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Mozambico, emergenza colera a Pemba: WeWorld-GVC pronta a intervenire

6 Maggio Mag 2019 1754 06 maggio 2019
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La Onlus, presente sul campo da anni con progetti dedicati a donne e bambini, si sta mobilitando per soccorrere la popolazione colpita dal tifone Kenneth, che ha distrutto case e complicato le condizioni igieniche dell’area

Case collassate, strade travolte dalla furia dell’acqua, fango ovunque: pochi giorni fa il ciclone tropicale Kenneth ha colpito con forza 4 anche Pemba, nella provincia di Capo Delgado, dove WeWorld-GVC è presente per supportare lo sviluppo delle piccole comunità e per valorizzare il talento dei bambini. E negli ultimi giorni la situazione si è complicata con l’arrivo di un’epidemia di colera.

WeWorld-GVC lavora in Mozambico da anni con progetti che mirano a sostenere le comunità più vulnerabili e in particolare donne e bambini con attività volte all’autosufficienza alimentare, alla prevenzione disastri, alla migliore gestione dell’acqua in agricoltura e al sostegno del sistema educativo locale.

«Solo ieri mattina avevano confermato 13 casi di colera: 11 a Pemba e due in un distretto vicino. Oggi sono già 30. Le latrine sono state distrutte e così le feci si mischiano all’acqua che poi viene bevuta dalla gente». A testimoniarlo dal campo è Mauricio Bisol, coordinatore delle attività di WeWorld-GVC nella città portuale colpita da Kenneth, il “ciclone gemello” che dopo Idai è arrivato nel nord del Mozambico. Conclusa una visita sul campo nel quartiere Josina Machel,

Mauricio Bisol ha aggiunto: «Tutti qui hanno una latrina fuori dalle abitazioni, ora completamente distrutte nelle aree rurali. A causa delle piogge torrenziali, le latrine sono inutilizzabili e bloccate a causa del fango».

Grazie al coordinamento con alcune associazioni locali, la Onlus si sta adoperando perun aiuto diretto nell’emergenza a chi ora necessita di tutto: acqua pulita, salute, assistenza e servizi igienico sanitari, nelle aree devastate da Idai.

Molti bambini hanno perso le loro case, ridotte a un cumulo di fango. I residenti hanno tentato con secchi di plastica di eliminare l’acqua dalle abitazioni, altri hanno cercato di impilare sacchi di sabbia sulle porte, inutilmente.

«In questi anni, nonostante le difficoltà, abbiamo visto la comunità di Pemba rafforzarsi e riprendere a credere, a sperare, perché il nostro lavoro è sempre stato tutto volto a far sì che donne, uomini e bambini riprendessero a confidare nella possibilità di potercela fare autonomamente – spiega Mauricio Bisol - Abbiamo tentato di strappare i bambini a un futuro certo di povertà, abbiamo provato a restituire loro la fiducia nel proprio talento. Si tratta di minori che nel paese spesso sono esposti a pericoli quali i matrimoni forzati, la droga, la vita di strada. Per i loro genitori e per gli adulti, abbiamo creduto in un presente di formazione professionale e di crescita, riportandoli in aula, perché aumentassero per loro le possibilità d’inserimento. Sono piccoli ma tanti i passi che insieme abbiamo fatto per Pemba e sono ora ancora più urgenti e determinate le azioni che dovremo fare per continuare ad aiutare le comunitàa rafforzare le loro capacità di resilienza. Abbiamo scelto di riprendere subito con le attività perché è importante restituire un senso di normalità ai bambini soprattutto in situazioni come questa» conclude il coordinatore di WeWorld-GVC.