pordenone. Fra i progetti realizzati di recente, la confezione “Apri & Chiudi” pensata per contenere l’uso dei materiali di imballaggio e ridurre lo spreco alimentare: consente infatti di non riconfezionare il prodotto, unavolta aperto, con pellicole, carta-alluminio o altri contenitori e di minimizzare gli sprechi dovuti deterioramento del prodotto confezionato. Molto recente è anche l’installazione di impianto di cogenerazione a servizio dello stabilimento di Ramuscello di Sesto al Reghena: un intervento che consente un risparmio annuo di circa 450 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e evita l’immissione in atmosfera di circa 1.000 ton /anno di CO2.

Wärtsilä Italia
Fa parte della società finlandeseWärtsilä Corporation, leader nella fornitura di soluzioni per la generazione di energia, pensate per l’intero ciclo di vita degli impianti per il settore marino e terrestre. Wärtsilä sostiene le aziende che sono a loro volta sostenibili, offrendo ai clienti soluzioni sempre più efficienti, grazie alla tecnologia, soprattutto in tema di emissioni, come nel caso dei motori a gas e dei motori ibridi. Oltre che in un business sostenibile, l’azienda si impegna in azioni concrete per la comunità, come è accaduto ad esempio con la donazione dei “Seabin”, cestini per la pulizia del mare, alla Lega Navale di Trieste e al Museo del Mare di Genova.

eFrame
Questa start up innovativa è stata costituita nel 2015 a Udine e si occupa di ricerca, consulenza, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Fra i progetti realizzati c’è eValue, un modello di contabilità ambientale ed economica integrata, ideato per analizzare le relazioni tra economia ed ambiente attraverso indicatori che consentono di misurare il valore monetario dei servizi ecosistemici, l’intensità dell’uso delle risorse naturali nei processi produttivi e acquisire informazioni sull’eco-efficienza. Applicato alle aree protette, il sistema ha dimostrato che 1 euro di investimento pubblico si traduce in 5 - 8 euro di benefici economici, sociali, ambientali.

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