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Fondazione Don Gnocchi

Sempre più innovazione tecnologica e ricerca traslazionale: ecco le linee per il prossimo triennio

15 Aprile Apr 2019 1532 15 aprile 2019
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Si è insediato il nuovo Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione. Ecco le linee programmatiche per il triennio 2019-2021

Cosa ci sarà al centro del lavoro della Fondazione Don Gnocchi per il prossimo triennio? L’internazionalizzazione e l’estensione delle aree di ricerca, l’apertura a nuovi percorsi di riabilitazione, l’attenzione ai processi di innovazione tecnologica e la massima disponibilità al confronto con l’intera comunità scientifica. Sono queste le linee guida emerse dalla prima riunione del nuovo Comitato Tecnico-Scientifico della Fondazione Don Gnocchi, da poco rinnovato dal Consiglio di Amministrazione per il triennio 2019/2021. Il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano, con una seconda tappa al Centro IRCCS “Don Gnocchi” di Firenze.

Del Comitato Tecnico-Scientifico della Fondazione Don Gnocchi, presieduto dal direttore scientifico, professoressa Maria Chiara Carrozza, fanno parte - in qualità di componenti interni alla Fondazione - Mario Clerici, direttore scientifico del presidio IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano e direttore del Dipartimento di Fisiopatologia medico-chirurgica e trapianti dell'Università degli Studi di Milano; Sandro Sorbi, direttore scientifico del presidio IRCCS “Don Gnocchi” di Firenze e professore ordinario di Neurologia dell'Università degli Studi di Firenze; Marcello Massimini, professore ordinario di Fisiologia dell'Università degli Studi di Milano e coordinatore dell'attività di ricerca in ambito GCA della Fondazione Don Gnocchi.

I componenti esterni sono Maria Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano Bicocca, professore ordinario di Diagnostica per Immagini e Radioterapia dell'Università di Milano Bicocca; Mauro Giacca, direttore generale ICGEB (International Center for Genetic Engineering and Biology) di Trieste, group leader Molecular Medicine, professore di Medicina Molecolare dell’Università di Trieste; Maria Grazia Spillantini, professor of Molecular Neurology della Cambridge University (UK); Franco Molteni, direttore Gait and Motion Analysis Laboratory all’Ospedale Valduce, direttore del Centro di Riabilitazione "Villa Beretta" di Costamasnaga; Francesco Castelli, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive alla Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Università di Brescia, professore Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Brescia; Dario Farina, chair in Neurorehabilitation Engineering dell’Imperial College di Londra; Cristina Becchio, senior researcher dell’European Research Council e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, professore ordinario di Psicologia dell’Università di Torino e Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine del Politecnico di Milano.

I componenti del CTS sono stati accolti a Milano dal presidente della Fondazione, don Vincenzo Barbante, dal direttore generale Francesco Converti e dal direttore del Centro IRCCS Roberto Costantini: «Siamo convinti del notevole contributo che il CTS saprà dare per lo sviluppo della ricerca scientifica e per le importanti ricadute che questa potrà avere nella nostra attività di cura, riabilitazione e assistenza delle persone più fragili», è stato il saluto del presidente e del direttore generale. «Ringraziamo tutti per la fiducia e la disponibilità accordata alla Fondazione e a tutti auguriamo un proficuo lavoro».

Nella seconda giornata di lavoro, al Centro IRCCS “Don Gnocchi” di Firenze, i componenti del CTS, guidati dal direttore di presidio Fabio Carlotti e dal direttore scientifico Sandro Sorbi, hanno visitato la struttura, soffermandosi in particolare nei laboratori di ricerca, incontrato medici e ricercatori e preso conoscenza dei progetti attualmente in corso. Tra gli obiettivi ribaditi in questo primo incontro, la valorizzazione e il potenziamento della ricerca traslazionale, vera sfida a cui è chiamata la Fondazione, all’interno della quale si incontrano e si integrano molteplici campi di applicazione: dalla clinica al socio-assistenziale, dalla riabilitazione robotica alle attività ambulatoriali e domiciliari.

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