Cooperazione internazionale

Presentato il Toolkit Interlife: un modello di sviluppo economico innovativo

7 Giugno Giu 2019 0950 07 giugno 2019

Presso la Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli - Regione Lombardia, nel convegno "Invertire la Tendenza” è stato presentato il Toolkit Interlife, un programma a 360° che offre formazione, materie prime, tutto l'occorrente per avviare delle attività generatrici di reddito e di sicurezza alimentare.

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Presso la Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli - Regione Lombardia, nel convegno "Invertire la Tendenza” è stato presentato il Toolkit Interlife, un programma a 360° che offre formazione, materie prime, tutto l'occorrente per avviare delle attività generatrici di reddito e di sicurezza alimentare.

In un Convegno a Milano, presso la Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli - Regione Lombardia, dal titolo "Invertire la Tendenza” è stato presentato il Toolkit Interlife: un modello di sviluppo economico innovativo.

Alla serata hanno preso parte l'Ambasciatore della Costa d’Avorio in Italia, Sua Eccellenza Janine Tagliante-Saracino, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Francesca Brianza, la Presidente di Interlife Onlus Giorgia Gambini, il Consigliere Regionale Massimiliano Bastoni, il sottosegretario ai rapporti con le delegazioni internazionali Alan Rizzi, il Prof. Giuseppe De Luca Docente di Storia Economica dell’Università degli Studi di Milano, Marco Zibardi - Responsabile Eventi SEA e rapporti con le Onlus, e Riccardo Bonacina - Fondatore e coordinatore editoriale di Vita, che ha moderato il convegno.

Un convegno che vuole dare soluzioni, un progetto che ha veramente voglia di risolvere il problema della fame e della povertà nel mondo; ecco perché ritengo questo convegno molto importante!” Questa l’autorevole posizione di Massimiliano Bastoni che, insieme al Consigliere di Interlife Onelio Onofrio Francioso ha fortemente voluto quest’ iniziativa.

Ed è proprio per queste ragioni, per invertire la tendenza della fame e della povertà ed innescare un circolo virtuoso di sviluppo economico comunitario, che è nato il Toolkit Interlife. Ideato dall’organizzazione italiana Interlife Onlus in contesti estremamente poveri con un reddito medio pro-capite inferiore a 2 dollari al giorno.

Nelle regioni in cui Interlife interviene oltre i tre quarti della popolazione non ha accesso all’ istruzione, né competenze specifiche, credito, o risorse iniziali per avviare un'attività” Sottolinea la Presidente di Interlife Giorgia Gambini. In questo contesto, di estrema vulnerabilità per le famiglie ed in particolar modo per i bambini che soffrono le conseguenze estreme della malnutrizione, dello sfruttamento e del lavoro minorile, è stato elaborato il modello Toolkit Interlife, un modello che, come emerso dal convegno, “va al cuore di queste problematiche. […] Il Toolkit è infatti un programma a 360° che offre formazione, materie prime, tutto l'occorrente per avviare delle attività generatrici di reddito e di sicurezza alimentare.”

L’aspetto innovativo del Toolkit è che una volta terminato il percorso formativo e avviata la micro-impresa, sotto la supervisione di Interlife e dei suoi partner in loco, i beneficiari devono replicare il Toolkit Interlife con i prodotti e le entrate derivanti dalla propria attività e donarlo, a loro volta, ad un’altra persona in difficoltà, per l’avvio di nuove micro-attività finalizzate a garantire sicurezza alimentare ed economica ad un numero crescente di persone: il Toolkit Interlife si replica e si moltiplica, passando così da un beneficiario all’altro.

Ecco che, nella visione del prof. De Luca, la forza del Toolkit Interlife è quella di mettere in atto un importante meccanismo redistributivo sul territorio, un meccanismo tipico di tante realtà di successo, che hanno trovato la loro forza nel senso di comunità, cioè di restituzione al territorio stessoQuesto è fondamentale per fare uno sviluppo economico innovativo che non sia uno sviluppo economico con le gambe corte, che non sia uno sviluppo economico semplicemente mantenuto attraverso il versamento di risorse ma che si autogenera”: ecco uno degli aspetti dell’inversione di tendenza del Toolkit Interlife.

