Cucina Chiaravalle ©Antonio Martella
Solidarietà

«#PrimaLePersone: parola chiave del nostro agire. Per questo il 2 marzo manifestiamo»

1 Marzo Mar 2019 1219 01 marzo 2019
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L’hashtag riassume la filosofia della manifestazione “People” in programma sabato a Milano. Silvia Bartellini, presidente di Passepartout (rete di imprese sociali e tra i promotori dell’evento) sottolinea come a Casa Chiaravalle e nell'accoglienza diffusa di migranti e richiedenti asilo l’integrazione sia esperienza quotidiana. Le nuove norme vanno invece in senso contrario «in un'illusione securitaria fatta di chiusure e muri». Ecco come si svolgerà la giornata

«Sabato saremo tantissimi, decine di migliaia». Non ha dubbi Silvia Bartellini, presidente di Passepartout (rete di cinque imprese sociali: La Cordata, FuoriLuoghi, Tuttinsieme, Progetto Integrazione e Genera) e tra gli promotori di “People – Prima le persone”, la manifestazione in programma il 2 marzo e che, nata per iniziativa di una trentina di realtà milanesi, ha ormai una portata nazionale. «Non è solo una sensazione: ho sentito tantissimi colleghi di fuori Milano che saranno presenti. È come se fosse maturata la consapevolezza che fosse necessario agire, mostrare che siamo in tanti a ritenere che le persone vengono prima con i loro diritti, bisogni, desideri…».

Silvia Bartellini - foto © Antonio Martella

“People” è stata lanciata alcune settimane fa e ha visto montare numeri e adesioni. Al 28 febbraio si conteggiano oltre 1.030 organizzazioni aderenti, 4.500 sottoscrizioni individuali, oltre 30mila adesioni su Facebook (vedi news). Nel manifesto di lancio di questa mobilitazione si legge: «Crediamo che la buona politica debba essere fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili» perché «pensiamo che le differenze – legate al genere, all’etnia, alla condizione sociale, alla religione, all’orientamento sessuale, alla nazione di provenienza e persino alla salute - , non debbano mai diventare un’occasione per creare nuove persone da segregare, nemici da perseguire e ghettizzare o individui da emarginare».


Casa Chiaravalle, momenti di vita © Antonio Martella


Foto ©Francesca Panaioli

Diritti e inclusione ma anche l’idea che “la diversità sia un valore e una ricchezza culturale”. «Le parole chiave di People accompagnano il nostro agire come Passepartout» spiega Bartellini ricordando l’esperienza dell’accoglienza diffusa in una ventina di appartamenti nel territorio milanese e l’ultima iniziativa “Casa Chiaravalle”, inaugurata meno di un anno fa come luogo di accoglienza per richiedenti asilo, famiglie in difficoltà abitativa, donne con bambini. E non è un caso che proprio in queste settimane a Passepartout si sta vivendo un momento di «lacerazione» come lo definisce la presidente.
«Siamo molto in dubbio se partecipare o meno ai nuovi bandi della prefettura che cristallizzano una deriva securitaria che arriva da lontano. I problemi non sono meramente di natura economica anche se obiettivamente le nuove tariffe tagliano i servizi per l’integrazione. Noi siamo operatori sociali e il nostro obiettivo deve essere il benessere delle persone, mentre il nuovo modello di lavoro vanno nella direzione del puro controllo» precisa Bartellini che sottolinea anche un altro aspetto: «Casa Chiaravalle e i 20 appartamenti in città sono luoghi aperti e accessibili. Non abbiamo mai avuto un problema, le persone accolte sono state bene e anche le quattro ispezioni della prefettura hanno detto che era tutto a posto», continua ricordando che Casa Chiaravalle, aperta a giugno 2018 è in parte un Cas e in parte una Rst (luogo di accoglienza per sfrattati) ma soprattutto è un’esperienza di integrazione tra gli ospiti che sono sia persone in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato sia famiglie con problemi abitativi e il quartiere «e non vogliamo trasformare tutto questo in un luogo chiuso». Per Bartellini si tratta del risultato della «cultura del sospetto che adesso tocca i migranti, ma in futuro a chi toccherà?».

Foto ©Francesca Panaioli

Proprio per questo è importante la manifestazione di sabato «con la quale vogliamo dire che a questo stato di cose non ci stiamo. La sicurezza non si crea in questo modo», insiste. Con una sottolineatura: «Casa Chiaravalle è un luogo confiscato alla mafia e deve essere un luogo a uso di tutti i cittadini, ha una vocazione a essere pubblico e accessibile».
Sabato 2 marzo è quindi un’opportunità per dire che l’isolamento, la chiusura è anche il sintomo di un’incapacità di generare sviluppo economico e «non è un caso che People sia stato pensato a Milano. La città che due anni ha dato vita alla marcia (20 maggio senza senza muri) e lo scorso anno alla grande tavolata di “Ricetta Milano” vuol dire che ci sono degli anticorpi e che il tessuto della città che accoglie riemerga anche oggi non mi stupisce», conclude Bartellini.

Quello di domani vuole essere un corteo allegro, senza bandiere di partito ma con tanti rappresentati delle istituzioni che hanno dato l’adesione alla manifestazione, primo fra tutti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore Pierfrancesco Majorino. Saranno presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra con Andrea Cuccello (Segretario con delega all’immigrazione), Carmelo Barbagallo con Ivana Veronese (Segretaria con delega all’immigrazione), e poi ancora che l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, il deputato Maurizio Martina, i presidenti di Regione Enrico Rossi e Nicola Zingaretti, l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Riace Maria Caterina Spanò, Sergio Cofferati, i presidenti nazionali di Acli e di Arci Roberto Rossini e Francesca Chiavacci, l’europarlamentare Elly Schlein e l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Presenti anche personaggi dello spettacolo come Lella Costa, Claudio Bisio e Roberto Vecchioni che parteciperanno alla grande festa tra le vie del centro di Milano.
Saranno presenti oltre 20 gonfaloni di altrettanti Comuni di tutta Italia, Comuni che in oltre 700 hanno aderito all’appello di People – Prima le persone.

Dopo i rappresentanti delle istituzioni, il corteo lascerà spazio ai carri di alcuni dei 30 soggetti promotori dell’appello e della manifestazione, in particolare parteciperanno con un proprio camion i Sentinelli, i sindacati, l’Arci, Mediterranea; United4med, Amnesty International, Emergency e l’Anpi.

La lunga parata (appuntamento alle ore 14 in via Palestro angolo corso Venezia, sfilerà in corso Venezia per raggiungere piazza Duomo, percorrendo da San Babila via Matteotti fino in piazza della Scala. i dettagli logisti sono online sul sito di people2march.org

In apertura foto della cucina di Casa Chiaravalle ©Antonio Martella

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