Analisi

#ElezioniRegionaliSardegna2019: i flussi di voto a Cagliari e Sassari

26 Febbraio Feb 2019 1416 26 febbraio 2019

Un'analisi dei flussi di voto a Cagliari e Sassari dell'Istituto Carlo Cattaneo. Anche in Sardegna si arresta l’esodo del Pd verso i Cinquestelle. Tra i Cinquestelle molti i “disillusi”, pochi i “fedeli”. Compatto, invece, il bacino del centrodestra

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Elezioni Regionali Abruzzo Affluenza
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Un'analisi dei flussi di voto a Cagliari e Sassari dell'Istituto Carlo Cattaneo. Anche in Sardegna si arresta l’esodo del Pd verso i Cinquestelle. Tra i Cinquestelle molti i “disillusi”, pochi i “fedeli”. Compatto, invece, il bacino del centrodestra

L'Istituto Carlo Cattaneo puntuale come sempre offre una prima analisi dei flussi di vito da un partito all'altro nelle due principali città dell'isola. Ne proponiamo un estratto. Qui l'analisi completa.

Come hanno votato gli elettori che il 4 marzo 2018 scelsero Pd?

Il voto sardo conferma una tendenza emersa due settimane fa in Abruzzo. Il flusso in uscita da questo partito verso il M5s sembra essersi arrestato. In entrambi i centri considerati, dal Pd verso il M5s escono flussi di scarsissima entità (1% a Cagliari e 2% a Sassari). Al contempo, si registra, come diremo più avanti, qualche flusso in direzione contraria. In entrambe le città il centrosinistra non subisce perdite verso l’astensione. In buona sostanza, si può dire che il Pd riesca a mantenere i ranghi abbastanza compatti rispetto al 4 marzo, anche se a Sassari si registra una perdita di una certa entità verso Solinas (ben il 22% del bacino elettorale originario).

Come hanno votato gli elettori che il 4 marzo 2018 scelsero M5s?

Ancor più che in Abruzzo, il M5s veste i panni dello sconfitto di queste elezioni: la perdita di voti rispetto all’exploit del 4 marzo appare impressionante. Il candidato e la lista sono ridotti a una percentuale che, pur consentendo a questa formazione di entrare per la prima volta nel consiglio regionale, la riduce a partito di rango secondario. Ci sono i fedeli, che rinnovano il voto per il proprio partito (il 25% a Sassari e solo 19% a Cagliari). Ci sono i disillusi, che passano all’astensione (33% a Cagliari e il 27% a Sassari): anche in questo caso è il gruppo ancora più consistente. Ci sono i traghettati (18% a Cagliari, 33% a Sassari), che passano al centrodestra, conquistati probabilmente dal dinamismo dell’azione politica dell’alleato-concorrente di governo Matteo Salvini. Ci sono, infine, i pentiti (26% a Cagliari e 15% a Sassari), che passano (tornano) al centro-sinistra: in Sardegna (soprattutto a Cagliari, per via dell’attrattiva del candidato Zedda) questo gruppo sembra dunque essere un po’ più consistente che in Abruzzo. Insomma, correggendo in parte quello che emergeva dall’analisi parziale, in Sardegna la tendenza che porta i cinquestelle a destra e quella che li porta a sinistra sembrano fronteggiarsi quasi alla pari: a Cagliari prevale (otto punti percentuali in più) la prima (grazie, come si diceva, a Zedda), a Sassari prevale (18 punti percentuali) la seconda. Intorno al consolidamento di questa tendenza si gioca la possibilità del centrosinistra di tornare ad essere competitivo nel confronto col centrodestra: oggi, come hanno dimostrato tutte le elezioni regionali svoltesi dopo il 4 marzo, il centrodestra appare praticamente imbattibile.

Come hanno votato gli elettori che il 4 marzo 2018 scelsero Lega e FI?

Per entrambi i principali partiti del centrodestra,la maggioranza degli elettori confluisce sul candidato del proprio schieramento (Solinas). A Sassari è però notevole la perdita di entrambi i bacini elettorali verso il “non-voto” (43% per FI, 36% per la Lega).

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