Taranto

Ecco cosa ha detto il professor Marescotti a Di Maio

27 Aprile Apr 2019 1931 27 aprile 2019

Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink ci ha inviato il comunicato presentato ai ministri scesi a Taranto, vicepremier in testa. “Da quando si è insediato questo governo, la diossina è ricaduta su Taranto non è diminuita ma è aumentata. Ecco tutti i dati”

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Alessandro Marescotti
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Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink ci ha inviato il comunicato presentato ai ministri scesi a Taranto, vicepremier in testa. “Da quando si è insediato questo governo, la diossina è ricaduta su Taranto non è diminuita ma è aumentata. Ecco tutti i dati”

Da quando si è insediato questo governo, la diossina è ricaduta su Taranto non è diminuita ma è aumentata. Ed è aumentata soprattutto quella che è ricaduta sulla masseria Carmine dove era stata piantata la canapa per bonificare i terreni. Nella relazione Arpa dell'11 aprile 2019 si legge a pagina 14 sulle diossine dei deposimetri nello stabilimento diserurgico che "nelle postazioni dell’area a caldo sono stati registrati in autocontrollo nel periodo in questione (aprile 2017– dicembre 2018) n. 2 valori maggiori di 100 pgTE/m 2 die e n. 14 valori superiori a 30 pgTE/m2 die (...) confermando la significatività delle emissioni diffuse dello stabilimento Arcelor Mittal ancora alla data odierna".

Quindi ad oggi la situazione è caratterizzata dalla "significatività delle emissioni diffuse dello stabilimento Arcelor Mittal". E non vi è alcuna copertura dei parchi minerali - pur necessaria - che può fronteggiare uno stabilimento che continua ad avere significative emissioni diffuse.

Chiederemo alla ministra Grillo se può verificare tali dati. E se intende - con un apposito decreto - procedere immediatamente ad una valutazione preventiva del danno sanitario per lo stabilimento siderurgico.

Con i dati di mortalità recentemente pubblicati dal sindaco sul sito del Comune di Taranto si evince un eccesso di mortalità nei quartieri più vicini alle fonti inquinanti industriali. Il calcolo effeuuato, con normalizzazione per classi di età, è di 34 morti in più nel quartiere Tamburi rispetto al dato cittadino durante il 2018: un eccesso di mortalità di 24 uomini e 10 donne nel solo anno scorso. Chiederemo alla ministra Grillo di verificare questi calcoli. Sono calcoli eseguiti con la stessa metodologia con cui richiediamo un osservatorio di mortalità e che attestano dal 2010 al 2017 un eccesso medio di 78 morti/anno nelle aree più vicine al polo industriale (si veda https://www.peacelink.it/citizenscience/docs/5250.pdf).

Chiederemo ai ministri quanti morti in più intendono accettare a Taranto e per quanto tempo. Chiederemo al ministro Grillo se ha fatto calcolare il picco dei tumori di Taranto.

Infatti nessuno sa quando si arriverà al picco e in che data questo evento si verificherà. Oggi non sappiamo quando si raggiungerà il culmine di questa tragedia che è stata riservata a Taranto come città da sacrificare. Ogni anno più di mille persone a Taranto scoprono di avere il cancro: è una drammatica lotteria da cui i giovani, se possono, fuggono. E ovviamente non sappiamo quanti nuovi casi verranno incubati quest'anno per l'esposizione alle fonti cancerogene.

Nessuno studio sul picco dei tumori a Taranto è stato previsto, eppure sarebbe indispensabile per programmare i soccorsi alla popolazione.

La nostra impressione è che questi ministri stiano procedendo senza alcuna capacità previsionale senza sapere quale danno sarà arrecato alla popolazione.

Non è un caso che questi ministri non abbiano cancellato l'immunità penale lo scorso anno quando lo abbiamo chiesto e si apprestino a un nuovo vago provvedimento di cui non si conosce il testo. E' un'iniziativa tardiva e pensata sotto le elezioni, per di più adesso che la Corte Costituzionale è chiamata da un giudice a valutare la legittimità di questa norma giuridica terribile su cui Di Maio ha sorvolato lo scorso anno.

Ecco perché oggi i cittadini protestano, ecco perché oggi la città è blindata. Una popolazione provata non sopporta una nuova passerella elettorale dopo tante delusioni, amarezze e promesse tradite da chi avrebbe dovuto chiudere le fonti inquinanti, alle quali si accompagna anche un imponente effetto serra che contribuisce al drammatico cambiamento climatico in corso.

Vogliamo far sapere a tutti che le emissioni nocive a Taranto NON sono state ridotte del 20%. Anzi: sono aumentate.

I delle centraline ISPRA e ARPA delle parlano chiaro e sono questi.

Le emissioni della cokeria dello stabilimento siderurgico dal 1° novembre 2018 al 31 marzo 2019 sono aumentate rispetto al corrispondente periodo di 12 mesi prima:

+ 23% PM10 (polveri sottili, cancerogene)

+ 32% PM2,5 (polveri molto sottili , cancerogene)

+ 92% IPA (idrocarburi policiclici aromatici, cancerogeni)

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