Il concetto di restituzione è proprio una caratteristica del Toolkit Interlife. All’interno dei progetti di Interlife, la predisposizione al passaggio, (che si esplica nella sottoscrizione di in un vero e proprio contratto da parte del beneficiario) interessa il 98% delle persone coinvolte come riportato fin dagli studi di pre-fattibilità e fattibilità fino ad arrivare a quote del 100% verificate sul campo una volta avviato il modello Toolkit: un tasso altissimo “che non è assolutamente evidente” precisa la dott.ssa Gambini, e che è indice di un forte senso di responsabilità, impegno e solidarietà che ciascun beneficiario al progetto mette a disposizione degli altri in un circolo virtuoso di crescita.

Nelle parole del Vicepresidente del Consiglio Regionale, Francesca Brianza, l’incontro “ci apre su orizzonti un po' differenti”, è “un convegno che parla di solidarietà in termini estremamente concreti: grande concretezza, grande valore, grande determinatezza. … Se vogliamo la solidarietà è proprio questo: creare basi solide, creare basi durature, creare qualche cosa che non sia solo un momento estemporaneo ma che davvero diventi qualche cosa di essenziale per i territori che la ricevono.”

E la sostenibilità nel lungo periodo è al centro degli interventi di Interlife e del sistema Toolkit, ma anche nell’impegno della Regione: “la volontà che ha regione Lombardia è questa: non semplicemente di fare degli aiuti spot ma creare un percorso virtuoso di reale solidarietà, di reale aiuto, e di reali possibilità di crescita” dichiara Francesca Brianza.

Secondo i relatori, EXPO ha rafforzato la tendenza della Regione e reso centrale il tema della sicurezza alimentare, e, come illustrato da Brianza e dal sottosegretario ai rapporti con le delegazioni internazionali Rizzi, con iniziative di cooperazione internazionale, il rafforzamento della presenza consolare ed oltre 700 progetti di cooperazione internazionale cofinanziati con risorse importanti, pari a 57 milioni di euro negli ultimi 10-15 anni, la Regione intende fortemente proseguire in questa direzione.

Credo che la finalità che vuole fortemente perseguire Regione Lombardia riguardo la sicurezza alimentare e il vostro progetto che sta già dando ampi risultati in tal senso e vi vede protagonisti, sia un bel connubio, un bel momento oggi di confronto e di arricchimento su quella che è la vostra esperienza, ma anche, e perché no, su future potenzialità e ulteriori collaborazioni” sottolinea Francesca Brianza.

Moltissimi gli apprezzamenti dunque al modello Toolkit Interlife da parte dei rappresentanti della Regione Lombardia che ha ospitato il Convegno.

L’Assessore Fabio Rolfi ha fatto arrivare il suo saluto ed il suo sostegno al convegno tramite una lettera “per dimostrare come il tema del dibattito sia al centro delle azioni regionali” sottolineando “che sulle problematiche legate alla povertà ed alla manutenzione del mondo è doveroso evidenziare l’attività di associazioni che propongono modelli concreti di sviluppo in zone disagiate”. Sempre in riferimento ad Interlife ed al suo operato, conclude Rolfi, “Vi ringrazio dunque per ciò che fate in ambito di cooperazione internazionale e, anche alla luce dei risultati già ottenuti, vi invito a proseguire sulla strada intrapresa.”

Parlando dei risultati, è importante evidenziare come il Toolkit vada concretamente aldilà della pura start-up di attività generatrici di reddito; si tratta di uno “strumento concreto ed innovativo,” in grado di creare valore come mostrato dalla Presidente di Interlife Giorgia Gambini durante il suo intervento tramite “dati concreti socio-economici che dimostrano questo invertire la tendenza.”

A rendere unico nel suo genere il modello Toolkit Interlife è sicuramente la sua capacità di creare valore: valore commerciale in termini di produzione alimentare e incremento del reddito per le famiglie, valore progettuale grazie al contributo personale, monetario e valorizzato, dei singoli beneficiari al progetto, e valore socio-economico per la comunità grazie alla capacità del Toolkit di replicarsi e creare altri Toolkit, a favore di ulteriori beneficiari a parità di budget iniziale.

Il valore creato dal modello Toolkit Interlife può essere misurato economicamente e costantemente monitorato grazie a strumenti di valutazione, indicatori oggettivi, valutazioni esterne certificate, SROI (ritorno sociale sull’investimento) e studi di impatto adottati da Interlife proprio al fine di massimizzare gli effetti dei suoi interventi ed avere una stima, oggettiva e quantitativa, del valore generato dal modello Toolkit nelle sue differenti applicazioni e campi di intervento.

