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Prezzi dei farmaci più trasparenti: l'OMS approva la risoluzione italiana

29 Maggio Mag 2019 1107 29 maggio 2019
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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato ieri la risoluzione sulla trasparenza dei farmaci, dei vaccini e altre tecnologie sanitarie che l’Italia aveva proposto a febbraio, con il supporto di altri 22 Paesi. La ministra Grillo: «giorno storico». MSF: «novità importante, ma mancano ancora cruciali elementi di trasparenza»

L’Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato ieri la risoluzione sulla trasparenza dei farmaci, dei vaccini e altre tecnologie sanitarie che l’Italia aveva proposto a febbraio, con il supporto di altri 22 Paesi: Algeria, Andorra, Botswana, Brasile, Egitto, Eswatini, Grecia, India, Indonesia, Kenya, Luxembourg, Malesia, Malta, Portogallo, Federazione Russa, Serbia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Sri Lanka, Uganda e Uruguay.

«Oggi è una data storica: il mondo intero ha creduto alla nostra proposta di risoluzione che rappresenta una sfida per una maggiore equità nell’accesso alle cure e ora gli Stati si impegnano ad adottare i princìpi che abbiamo portato avanti perché non vi siano più barriere al diritto alla salute», ha commentato il ministro della Salute Giulia Grillo. «Fino ad oggi mettere in discussione i criteri dei prezzi dei medicinali è stato un tabù, ma adesso qualcosa è cambiato. La decisione dell’OMS apre una nuova rotta nei negoziati sui prezzi dei farmaci, ponendo un principio di trasparenza da cui non si torna indietro. Negoziare sulla base di informazioni più complete porterà a migliorare il dialogo con l’industria, ad avere un mercato più competitivo e innovativo e quindi a comprare più salute a parità di risorse».

Per Medici Senza Frontiere è un primo importante risultato di una mobilitazione storica dei governi di tutto il mondo, ma purtroppo non basta.

Un piccolo gruppo di paesi – Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti e Giappone – ha duramente ostacolato il negoziato. I tre Paesi si sono formalmente dissociati dalla risoluzione adottata, sebbene i promotori abbiano apportato significative concessioni per rispondere alle loro obiezioni. Per questo la risoluzione passata ha una forma parziale e ancora molto deve essere fatto.

Per Gaelle Krikorian della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF «la risoluzione adottata è un importante primo passo per correggere lo squilibrio di potere che oggi caratterizza le negoziazioni tra chi compra e chi vende i farmaci, e offre ai governi le informazioni di cui hanno bisogno per condurre i negoziati in modo equo e responsabile a vantaggio della salute delle loro popolazioni. Ma la trasparenza sui prezzi dei farmaci così come adottata nella risoluzione non basta. Dobbiamo conoscere anche i margini imposti dalle corporazioni, i costi di produzione, i costi dei trial clinici, quali investimenti sono veramente coperti dalle farmaceutiche e quanto è invece pagato dai contribuenti e dai gruppi non profit. La risoluzione passata oggi manca di norme e azioni forti su questi cruciali elementi di trasparenza. Purtroppo, mentre precedenti bozze della risoluzione includevano indicazioni chiare per garantire maggiore trasparenza in questo ambito così opaco, un piccolo gruppo di paesi si è strenuamente opposto e ha ostacolato sviluppi più concreti: Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti e Giappone hanno scelto di mettere gli interessi di una manciata di farmaceutiche davanti agli interessi e alla salute delle persone. Non possono esserci prezzi equi e sostenibili senza negoziazioni eque, non possono esserci negoziazioni eque senza trasparenza».

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