Mareme E Staff Ginger
Migranti

Mareme, dal Senegal ad Agrigento per diventare chef

9 Marzo Mar 2019 1200 09 marzo 2019
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Dalla cucina in Senegal con mamma, al viaggio in Italia con i figli. la storia della donna migrante che ad Agrigento prepara piatti multietnici sotto la Valle dei Templi: «Oggi mi capita di trovare atteggiamenti e parole ostili, ma chi viene qui trova un’atmosfera magica, tante donne immigrate hanno i loro sogni».

Dal Senegal ad Agrigento per realizzare il sogno di diventare chef. Mareme Cisse, 38 anni, sorride mentre prepara i suoi piatti con lo sfondo della sontuosa Valle dei templi, in Sicilia: «Sono nata in cucina perché mia madre aveva un ristorante nel mio paese, ma in Senegal era impossibile continuare a lavorare».

Mareme, madre di quattro figli, decide nel 2012 di non seguire il marito che torna in Senegal e tra problemi legati al permesso di soggiorno e al mantenimento dei figli, non perde mai la speranza.

La cooperativa sociale Al Kharub le offre un lavoro e nel 2016 Mareme realizza il suo sogno, un ristorante tutto per lei: il Ginger People&Food. Non solo, ma da “socia-lavoratrice” di Al Kharub diventa componente del consiglio di amministrazione della cooperativa agrigentina.

Il ristorante multietnico e Mareme hanno ricevuto di recente il premio Bezzo, ritirato a Torino dal presidente di Al Kharub, Carmelo Roccaro.

Mareme si reputa molto fortunata: «Oggi mi capita di trovare atteggiamenti e parole ostili. Poi quando i nostri ospiti vengono qui trovano un’atmosfera magica e restano spiazzati, sono contenti e ritornano. Il premio è stato un riconoscimento non solo per me, ma anche per Agrigento e per i lavoratori della cooperativa sociale. Io ho scelto di poter lavorare, non solo di essere mamma e moglie. Altre donne, immigrate o italiane, hanno i loro sogni ma non possono fare questa scelta»,spiega Mareme che incita così le altre donne migranti.

In Italia dove il tasso di disoccupazione femminile non raggiunge nemmeno il 50 per cento, le storie come quella di Mareme Cisse dimostrano che la cooperazione sociale e l’accoglienza possono rappresentare una risorsa per il nostro paese.