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Fondazione Asm lancia “Usato sicuro”, per progetti già testati

22 Maggio Mag 2019 1642 22 maggio 2019
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La fondazione bresciana ha varato una call in ambito sociale ed educativo per progetti già sperimentati e consolidati e che abbiano raggiunto la sostenibilità economica, potendo così rappresentare un modello replicabile

L’aveva già precisato nelle linee strategiche di inizio anno, ed ora è passata all’azione. Fondazione ASM finanzierà l’avvio di progetti, da attuare nella provincia di Brescia in ambito sociale ed educativo, che risultino essere la riproposizione di attività sperimentate e consolidate in altri contesti, dove abbiano già prodotto positivi risultati ed abbiano raggiunto la sostenibilità economica, potendo così rappresentare un modello replicabile.

In una fase in cui numerosi erogatori di fondi pongono costantemente l’accento sulla innovazione come criterio principale per valutare la bontà di progetti e iniziative da finanziare, la Fondazione ASM ha deciso di intraprendere una strada diversa e per molti versi innovativa, proprio per il fatto di non cercare a tutti i costi l’innovazione: anzi.

Soggetto proponente può essere un ente del terzo settore avente sede operativa nella provincia di Brescia, affiancato, come partner, dall’ente gestore della attività che si intende replicare.

L’intervento della Fondazione si articolerà in due fasi. Prima verranno selezionate le idee progettuali, corredate dalla presentazione dell’esperienza già realizzata che si vuole riproporre. A quelle selezionate verrà dato un contributo per la messa a punto dei progetti operativi, che saranno oggetto di una valutazione finale per l’attribuzione di un contributo più consistente, per la realizzazione dell’attività proposta. Per la presentazione delle idee il termine è fissato al 10 luglio 2019. La seconda fase sarà avviata in settembre.

«Ci muove la convinzione», sottolinea Felice Scalvini, presidente di Fondazione ASM, «che per sostenere il progresso sociale di un territorio possa risultare particolarmente utile incentivare l’importazione di pratiche eccellenti già collaudate altrove. Anziché richiedere ai soggetti locali di percorrere necessariamente nuove strade, intendiamo dunque stimolarli ad esplorare realtà ed iniziative che abbiano dimostrato di funzionare, attivandosi per replicarle nel loro territorio, ovviamente con gli opportuni adattamenti. In un periodo in cui un’enfasi, a nostro parere eccessiva, viene dedicata all’innovazione, che riteniamo essere un esito piuttosto incerto e raro, noi puntiamo a favorire, nel territorio dove operiamo, la riproduzione e la disseminazione di quanto di meglio è già stato realizzato. Ci pare più utile, economico, affidabile: appunto “usato sicuro”».


Nell'immagine di copertina lo staff della Fondazione

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