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Formazione

Ong e Terzo settore sotto attacco: un corso per capire e per agire

19 Giugno Giu 2019 1211 19 giugno 2019
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Vita e Politecnico propongono un corso coerente con la mission che un Terzo settore che aspiri a diventare primo non può non farsi: dobbiamo ripensare le organizzazioni e ricostruire una comunicazione danneggiata dall'odio. Quattro giorni in Abbazia per capire e trovare risposte e strumenti. E promuovere una rete operativa

«W le Ong!» è il titolo del numero di maggio di Vita. Ne siamo talmente convinti che abbiamo deciso di rilanciare. Lo facciamo con un corso che riteniamo coerente e importante con la mission che un Terzo settore che aspiri a diventare primo non può non farsi: dobbiamo ripensare le organizzazioni e ricostruire una comunicazione danneggiata dall'odio.

«Le parole che non ti ho detto. Ri-pensare le organizzazioni e ricostruire una reputazione danneggiata, navigando in tempi difficili» è il titolo del corso di alta formazione che Vita e Politecnico propongono ai dirigenti e comunicatori delle organizzazioni della società civile.

Di fronte al diffondersi globale delle pratiche di hate speech contro le fragilità e il discredito che colpisce le comunicazione in rete del Terzo settore, come bisogna agire e come intervenire? Servono ancora i tradizionali strumenti della communication crisis dinanzi a una crisi permanente che si configura come il risultato di un mix di reazioni spontanee (emotional contagion) e di complessa ingegneria sociale?

Oggi dobbiamo porci domande radicali e di senso:

- Cosa significa comunicare bene?

- Perché dobbiamo dotarci di nuovi strumenti?

- Quale relazione pensare tra forma e contenuto?

A Luglio e settembre

Il corso si svolge in due moduli, il primo il 19/20 luglio e il secondo alla fine di settembre presso la splendida location dell'Abbazia di Mirasole, luogo ideale per pensare e lavorare in gruppo, con possibilità di pernottamento.

Il primo modulo (19/20 luglio) si concentra soprattutto sull'analisi: come siamo arrivati a un discredito senza precedenti dell'agire umanitario?

Per rispondere ci avvaliamo di un approccio didattico innovativo e multidisciplinare, incentrato prevalentemente sulla crisis communication, alla presenza di docenti altamente qualificati.

Il secondo modulo (fine settembre) sarà incentrato sul livello operativo fornendo ai partecipanti una “cassetta degli attrezzi” per gestire la reputation al tempo della post-verità.

Perché partecipare?

Capire è agire: per questo riteniamo importante, in questa precisa fase del nostro Paese, offrire un lavoro di approfondimento non solo teorico, ma pratico che permetta di uscire dalla trappola dell'odio. L’aula, nel contesto dell’Abbazia, sarà il luogo dove il gruppo comincerà a produrre consapevolezza e conoscenza sul tema. Servono poco i corsi di formazione se non creano immediatamente occasione per ac­quisire e scambiare competenze.

Che cosa offre il corso

Il corso che proponiamo a tutto il mondo del Terzo settore, e crediamo possa interessare prevalentemente le Ong, si propone infatti di:

- elaborare strategie condivise di comunicazione efficace;

- disegnare una mappatura delle tecniche di diffusione e dell’impatto di false notizie, hate speech, bullshit nel settore delle Ong e delle organizzazioni non profit;

- fare rete tra comunicatori e dirigenti, agevolando una condivisione di esperienze, competenze e oniettivi.

Alla fase analitica, seguirà poi una fase operativa sulle tecniche di debunking, di contrasto e di gestione della reputazione e dei conflitti in rete.

Metodo

Si lavorerà in un aula condotta da docenti esperti di comunicazione con ospiti multidisciplinari, ingegneri, giuristi, haker, autori televisivi, scrittori.

Chi e cosa

Per questo in aula saranno sempre presenti quattro tutor (Riccardo Bonacina e Marco Dotti - Vita; Elena Granata e Fiore De Lettera – Politecnico di Milano, Impossibile studio) che avranno il compito di:

- Tenere il filo delle giornate;

- Facilitare momenti di discussione con i partecipanti;

- Introdurre e rielaborare i contributi degli interventi esterni;

- Proporre filmati, casi, storie da decostruire insieme.

Questi i temi affrontati nel primo modulo

  • Come funziona l’odio in rete;
  • Come funziona la viralità;
  • Perché il linguaggio dell’odio sta prevalendo su quello del bene?
  • Analisi e geolocalizzazione dei flussi d’odio: sentiment analysis;
  • Come si innesca il corto-circuito del razzismo 2.0
  • Invidia sociale, odio, rancore. Per una definizione operativa.
  • Perché le Ong sono diventate un obiettivo strategico dell’odio?
  • Chi è sotto attacco: vulnerabilità sociali, vulnerabilità mediali
  • Aspetti giuridici e di difesa
  • Stereotipi negativi e positivi della comunicazione delle Ong. Lavorare su se stessi

Esperti

Questi gli esperti che interverranno il prossimo 19-20 luglio:

Antonio Nicita, Commissario AgCom, docente alla Sapienza, autore di “Big Data. Come stanno cambiando il nostro mondo” (Il Mulino)

Michele Capararo, hacker e neurofisiologo. Insegna Psicologia dello sviluppo all’Università Cà Foscari di Venezia

Giovanni Zaccardi, professore di informatica giuridica all’Università degli studi di Milano, autore tra l’altro di “L’odio in rete” (Cortina)

Luca Mastrantonio, giornalista al Corriere della Sera, docente di storytelling multimediale allo Iulm, autore di “Emulazione pericolose” (Einaudi)

Mina Tanzarella, Diritto Costituzionale all'Università Bicocca di Milano

MODULO II


COME AFFRONTARE LA TEMPESTA
• Analisi e geolocalizzazione dei flussi d’odio: sentiment analysis;
• Oltre la crisis communication: strumenti per gestire una crisi permanente;
• Gestione della crisi di reputazione;
• Imparare da chi sa comunicare bene: esempi, sollecitazioni, buone campagne di comunicazione;
• Reputazione: bonificare, contrastare, ripulire, ricostruire? Come costruire un nuovo racconto? Con che parole? Con che strumenti?


INTERVENTI DI ESPERTI


Jean Paul Schmetz, Chief Scientist di Burda e creatore di uno dei pochi browser europei esistenti Cliqz.de e vera powerhouse sul fronte della lotta europea per la privacy dei dati online
Gianluca Solla, Università di Verona, esperto nell’ambito della produzione di stigmi e tra i massimi studiosi di Kantorowitcz, si è imbarcato su una nave di una Ong
Alessandro Sortino, autore televisivo e sceneggiatore
Luca Doninelli, scrittore

Info e Iscrizioni

Per saperne di più e chiedere l'invio del programma e dei moduli di iscrizione scrivere a vita@vita.it o a.cutillo@vita.it

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