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Social Innovation

Un futuro più sostenibile è possibile? Il Lazio si interroga

27 Marzo Mar 2019 1110 27 marzo 2019
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Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale fa tappa a Roma Tor Vergata il 28 marzo e mette a confronto esperienze e buone pratiche territoriali

Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale torna a Roma e mette a confronto esperienze e buone pratiche per un futuro più sostenibile. Per il sesto incontro del Giro d’Italia della CSR, che sta percorrendo il Paese con 12 tappe in 11 regioni, l'appuntamento è giovedì 28 marzo all’Università di Roma “Tor Vergata” (aula TL – Facoltà di Economia, via Columbia 2), a partire dalle ore 9:30.

I lavori saranno aperti da Marco Meneguzzo, Professore Ordinario all’Università di Roma “Tor Vergata”, Luca Bergamo, Vice Sindaco Roma Capitale e Assessore alla Cultura, Sabrina Florio, Presidente Anima per il sociale nei valori d’impresa, Giovanni Battista Costa, Presidente Next e Rossella Sobrero, Gruppo promotore del Salone della CSR e dell’innovazione sociale.

Mobilità, inquinamento, necessità di un nuovo modello imprenditoriale le priorità di Roma e del Lazio
Il Lazio è un territorio particolare in cui la presenza della capitale è simbolo di prestigio ma anche catalizzatore di problemi. La mobilità, ad esempio, che sta a cuore ai cittadini laziali e specialmente di Roma ben più che agli abitanti delle altre regioni. O il problema ambientale: secondo dati Ipsos riferiti al 2018, il 40% degli abitanti del Lazio è preoccupato per l’inquinamento della terra, coerentemente con l’esperienza vissuta sul territorio per la crisi dei rifiuti o per la crisi idrica della capitale e del resto della Regione, che nel 2017 ha costretto ACEA a 2.300 interventi sulla rete idrica, grazie ai quali il tasso di perdita della rete idrica di Roma si è ridotto dal 45% al 37%. Le preoccupazioni per l’ambiente, la mobilità, la gestione del territorio si associano a quella per il degrado sociale, considerato preoccupante dal 28% delle persone nel Lazio.

Una maggiore attenzione alla sostenibilità può essere una soluzione? Il 68% degli abitanti del Centro Italia, Lazio incluso, sembrerebbero d’accordo, sempre secondo i dati Ipsos, poiché dichiarano di ritenere la sostenibilità molto importante. E indicano come priorità di uno sviluppo sostenibile la valorizzazione delle eccellenze territoriali e locali (47% degli abitanti del Centro Italia) e la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico (43%). Ma per il 27% delle persone, un valore superiore alla media nazionale, la sostenibilità richiede anche nuovi modelli imprenditoriali.

Spazio alle esperienze, dalle imprese alle università
Alla tappa romana de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale si confronteranno, con il coordinamento di Filippo Giordano, Docente dell’Università LUMSA, le esperienze di importanti organizzazioni nazionali quali Enel, che illustrerà come sta cambiando il suo business model per guidare il settore verso una transizione energetica sempre più orientata alle fonti rinnovabili e all’economia circolare, e Ferrovie dello Stato, che sottolineando come le sfide sociali, ambientali ed economiche odierne rafforzino la necessità per un’azienda di coinvolgere gli stakeholder nei processi decisionali mostrerà la sua esperienza di stakeholder engagement. E ancora Il Salone ospiterà le testimonianze di Enav e GSE.

Oltre alle imprese, la giornata darà spazio alle esperienze di organizzazioni profit, non profit, pubbliche e private che hanno collaborato con il Master Maris (la sessione sarà coordinata da Gloria Fiorani, Direttore Master Maris, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) e con il Master Memis (sessione coordinata da Luigi Corvo, Program Manager Master Memis, Università degli Studi “Tor Vergata”).

Nel pomeriggio sono previste tre sessioni parallele sui temi: Collaborazione, Creazione di valore Condiviso, innovazione sociale, rendicontazione. A che punto siamo? La parola alla Community MARIS; CNCA: Impact driven innovation – Dalla ricerca ad Open Impact; Le sfide della condivisione: quale futuro per la sharing economy in Italia?

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