Ci sono ad oggi 25 tipologie di Toolkit Interlife di carattere agropastorale o commerciale a cui si aggiungono studi di trasformazioni delle materie prime prodotte grazie al modello Toolkit e attività di logistica al fine di creare l’intera filiera.

In Costa d’Avorio per esempio - dove Interlife è intervenuta al fianco del CIAI, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, in qualità di partner tecnico, in un progetto finanziato dal Ministero degli Interni, per distribuire ben 3.000 Toolkit a 3.000 giovani vulnerabili - sono stati raggiunti risultati altissimi, in termini di produzione di beni alimentari – con un valore commerciale stimato, nel solo primo ciclo produttivo e al netto dei consumi familiari, di €164.000, relativo esclusivamente ai primi beneficiari che hanno avviato la propria attività e che hanno effettuato il passaggio.

A questi risultati produttivi si aggiunge un altro valore considerevole: un contributo valorizzato e monetario da parte dei beneficiari pari a €661.000, debitamente certificato tramite appositi contratti, ricevute e specifica documentazione – come chiesto con interesse da Riccardo Bonacina - e calcolato solo sui primi 1.500 beneficiari dei 3.000 del progetto.

“Molto interessante è il fatto che” - sottolinea la Presidente Giorgia Gambini - questo valore di “€ 661.000 supera il contributo economico da parte del Ministero e dei partner presenti a questo progetto”, integrando quindi il budget progettuale e raddoppiando i risultati a beneficio di interi villaggi.

“Gran parte delle diseguaglianze che oggi noi abbiamo nel mondo, abbiamo nella società”, aggiunge il prof. De Luca nella sua analisi – “derivano proprio dal fatto che lo sviluppo attuale ha creato delle situazioni che non sono sempre inclusive ma sono delle istituzioni, delle organizzazioni estrattive, cioè finalizzate a estrarre e massimizzare il più possibile sul breve periodo, il profitto ed il tornaconto personale. Straordinaria invece l’intuizione di Interlife di dire a tutti questi fruitori, beneficiari del Toolkit, […] “dona anche tu!” questo verrà redistribuito”, alimentando così un meccanismo moltiplicativo in grado di ottimizzare e valorizzare le risorse disponibili.

Grazie alla replicabilità insita nel modello Toolkit è possibile infatti raggiungere il doppio dei beneficiari: con un budget destinato a 1500 Toolkit sono stati donati ben 3000 Toolkit ad altrettante famiglie ed a vantaggio quindi di circa 15000 persone.

A tal proposito, motivo di grande onore è stato l’intervento di Sua Eccellenza Janine Tagliante-Saracino che, illustrando il ruolo importante dell’Ambasciata ed i servizi offerti con grande attenzione e sensibilità alle ONG italiane che operano sul territorio ivoriano dichiara in riferimento al Toolkit “Questo programma che include attrezzature, materie prime, formazione e tutto il necessario per la realizzazione di un’attività professionale, ha contribuito a migliorare completamente le condizioni di vita degli abitanti di queste zone svantaggiate,”[…], ha permesso - prosegue Sua Eccellenza - “di acquisire competenze importanti, dedicare una considerazione particolare alla sicurezza alimentare e contribuire alla riduzione della malnutrizione […], ha innescato un circolo virtuoso di solidarietà e creato uno sviluppo economico, responsabile e sostenibile all’interno delle comunità.

Di rilievo è infatti l’impatto del Toolkit sulla vita delle famiglie beneficiarie: accanto ai risultati in termini produttivi, è possibile citare un aumento del reddito familiare del +70% nel solo primo ciclo lavorativo in India; a ciò si aggiungono effetti importanti sulla scolarizzazione, che in Tamil Nadu - dove Interlife opera unendo il riscatto dal lavoro minorile alla metodologia Toolkit Interlife indirizzata agli adulti-, interessa il 100% dei bambini delle famiglie beneficiarie del Toolkit. Risultati interessanti si registrano, inoltre, anche in relazione alla capacità ed alla volontà di moltissimi beneficiari di reinvestire nella propria attività lavorativa per ampliarla in un’ottica di crescita imprenditoriale ed infine, un altro dato “che secondo noi già vale il titolo di questo convegno “Invertire la tendenza”, è che l’84% dei beneficiari passa da 1 a 3 pasti al giorno. E questo per chi lavora in Cooperazione e per chi conosce alcuni Paesi a sud del mondo sa che può veramente fare la differenza”, spiega Giorgia Gambini, riferendosi ai risultati ottenuti dal modello Toolkit Interlife in termini di sicurezza alimentare familiare e infantile.

