Campus Haiti (3)
Fondazione Rava

Haiti arriva alla Triennale di Milano

27 Febbraio Feb 2019 1033 27 febbraio 2019
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Dal primo marzo al primo settembre la Fondazione rappresenta Haiti in occasione della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano "Broken Nature: Design Takes on Human Survival". Nel Padiglione Haiti – KayCasaMaisonHome, curato da Mariano Pichler, i visitatori sono invitati a attraversare l’architettura effimera Mi Casa Tu Casa – Reversal Haiti House dell’artista argentino Daniel González, una casa fatta di oggetti quotidiani che mostra ciò che ha di più caro, portando la dimensione interna al suo esterno...

La Fondazione Francesca Rava, che rappresenta in Italia l’organizzazione internazionale Nuestros Pequeños Hermanos (N.P.H) e la Fondazione Saint Luc di Haiti, vuole attirare ancora una volta l’attenzione sulla difficile realtà della popolazione haitiana, che ogni giorno lotta con una profonda miseria, resa più grave dai disastri naturali come il terribile terremoto del 2010 e i devastanti uragani che periodicamente si abbattono sull’isola. In continuità con la partecipazione di Haiti alla XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano del 2016 con “La casa come diritto. Dalla lamiera al mattone, l’architettura in risposta ai bisogni dell’uomo”, il Padiglione Haiti di quest'anno sottolinea l’impegno della Fondazione nel progetto di riqualificazione e ricostruzione Fors LakayLa forza della casa e della famiglia in creolo, che supporta nello slum di Cité Soleil a Port-au-Prince.

In Haiti la natura è forte e a volte matrigna, in un paese che già cerca di sopravvivere e affrancarsi dalla povertà e dalle malattie, tra rivolte sociali e instabilità politica. A Cité Soleil più di 300.000 persone vivono in baracche, spazzate via dalle inondazioni e dalle forti piogge. Con il lavoro della comunità locale sono state costruite circa 250 casette in muratura nell’ambito del progetto Fors Lakay, per restituire dignità a un numero crescente di famiglie e offrire un luogo pulito e sicuro ai bambini che giocano tra fango e immondizia.

Nel Padiglione Haiti – KayCasaMaisonHome, curato da Mariano Pichler, i visitatori sono invitati a attraversare l’architettura effimera Mi Casa Tu Casa – Reversal Haiti House dell’artista argentino Daniel González, una casa fatta di oggetti quotidiani che mostra ciò che ha di più caro, portando la dimensione interna al suo esterno. Questa Kay dialoga con Mi Casa Tu Casa – Building Memory, un muro portante che include nella propria architettura i ricordi di momenti vissuti. Proponendo un confronto tra una casa precaria fatta di lamiere e una casa fatta di mattoni, l’installazione denuncia il diritto a un’abitazione dignitosa, non solo un riparo sulla testa ma un luogo in cui vivere come essere umani, dove poter nutrire ricordi ed emozioni.

Questa Kay è abitata dai suoni di Haiti che Chiara Luzzana, artista sonora e compositrice, ha creato combinando campionature sonore ad una minuziosa programmazione in grado di trasformare immagini di vita haitiana, in musica. Le rime dei ragazzi della comunità di Fors Lakay si fondono ai suoni nelle stanze dell’Ospedale Pediatrico NPH Saint Damien. Le risate dei bambini vengono interrotte dall’impeto di una natura che all’improvviso distrugge tutto. La colonna sonora Haiti Sounds è divisa in quattro momenti e alterna speranze e precarietà in un viaggio sonoro che avvolge il visitatore.

Stefano Guindani, da anni al fianco della Fondazione Francesca Rava, cattura, con i suoi scatti più suggestivi di Saut d’Eau, uno dei luoghi più affascinanti e potenti di Haiti, un importante momento collettivo della popolazione haitiana che unisce sia cattolici che vudù: l’immersione purificatrice nelle cascate sacre, dove la natura torna ad essere una buona madre e dove la potenza dell’acqua, elemento chiave dell’identità culturale dell’isola, sorprende lo spettatore.