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Guzzetti: lo Stato rispetti i corpi intermedi

8 Aprile Apr 2019 1548 08 aprile 2019
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Oggi alla Scala di Milano Fondazione Cariplo ha fatto il bilancio del mandato di sei anni della Commissione centrale di beneficenza e ha "salutato" di fronte a 1.800 invitati il suo storico presidente che a maggio lascerà dopo 22 anni: «In Italia c'è qualcuno invece di affrontare i problemi li sfrutta per guadagnare consenso, noi invece lavoriamo per trovare soluzioni»

Giuseppe Guzzetti lo ha ripetuto almeno tre volte, questa mattina in occasione della conferenza stampa, che ha preceduto l’evento “Futuro (per il) prossimo” con cui Fondazione Cariplo al teatro alla Scala davanti a 1.800 invitati ha fatto il bilancio di fine mandato dei sei anni della Commissione centrale di beneficenza nominata lo scorso 23 aprile e giunta a scadenza e, soprattutto, dopo 22 anni, ha salutato il suo storico presidente. «Il potere pubblico», ha detto Guzzetti, «deve rispettare i corpi intermedi e la società civile». E ancora: «Lo Stato non può fare tutto da solo». Infine: «Il Terzo settore non è più qualcosa che viene dopo lo Stato e il mercato, è qualcosa che va al di là dei vecchi perimetri e contribuisce a realizzare il pluralismo e la sussidiarietà che sono fondamentali per la nostra democrazia».

Il Coro “La Nave” di San Vittore durante l'esibizione alla Scala - Foto La Presse – Stefano Porta

Il Coro delle Voci Bianche della Accademia del Teatro alla Scala

Lombardo di Turate (Como), classe 1934, da oltre due decenni volto e anima della Cariplo, Guzzetti ha ricordato la sua matrice di cattolico di sinistra «profondamente convinto che l’economia sia al servizio dell’uomo e non viceversa» e ripreso Alexis de Tocqueville sulla necessità democratica di istituire corpi intermedi.

Nessun richiamo diretto al governo in carica, ma non sono passati inosservati il riferimento a fare da argine a un potere pubblico trasbordante anche sul versante delle Fondazione («La legge ci mette al riparo, ma mi auguro che in caso di attacco da parte della politica il primo nostro alleato sia l’opinione pubblica e di tutti quelli che conoscono quello che siamo e quello che facciamo») e la citazione di papa Francesco: «La paura è l’inizio della dittatura». Un nodo quello della paura sociale che secondo Guzzetti «nasce dal fatto che qualcuno invece di affrontare i problemi li sfrutta per guadagnare consenso», ma in questo modo «non si affrontano i problemi, al contrario si genera un paese rabbioso e litigioso». «Noi invece», ha continuato l’avvocato comasco, «nel nostro territorio di riferimento, la Lombardia e le due province piemontesi di Novara e VCO, lavoriamo per costruire risposte innovative ai problemi che il territorio ci pone, penso all’housing sociale, ai distretti culturali al welfare di comunità, agli interventi nelle periferie, contro la povertà educativa e a favore della formazione del 200mila Neet che vivono nella nostra regione».

Il presidente uscende non ha voluto intrattenersi sul nome del suo successore. «Lo sceglieranno i 28 membri della nuova Commissione centrale di beneficenza che si insedierà il prossimo 14 maggio e che indicheranno i sette membri del nuovo Cda e il suo presidente. Ma di una cosa sono certo», ha concluso Guzzetti, «il post Guzzetti sarà meglio del Guzzetti».

Qui il discorso del presidente Giuseppe Guzzetti

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