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Abitare

Social housing, negli ultimi dieci anni investiti 1,5 mld

30 Maggio Mag 2019 1541 30 maggio 2019
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L’obiettivo per il 2020 è aver realizzato nell’ultimo decennio 20mila nuovi appartamenti di qualità a prezzi e canoni ridotti convenzionati grazie a progetti immobiliari nati per sostenere la socialità, la solidarietà e la condivisione e dare nuovo valore e qualità alle aree urbane di periferia. Milano è la città italiana più dinamica. Gli esempi di via Moneta e via Rizzoli

In Italia per 4,9 milioni di famiglie (il 19,5% del totale), 14,3 milioni di persone, l’accesso alla casa è difficoltoso. E sono almeno 1,7 milioni gli individui in locazione che corrono il rischio di diventare morosi. Sono queste le stime elaborate da Abitare Co. sui dati Istat. Se si guarda poi alle grandi città, sono sempre più in aumento i cittadini che non possono permettersi un alloggio sul libero mercato e che al contempo non hanno un reddito così basso da poter ricorrere alle case popolari.
Da alcuni anni, per fronteggiare questa emergenza nascono - e negli ultimi tempi con più frequenza -iniziative di sviluppo immobiliare classificate come “social housing”. Nuovi modelli abitativi che cambiano il modo di vivere la casa e il quartiere mettendo al centro le persone, la famiglia, la condivisione, la solidarietà, e che, nel caso degli interventi più importanti, contribuiscono concretamente alla riqualificazione delle periferie dal punto di vista urbanistico, con un impatto positivo sull’intera comunità.

Nelle principali aree metropolitane italiane, dove sono partiti numerosi progetti di social housing, i canoni di affitto convenzionato risultano inferiori del 30%-40% rispetto al mercato libero (da 4 a 6 euro al mq/mese); anche i prezzi di vendita sono in media più bassi, almeno del 35% (fra i 1.800 e i 2.400 euro al mq). Un successo “made in Italy” visto che in meno di dieci anni è stato investito in questi progetti circa 1,5 miliardi di euro (per 220 iniziative in tutta Italia), con la prospettiva di raggiungere entro il 2020 20mila alloggi sociali realizzati nell’ultimo decennio.

Fanalino di corda rimane il Sud, mentre il Nord è decisamente più vivace. «L’idea a senso unico delle periferie come isole urbanistiche e agglomerati di case prive di servizi, per fortuna sta cambiando aspetto aprendosi anche a sviluppi completamente diversi», commenta Giuseppe Crupi (nella foto), Amministratore Unico di Abitare Co. «Soprattutto a Milano, le operazioni di riqualificazione urbanistica legate al cohousing e al social housing sono la dimostrazione che il real estate milanese si sta muovendo non solo pensando alla domanda delle famiglie di reddito medio alto, ma a quella composta da giovani e nuclei famigliari con budget più limitati quando si tratta di acquistare o affittare una casa. La nuova offerta si inserisce in contesti con più verde, ma al contempo tecnologicamente avanzati, serviti da una rete di trasporti pubblici efficiente e circondati da scuole, centri commerciali e sportivi, sedi universitarie. Un modello innovativo per vivere in luoghi dove è facile socializzare con gli altri, grazie all’importanza restituita agli spazi comuni, sia pubblici che degli edifici stessi».
Milano è tra le città italiane più dinamiche nello sviluppo di progetti immobiliari che permettono di accedere ad abitazioni innovative e di qualità con prezzi inferiori ai 2.500 euro al metro quadro, come le due iniziative “Abitare Moneta” e “Urbana New Living”, progetti che hanno anche un impatto sul territorio.

Il primo progetto, oggi in via di realizzazione, è l’intervento di smart living di via Moneta (zona Affori/Bovisa). Lo sviluppo prevede 300 abitazioni (di cui 91 in vendita al prezzo convenzionato medio di 2.480 euro al mq. e le restanti tutte in affitto convenzionato), dotate delle migliori soluzioni tecnologiche intelligenti e di servizi “condivisi” dedicati agli inquilini. Tanti gli spazi comuni progettati per lavorare, giocare, cucinare o guardare un film insieme agli altri condomini. L’impatto positivo sul territorio si manifesta con la realizzazione di ben 5.500 mq. di verde pubblico, privato e gli orti urbani, l’ampliamento e il rinnovo del vicino Parco Litta, circa 320 nuovi alberi piantati, 526 posti bici, 2 aree gioco per bambini, nuove piste ciclabili nel parco. La qualità tecnologica del progetto è evidenziata dal free Wi-Fi nelle aree comuni, le chiavi elettroniche per accedere negli stessi spazi, l’App di quartiere, il controllo dei consumi da smartphone, gli spazi per il car sharing e per la ricarica delle auto ibride, la videosorveglianza.

Urbana New Living” è il secondo esempio significativo di housing sociale che troviamo in via Angelo Rizzoli (zona Crescenzago). Il progetto, in fase di consegna, ha visto previsto la realizzazione di 137 appartamenti, di cui 50 in vendita ad un prezzo convenzionato che parte da € 2.200 al mq, e 87 in affitto sempre a canone convenzionato. Il nuovo complesso si inserisce nella linea di sviluppo del Parco della Media Valle Lambro con la realizzazione di nuove aree verdi e vie ciclopedonali, 860 mq. di parcheggi, spazi aperti pubblici nel verde con aree giochi dedicati ai bambini, una per i cani, e una per chi vuole praticare del fitness; il tutto per un totale di oltre 2.200 mq., non solo a beneficio di chi ci abita, ma anche dei cittadini dell’intero quartiere, con un miglioramento della qualità della vita e della sicurezza. Anche in questo caso, Wi-fi, fibra ottica, social community, controllo degli accessi, app di quartiere, sono alcune delle possibilità offerte ai residenti di Urbana New Living.

In apertura image by Franck Seuret from Pixabay

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