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Esteri

Cooperazione allo sviluppo, in arrivo il nuovo direttore dell'Agenzia

19 Febbraio Feb 2019 1212 19 febbraio 2019
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Il ministro Enzo Moavero Milanesi sarebbe pronto a sciogliere la riserva a un anno dalle dimissioni di Laura Frigenti. In pista ci sono tre candidati "interni" alla Farnesina: Luca Maestripieri, Emilio Ciarlo e Flavio Lovisolo

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo è stata una delle rilevanti innovazioni della riforma legislativa del 2014 che il Parlamento ha deliberato con voto praticamente unanime. Dopo anni di riflessioni, proposte di legge, dibattiti, approfondimenti che hanno coinvolto la politica, le istituzioni e la società civile, la legge 125 “Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo” ha fornito un nuovo e inclusivo quadro di riferimento ed una visione delle relazioni internazionali aggiornata rispetto a quella della precedente legge del 1987.

L’Agenzia è entrata in funzione tre anni fa, nel gennaio 2016. Le novità introdotte e la complessità della materia hanno richiesto, parallelamente alla continuità e al rafforzamento dell’azione italiana di cooperazione, un primo periodo di stabilizzazione con definizioni normative e procedurali, linee guida, instaurazione di rapporti con i nuovi soggetti indicati dalla legge, le istituzioni e le omologhe agenzie a livello europeo, le organizzazioni internazionali e quanto necessario per un’efficiente struttura e organizzazione.

Da un anno l’Agenzia è senza direttore a causa delle dimissioni per motivi personali di Laura Frigenti e si regge su uno solo dei due vicedirettori previsti, Leonardo Carmenati, facente funzione con generosità, capacità e grande impegno. L’avviso pubblico per la procedura selettiva del nuovo direttore è del marzo 2018 e l’esito della valutazione della commissione giudicatrice è stato pubblicato il 7 settembre. La Viceministra Emanuela Del Re ha quindi presentato la rosa dei candidati selezionati al Ministro Moavero Milanesi per l’invio della sua proposta al Presidente del Consiglio, come la legge 125 stabilisce. Un ricorso al Tar ha rallentato il percorso in attesa dei pareri dell’Avvocatura generale.

La procedura selettiva non è stata invalidata, data l’inesistenza di vizi, né formali né sostanziali. La nomina del direttore dell’Agenzia potrebbe quindi avvenire a breve, come auspicato da tutti i soggetti della cooperazione internazionale allo sviluppo: ong, organizzazioni della società civile, regioni, enti locali, università, enti pubblici, imprese. I tre candidati selezionati sono tutti di valore: Luca Maestripieri è l’attuale vicedirettore generale della cooperazione allo sviluppo al Maeci, Emilio Ciarlo e Flavio Lovisolo hanno entrambi responsabilità nella struttura dirigenziale dell’Agenzia, ai rapporti istituzionali e comunicazione nella sede centrale il primo e alla direzione della sede di Tunisi il secondo.

Tre persone con un bagaglio di esperienze molto valide. Il Ministro Moavero può scegliere con tranquillità e dare la sua indicazione al Presidente Conte per la nomina formale”, ci conferma Paolo Dieci, presidente di Link 2007. Per l’Agenzia e per l’efficacia della sua azione si tratta di una questione di importanza decisiva, date anche le necessità di massimo coordinamento con il Maeci e la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, di consolidamento dei rapporti europei e internazionali, di sinergie tutte da costruire con l’istituzione finanziaria Cassa Depositi e Prestiti, di interazione con i ministeri, le istituzioni e gli enti territoriali coinvolti, anche ai fini di rafforzare la cooperazione bilaterale che, con l’impegno della Viceministra De Re, il Governo italiano sta rilanciando, moltiplicando e qualificando in molte aree divenute di primario interesse.

Ad un anno, ormai, di assenza del direttore si intravvede la possibilità che i ritardi possano essere finalmente superati e che l’Agenzia possa avere presto il suo direttore come è giusto e doveroso che sia. Rimaniamo in attesa che il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale sciolga la riserva a stretto giro.

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