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Avsi

Combattere le disuguaglianze? Il lavoro prima di tutto, qui e là

11 Giugno Giu 2019 1706 11 giugno 2019
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Tre progetti della ong, una tra le pochissime realtà italiane presenti con uno stand tematico agli EDD, il più importante forum europeo dedicato alla cooperazione internazionale, saranno presentati da tre protagoniste provenienti da Africa, Medio Oriente e Italia: illustreranno come concretamente la possibilità di lavorare ha cambiato la loro vita

«È la mancanza di lavoro il vero problema, per chi arriva come migrante ma anche per chi è originario di qui, che anche per questo percepisce lo straniero come una minaccia». Ha le idee chiare Precious Mbounu, 24 anni, rifugiata di origine nigeriana che grazie al progetto di formazione professionale “Cucinare per ricominciare” ora lavora in un ristorante in centro a Milano della catena Panino Giusto.

Precious Mbounu dall’Italia, Coulibaly Kadidia dalla Costa d’Avorio e Samar Khalil dal Libano parteciperanno con la ong AVSI alle Giornate europee dello sviluppo (EDD, European Development Days 18 - 19 giugno 2019, Bruxelles), il forum della commissione europea dedicato alla cooperazione, per raccontare, a partire dalla loro storia personale, come il lavoro porta sviluppo e riduce le disuguaglianze.

Precious Mbounu

L’edizione degli EDD di quest’anno è infatti incentrata sul tema «Lottare contro le ineguaglianze: costruire un mondo che non lascia nessuno indietro». Ogni anno più di 9000 persone e 1200 organizzazioni da oltre 140 paesi partecipano agli EDD e quest’anno AVSI è tra le pochissime ong a rappresentare l’Italia con uno stand tematico.

Allo stand di AVSI (stand n° 2, EDD global village) Precious Mbounu e Marcello Rola, HR manager Panino Giusto, presenteranno ai visitatori il progetto “Cucinare per ricominciare” realizzato con l’impresa Panino Giusto per offrire un percorso di avvio al lavoro nel mondo della ristorazione a rifugiati e richiedenti asilo a Milano. L’iniziativa è stata premiata nel 2018 dalla Robert F. Kennedy Human Rights Italia per i risultati raggiunti grazie alla creazione di un network con 20 dei brand italiani più noti dell’universo food&beverage sia nella formazione sia nell’inserimento lavorativo: come Precious, 48 migranti hanno potuto svolgere un tirocinio e più della metà sono stati assunti.

Coulibaly Kadidia, altra testimonial AVSI, è una dei 5mila artigiani sostenuti dal progetto “Un artigiano, un futuro da costruire” realizzato in Costa d’Avorio grazie ai fondi dell’Unione europea. Coulibaly Kadidia è la presidente della cooperativa delle vasaie della città di Katiola (200 km a nord della capitale Yamoussoukro) in cui la lavorazione della ceramica è tradizionalmente un’arte patrimonio delle donne d’etnia Mangôrô. Grazie al progetto le sue condizioni di lavoro e quelle delle 320 artigiane delle 7 associazioni che costituiscono la cooperativa sono migliorate. AVSI le ha coinvolte in corsi formazione per la gestione di attività imprenditoriali, le ha accompagnate nell’avvio di un gruppo di risparmio e credito e nella formalizzazione della loro attività (globalmente dal 2015 al 2017 il progetto ha permesso la registrazione alla camera di commercio ivoriana di 50mila artigiani). “Il risultato più significativo – spiega Bamba Lassiné, project manager AVSI Costa d’Avorio - è stato garantire agli artigiani gli strumenti per migliorare le proprie condizioni di vita e della propria famiglia, diventando un modello per altre città e contesti”. Allo stand AVSI Coulibaly Kadidia coinvolgerà gli ospiti nella creazione di un piccolo oggetto in ceramica, raccontando un’arte tutta al femminile e la sua esperienza.

Martedì 18 giugno (h 15:15) Samar Khalil, project coordinator di AVSI in Libano, partecipa alla sessione “Cooperative e pace: un modello di approccio”. Nel suo intervento presenterà i risultati raggiunti grazie al progetto “Aamal” realizzato in partnership con LAMA Development and Cooperation Agency, Oxfam Italia e Legacoop per favorire l’avvio di cooperative e l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone più vulnerabili in Libano e Giordania, con un focus sui rifugiati siriani e palestinesi.

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