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Ambienti digitali in aree a rischio: le scuole selezionate dal Miur salgono a 106

5 Marzo Mar 2019 1305 05 marzo 2019
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Nuova tranche di fondi destinati alle scuole delle aree a rischio. «Ci stiamo impegnando con forza per garantire a ogni studente una formazione di qualità e condizioni di crescita uguali su tutto il territorio nazionale», dichiara il ministro Bussetti

Dieci laboratori in Veneto, otto in Emilia-Romagna, 8 in Toscana, 4 a testa per Friuli Venezia-Giulia, Marche, Abruzzo e Sardegna, 2 in Umbria e 2 in Molise. Arriveranno in 46 scuole, soprattutto nella primaria e nella secondaria di I grado, finanziati con 1,6 milioni di euro dal MIUR. Le scuole sono situate in “aree a rischio”, cioè zone «tra quelle con i più alti indici di disagio negli apprendimenti, di svantaggio socio-economico familiare, di deprivazione territoriale e di abbandono scolastico». «Stiamo dando un segnale concreto alle comunità scolastiche e ai territori. Dove c'è una scuola che funziona, c'è una società che guarda al futuro con fiducia», commenta il ministro Marco Bussetti.

Ogni scuola riceverà 35.000 euro per la creazione di ambienti digitali di apprendimento. Sono poi previsti ulteriori 30.000 euro, derivanti da altri fondi, per la formazione del personale scolastico per la didattica innovativa. «La didattica digitale - prosegue Bussetti - può essere un'alleata per le scuole che si trovano in contesti difficili e in aree a rischio. Offre nuove e non tradizionali occasioni di apprendimento e rappresenta uno strumento di contrasto alla dispersione scolastica. Ci stiamo impegnando con forza per garantire a ogni studente una formazione di qualità e condizioni di crescita uguali su tutto il territorio nazionale».

Le 46 scuole si aggiungono alle 60 già individuate dal MIUR con le medesime modalità e finalità (13 in Lombardia, 6 in Piemonte, 2 in Liguria, 8 in Lazio, 10 in Campania, 9 in Sicilia, 7 in Puglia, 4 in Calabria, 1 in Basilicata) per cui sono già stati stanziati a novembre 2,1 milioni di euro.

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