Risultati rapidi e molto concreti dunque per il modello proposto da Interlife, “che è un modello antico ma insieme molto moderno ed efficace” – sottolinea il moderatore Riccardo Bonacina, un modello che il prof. De Luca ha definito “modello moltiplicativo dell’economia”, auspicandosi possa essere la chiave vincente dello sviluppo futuro, più sano, attento ed inclusivo.

Sul tema della solidarietà e del creare valore per il territorio, è intervenuto infine anche Marco Zibardi che ha parlato di come “anche un'azienda può fare terzo settore”... da anni una realtà aeroportuale importante come SEA sostiene le piccole e grandi organizzazioni: sia finanziando progetti proposti dai dipendenti SEA tramite l’iniziativa del Social Challanger una sorta di “Toolkit Aziendale” - come lo definisce Zibardi – in riferimento alla capacità del Toolkit Interlife di donare opportunità sul territorio; sia ospitando gratuitamente varie organizzazioni - per un totale di circa 272 operatori - ed offrendo spazi e servizi per la presentazione dei propri progetti e per finalità di raccolta fondi all’interno delle aree aeroportuali di Linate e Malpensa.

“SEA, da questo punto di vista, è sempre stata molto attenta ai temi del terzo settore e del sociale cercando di ospitare il più possibile ONLUS. […] Credo - continua Zibardi – di poter dire con un po' di orgoglio che siamo stati la prima realtà ad ospitare i progetti di Interlife e questa cosa ci fa molto piacere.”

In occasione di questo convegno, ad ospitare i progetti di Interlife è la Regione Lombardia, grazie al Consigliere Massimiliano Bastoni che in relazione al lavoro dell’organizzazione dichiara “quello che veramente fanno, per risolvere queste problematiche [..] è andare a intervenire la nei posti dove si sente c'è una forte presenza di povertà e di fame nel mondo creando lavoro, creando possibilità di sviluppo, creando vera cooperazione”

Nel parlare del Toolkit Interlife, il vicepresidente del Consiglio Francesca Brianza lo definisce un progetto concreto ed innovativo “un percorso che inizia e da una cosa piccola poi man mano cresce, cresce, e si espande, si diffonde e ha delle grandi potenzialità”.

“Nella nostra esperienza si assiste ad un 100% di beneficiari in più grazie a questo modello che si auto-genera e si replica” “con un tasso di passaggio ed una riuscita del progetto altissima… che in India registra tassi del 100%.” come dichiara la dott.ssa Gambini.

I motivi per adottare questo modello anche in realtà differenti, grazie alla sua grande versatilità, sono molteplici – prosegue Giorgia Gambini – “È un modello auto-replicabile, ha un valore economico e imprenditoriale e sociale, è adattabile a diversi contesti e coinvolge attivamente i beneficiari che reinvestono nei loro Toolkit e che passano i Toolkit ad altri - per ora abbiamo visto in Asia ma anche in Africa -, promuove l'economia locale, genera un circolo virtuoso di sviluppo, e secondo noi, è un modello migliorativo di ritorno” dimostrando come sia possibile invertire la tendenza della mancanza di lavoro, della povertà e della malnutrizione.

Infine, le parole di Sua Eccellenza Janine Tagliante-Saracino che dopo aver offerto un quadro interessante e dettagliato della situazione Ivoriana, conclude “La mia presenza oggi si manifesta per sostenere il ruolo, la voce e la responsabilità di questa ONG per il lavoro straordinario che è stato messo in atto sul territorio ivoriano con il progetto Toolkit. Vorrei indirizzare i miei più vivi complimenti alla dottoressa Giorgia Gambini presidente di Interlife Onlus e a tutta la sua equipe per tutto l'impegno profuso e per tutte le azioni svolte in Costa d'Avorio oltre che per aver dato delle opportunità per uno sviluppo molto concreto e responsabile che si avvicina molto ai programmi iniziati dal governo Ivoriano.” e in conclusione, un ringraziamento speciale da parte di Sua Eccellenza anche a “tutti i presidenti delle associazioni ivoriane che sono venuti qui proprio in apprezzamento del vostro lavoro.”

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