Africa

Ciclone in Mozambico, l'appello di Cesvi per l'emergenza

21 Marzo Mar 2019 1532 21 marzo 2019

Gli sfollati sono oltre 1 milione e mezzo. Spazzati via i progetti di sicurezza alimentare che la Ong svolge da anni nella provincia di Sofala. «Aiutateci a portare un aiuto concreto alle popolazioni colpite» - questo l’appello di Daniele Barbone, Ad dell’organizzazione - «c’è urgente bisogno di acqua, beni alimentari e di prima necessità»

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Shaun Jusa:Sintesi
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Gli sfollati sono oltre 1 milione e mezzo. Spazzati via i progetti di sicurezza alimentare che la Ong svolge da anni nella provincia di Sofala. «Aiutateci a portare un aiuto concreto alle popolazioni colpite» - questo l’appello di Daniele Barbone, Ad dell’organizzazione - «c’è urgente bisogno di acqua, beni alimentari e di prima necessità»

Il ciclone Idai si è abbattuto sul Mozambico giovedì 14 marzo nella notte e, nel suo passaggio verso i confinanti Malawi e Zimbabwe, ha causato lo sfollamento di un milione e mezzo di persone e oltre 200 morti, ma il numero delle vittime potrebbe salire ancora. Secondo quanto affermato dal presidente Filipe Nyusi, le vittime potrebbero essere più di 1.000.

La situazione è particolarmente grave nella città di Beira, sede degli uffici di Cesvi: senza corrente elettrica e collegamento con l’esterno a causa delle strade allagate, la città riporta danni per il 90% della sua estensione.

«Molte comunità dell’entroterra sono isolate: tra queste, quelle che vivono nel distretto di Nhamatanda dove realizziamo progetti di sviluppo rurale rivolti a una popolazione già gravemente affetta da povertà e insicurezza alimentare. I danni si prospettano enormi, anche se al momento è impossibile stimarne la reale entità. Per di più, nei prossimi giorni sono previste nuove esondazioni dei fiumi presenti nella regione», afferma Daniele Barbone, amministratore delegato di Cesvi. «Lo staff presente in città ci riferisce di scarsità d’acqua potabile e innalzamento dei prezzi dei beni alimentari e di prima necessità» - continua Barbone - «Siamo in una fase di vera emergenza dal momento che il ciclone ha spazzato via tutti i nostri interventi: sarà necessario rimboccarsi le maniche e ripartire da zero per offrire supporto in modo tempestivo alla popolazione delle aree colpite».

«Per questo lanciamo un appello chiedendo a tutti di aiutarci ad aiutare la popolazione del Mozambico. Basta un piccolo gesto come una donazione sul sito www.cesvi.org o una chiamata al numero verde 800.036.036 per fare la differenza».

Un aiuto che si tradurrà presto in interventi tangibili: un team di Cesvi partirà nelle prossime ore per raggiungere le aree colpite e avviare attività di risposta ai bisogni più stringenti. «Ci stiamo muovendo per avviare interventi umanitari che possano salvare la vita della popolazione messa in ginocchio dalla forza distruttrice del ciclone» - sottolinea Lorena D’Ayala Valva, coordinatrice emergenze di Cesvi, che si sta mobilitando per portare assistenza alla popolazione in coordinamento con la comunità nazionale e internazionale presente in Mozambico - «I prossimi giorni saranno critici per capire la gravità dei danni e definire le priorità d’azione».

Nella situazione estrema che sta vivendo il Mozambico anche il cambiamento climatico sembra giocare un ruolo. Secondo il Global Facility for Disaster Reduction and Recovery (GFDRR), il climate change rischia infatti di aggravare l’attuale variabilità climatica a cui è soggetto il Paese, che si colloca al terzo posto tra gli stati africani più esposti a pericoli metereologici soffrendo di cicloni periodici, siccità, inondazioni ed epidemie correlate.

Foto: ©Shaun Jusa/Sintesi

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