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Governo

Crediti formativi agli studenti che donano sangue? È solo una boutade di Salvini

18 Giugno Giu 2019 1549 18 giugno 2019
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A parlare è il presidente di Avis, Gainpietro Briola. «Se l'idea fosse quella di una forma di ricompensa sarebbe irricevibile: la donazione è volontaria. Se invece fosse un'idea di progetto culturale e di sensibilizzazione c'è già, lo facciamo da anni. Ma fortunatamente è stata solo una battuta fatta alla festa dei donatori della Polizia»

Per il ministro degli interni Matteo Salvini sarebbe auspicabile ricompensare con crediti formativi «chi dona il sangue, sia nei licei che negli istituti tecnici e nelle università», in modo da incentivare coloro che «hanno paura dell’ago o hanno qualche dubbio». Una proposta, quella lanciata dal leader della Lega che arriva dopo quella di un anno fa di rendere obbligatoria la donazione di sangue per gli studenti.

Giampiero Briola

«Un'idea che è irricevibile per diversi motivi», sottolinea il presidente di Avis Gianpietro Briola, «in primo luogo perché sarebbe discriminante. Taglierebbe fuori infatti quegli studenti che per vari motivi, dalla salute alle convinzioni religiose, non possono donare il sangue. Questo senza contare che l'idea di retribuire in qualsiasi modo la donazioni va contro a tutte le linee guida e raccomandazioni di organizzazioni internazionali e nazionali per cui il sangue deve arrivare da donazioni volontarie».

Il perché è presto detto: «Un donatore incentivato da motivazioniestrinsecheè un donatore meno affidabile, che potrebbe omettere informazioni per non perdere l’incentivo ambìto», sottolinea Briola.

Ma se anche la proposta fosse al centro di un progetto di istruzione strutturato per Briola avrebbe poco senso: «se il senso fosse che c'è l'idea di proporre progetti di sensibilizzazione che maturino anche crediti formativi si tratterebbe di proporre qualcosa che già esiste. Avis è impegnata nelle scuole italiane da anni».

Il presidente di Avis però non si scompone più di tanto. «Sono abbastanza sicuro che quella di Salvini sia in realtà solo una boutade. Era alla festa dei donatori di sangue della Polizia di Stato a Milano e ha fatto questa battuta. Non penso in tutta sincerità vada molto oltre questo».

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