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Fondo per i neomaggiorenni, accelerare i tempi d'erogazione

27 Maggio Mag 2019 1800 27 maggio 2019
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L’organizzazione ricorda il suo impegno al fianco di bambini e ragazzi per permettere loro di crescere con il sostegno necessario ad affrontare le tante sfide che gli si presentano fino a diventare adulti indipendenti e autonomi. Un’autonomia che può essere raggiunta anche grazie alla piena attuazione del Fondo sperimentale a favore dei neomaggiorenni in uscita dai percorsi di accoglienza, approvato nel giugno 2018, ma di cui ancora non si hanno indicazioni sulla sua erogazione

Diventare grandi è difficile per tutti, ma per i circa 3mila ragazzi neomaggiorenni che ogni anno lasciano il sistema di accoglienza, diventando autonomi molto prima dei loro coetanei, lo è ancora di più. Proprio per questo Sos Villaggi dei Bambini supporta ogni anno circa 150 ragazzi che stanno per diventare adulti, rafforzando le loro capacità di gestire problemi, situazioni e domande che incontreranno nella vita quotidiana, aiutandoli ad orientarsi e ad inserirsi nel mondo del lavoro, sostenendoli nella ricerca di un’abitazione autonoma.
In occasione della celebrazione della ratifica della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia (27 maggio del 1991), ribadisce il suo impegno al fianco di bambini e ragazzi, per permettere loro di crescere con il sostegno necessario per affrontare le tante sfide che gli si presentano durante tutte le fasi della propria vita, fino a diventare adulti indipendenti e autonomi.

Approvato nel giugno 2018, il Fondo sperimentale a favore dei neomaggiorenni in uscita dai percorsi di accoglienza, che prevede di accompagnare i ragazzi non più fino alla maggiore età ma di arrivare al compimento di 21 anni, non ha visto ancora oggi l’erogazione dei fondi stanziati.

«Quella di oggi rappresenta una data importante per SOS Villaggi dei Bambini, per ricordare ad istituzioni, opinione pubblica, operatori del settore e educatori che ogni bambino e ragazzo ha il diritto di essere riconosciuto prima di tutto come persona», dichiara Samantha Tedesco, Responsabile Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini. «Un diritto che deve riguardare anche e soprattutto i tremila neomaggiorenni che ogni anno escono dai percorsi di accoglienza, perché hanno alle spalle esperienze familiari difficili, spesso traumatiche. Spetta anche a loro poter esprimere il proprio potenziale e diventare persone autonome, realizzate, parte integrante della società. In questo senso SOS Villaggi dei Bambini auspica che vengano accelerati i tempi per l’erogazione dei finanziamenti previsti dal Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, una sperimentazione approvata ma che ancora non è partita».

«Per far sì che la situazione dei care leavers possa cambiare realmente è fondamentale che le istituzioni ripartano dai ragazzi e dalle loro esperienze», afferma Raffaella, membro del Gruppo Giovani di Sos Villaggi dei Bambini. «Chi meglio dei care leavers stessi possono portare suggerimenti e indicazioni per migliorare le leggi esistenti? Proprio per questo, da quattro anni, collaboro con il Gruppo Giovani di SOS Villaggi dei Bambini e il care leavers network di Agevolando, due realtà nate con l’obiettivo di essere sia un punto di riferimento per i ragazzi neomaggiorenni che escono dai percorsi di accoglienza sia promotrici delle istanze dei care leavers alle istituzioni, per far capire loro le esperienze vissute nel nostro percorso verso l’indipendenza e poterle migliorare insieme».

Sos Villaggi dei Bambini lavora ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi in ogni fase della propria crescita, fino al difficile passaggio dall’adolescenza all’indipendenza, operando secondo le Linee Guida ONU in materia di accoglienza fuori dalla famiglia d’origine e si impegna costantemente nell’accompagnare i giovani in uscita da percorsi di accoglienza nei Villaggi Sos, attraverso progetti personalizzati e finalizzati all’autonomia e all’integrazione sociale. Inoltre, l’organizzazione cura la formazione degli operatori dei servizi sociali, degli educatori, degli psicologi e in generale di tutti coloro che giocano un ruolo nel mondo dei minorenni privi di cure familiari o a rischio di perderle, al fine di introdurre nel loro lavoro quotidiano, un approccio basato sui diritti dell’infanzia e sulla capacità di comunicare gli stessi diritti ai bambini e ai ragazzi. Grazie al supporto degli educatori che li aiutano a prendersi cura di sé stessi e della propria salute, si insegna ai ragazzi a gestire le proprie spese e pianificare il proprio futuro.

Il 12 e 13 giugno, a Bucarest, si terrà la conferenza Be the Change! a chiusura del progetto europeo di Sos Villaggi dei Bambini “Prepare for leaving Care”.
Il progetto, in cui sono stati coinvolti oltre 60 care leavers del Gruppo Giovani di Sos Villaggi dei Bambini e del Care Leavers Network di Agevolando, è nato per fornire delle possibili coordinate utili a orientare le istituzioni nella definizione dei percorsi di accompagnamento all’autonomia dei neomaggiorenni. L’evento ha come obiettivi quelli di ascoltare l’esperienza dei care leavers e dei professionisti del settore sui modi per migliorare il percorso di uscita dall’accoglienza, promuovere lo scambio sulle buone pratiche, presentare un modello di formazione che coinvolga i giovani con esperienza di accoglienza e lanciare una call to action per migliorare le politiche e le pratiche messe in atto con il fine di migliorare i risultati per i care leavers.