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Associazioni del dono lombarde: insieme per guardare ai giovani

4 Marzo Mar 2019 1552 04 marzo 2019
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Adisco, Admo, Aido, Avis, Cri, Fidas che rappresentano oltre 700mila donatori fanno “rete” per allargare la base dei volontari in Lombardia con una particolare attenzione al mondo giovanile

Con l’obiettivo di migliorare e consolidare le relazioni già esistenti tra le associazioni per incrementare le attività di divulgazione della cultura del volontariato, e del dono, coinvolgendo il maggior numero di cittadini e in particolar modo i giovani sui temi della solidarietà e dei corretti stili di vita, i presidenti delle principali associazioni volontarie del dono lombarde, che rappresentano oltre 700mila donatori, hanno firmato sabato 2 marzo nella sede di Avis Lombardia di Milano, un accordo di intesa per iniziare un nuovo percorso di promozione condiviso. La Lombardia è la prima regione a sottoscrivere l’accordo nazionale del dicembre scorso.

A siglare l’accordo per lavorare insieme sul territorio sono stati: Daniela Turotti presidente lombarda Adisco, l’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale, Giuseppe Saponara presidente Lombardo Admo, l’Associazione Donatori Midollo Osseo, Giovanni Ravasi presidente Lombardo Aido, l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, Oscar Bianchi presidente Avis Lombardia, l’Associazione Volontari Italiani Sangue, Giancarlo Bianchella Segretario Regionale Cri, l’Associazione della Croce Rossa Italiana, e Antonio Carnevali presidente Fidas Milano, Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue.

Le organizzazioni si impegnano a sostenere insieme, unendo le forze, i rapporti con le Istituzioni e gli Organismi tecnici per incoraggiare e diffondere la cultura della solidarietà e del dono e, nello specifico, la donazione di sangue, di emocomponenti, di organi e tessuti, di midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e di sangue cordonale.
Le associazioni vogliono “fare rete” promuovendo e favorendo sinergie territoriali per allargare la base dei volontari e donatori attivi e cercando tutti insieme di incentivare l’attività di volontariato tra i giovani.
Il punto di partenza è l’avvio di un sistema di comunicazione condivisa e sinergica: dalla semplice attivazione dei reciprochi collegamenti sui siti delle diverse organizzazioni di volontariato con link dedicati, alla realizzazione di materiale informativo congiunto, dall’organizzazione di convegni e manifestazioni alla promozione di percorsi e ricerche sui temi comuni di riferimento.

«La collaborazione tra le associazioni lombarde non rappresenta certo una novità», dichiara Oscar Bianchi, presidente Avis Lombardia. «Gli obiettivi generali sono comuni e spesso in passato i percorsi si sono incrociati, Avis ha lanciato l’idea di provare a rendere più concreto questo rapporto e le associazioni hanno aderito con entusiasmo, anche perché è evidente che un progetto condiviso e ben organizzato può contribuire a dare maggiore slancio a tutte le donazioni in Italia. Abbiamo sempre più bisogno di donatori che sono fondamentali per salvare la vita di tanti cittadini che sono in terapia o in liste di attesa, e ognuno di loro rappresenta una risposta concreta alle necessità dei pazienti, ed è un supporto indispensabile al Sistema Sanitario Nazionale»
Daniela Turotti presidente Adisco: «Siamo una giovane realtà associativa, e guardiamo a questo accordo con grande interesse e speranza». Giuseppe Saponara presidente Admo «Pensiamo al futuro dell’associazione: abbiamo molti iscritti, ma una scarsa frequenza di contatti con gli associati. Poter lavorare insieme alle altre associazioni è un modo per aumentare contatti con il territorio e gli associati».
Continua Giovanni Ravasi presidente Aido «Ogni anno muoiono in Italia circa 500 persone perché non riescono a trovare un donatore compatibile, metterci insieme significa aumentare la possibilità di conoscenza, soprattutto tra i giovani, del valore del dono e salvare più vite umane»

Giancarlo Bianchella Segretario Cri «La Croce Rossa non è solo 118, o trasporto di organi, ma tante altre attività, e lavorare insieme è la strada giusta per promuovere le attività di volontariato e ci permette di lavorare con maggior sintonia con le istituzioni per favorire la crescita della cultura del dono». Infine, Antonio Carnevali presidente Fidas: «La cultura del dono è importante e ratifica quello che in maniera autonoma spesso già succede sul territorio tra le diverse associazioni».

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