Csr

La responsabilità sociale e il valore condiviso

21 Giugno Giu 2019 1530 21 giugno 2019

Le strategie di Corporate social responsabilità al centro dell’incontro promosso da Tüv Italia durante il quale sono state portate le riflessioni di quattro diverse realtà industriali che hanno partecipato al nuovo white paper sul tema: Gruppo Feralpi, Manpower Italia, Original Marines e Pirelli &C.

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TÜV ITALIA Conferenza CSR
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Le strategie di Corporate social responsabilità al centro dell’incontro promosso da Tüv Italia durante il quale sono state portate le riflessioni di quattro diverse realtà industriali che hanno partecipato al nuovo white paper sul tema: Gruppo Feralpi, Manpower Italia, Original Marines e Pirelli &C.

«Il cammino verso la sostenibilità non nasce dal marketing o dalla comunicazione» a dirlo è Isabella Manfredi Csr manager del Gruppo Feralpi, intervenendo all’incontro promosso da Tüv Italia “Governare il futuro attraverso la Corporate Social Responsability” durante il quale è stato presentato il nuovo white paper sulla Csr. Un’occasione in cui si è ragionato sulle ragioni che spingono le aziende ad adottare strategie di responsabilità sociale. Nel documento le testimonianze di quattro diverse imprese che hanno adottato strategie Csr modellate sulle proprie necessità. Accanto al Gruppo Feralpi, tra i principali produttori siderurgici europei, Manpower Italia, Original Marines e Pirelli.

«I mercati economici mondiali stanno mutando velocemente, ponendo gli imprenditori di fronte a nuovi modelli di business, nuove tecnologie, nuovi competitor, nuove professioni. Un modello di governance basato su principi di Csr può fornire uno strumento di valore per ispirare fiducia in tutti i portatori d’interesse», ha osservato Andrea Coscia, Western Europe Regional Manager, Tüv Süd Business Assurance che ha aperto l’incontro.
Ogni azione di un’organizzazione – è stato ricordato - ha un impatto maggiore o minore su tre grandi tematiche che si riassumono nelle cosiddette “3 P”: People, Planet, Profit. Non si tratta solo di una scelta etica. Evitare gli abusi sul lavoro, essere corretti nel rapporto con i clienti, rispettare l’ambiente, oltre ai benefici economici diretti significa soprattutto condividere i valori di riferimento della larga maggioranza dei consumatori. L’evoluzione di queste tematiche, ha ricordato Sara Brandimarti, Project Manager Csr di Tüv Süd Business Assurance porta alla necessità di integrazione con l’obiettivo di fare business in modo etico «non bastano progetti singoli, ma servono strategia e visione», ha aggiunto, concludendo «L’attenzione all’impatto che ogni azione produce è il cuore della Corporate Social Responsibility. La cultura della Responsabilità Sociale aiuta le organizzazioni e le imprese a dotarsi di una visione in grado di stare al passo con un contesto in continuo divenire, dove cambiamenti e innovazioni si susseguono senza soluzione di continuità. Meglio ancora per anticipare i mutamenti, per governarli, in definitiva per essere protagonisti di un presente che appare sempre più indistinguibile dal futuro».

Isabella Manfredi ha richiamato la visione del fondatore di Feralpi, Carlo Nicola Pasini che già a fine anni Sessanta sottolineava la necessità di produrre nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, per raccontare come anche nella produzione dell’acciaio si possa essere sostenibili e per farlo sono indispensabili tecnologia e ricerca. «I nostri primi stakeholder sono i nostri dipendenti e i nostri dirigenti», ha sottolineato Manfredi, ricordando altresì che oggi chi lavora per il Gruppo sono ingegneri che conoscono almeno tre lingue e che girano il mondo. «C’è un impegno costante nell’innovazione per ridurre gli impatti ambientali del nostro lavoro», ha aggiunto perché i valori raggiunti devono «essere mantenuti nel tempo» e questo lo si può fare soprattutto investendo in progetti che vedono protagonisti i giovani, come nell’ultimo in cui non sono stati reclutati solo ingegneri, ma anche laureati in discipline “umanistiche” che «aiutano ad aprire le menti»: dodici giovani che resteranno in azienda due anni e dopo sei mesi possono presentare i propri progetti al management aziendale. Del resto, sono già in corso investimenti per progettualità nel campo dell’economia circolare, come il teleriscaldamento.

«Riteniamo che favorire sostenibilità, integrazione sociale e inclusione delle diversità sia il modo migliore valorizzare il capitale umano e sviluppare il talento delle persone, da sempre al centro del nostro lavoro» ha detto Riccardo Barberis, amministratore delegato di ManpowerGroup Italia. «La valorizzazione del capitale umano deve riguardare tutti gli ambiti e livelli lavorativi, e soprattutto laddove si presentino situazioni di disabilità o marginalità. Promuovere progetti di inclusione porterà un beneficio a tutti: ai soggetti interessati, alle stesse aziende e al tessuto sociale».
Da parte sua Original Marines, altra azienda che ha portato la sua testimonianza nel White Paper, ha da poco lanciato “Wear The Future”, un manifesto programmatico con cui il brand rinnova il proprio impegno per il futuro attraverso un piano strutturato di iniziative in ambito Sustainability: maggiore attenzione all’ambiente, alla tutela delle persone, alla sicurezza dei capi e all’impegno sociale. Infine, Pirelli ha testimoniato il suo modello di gestione multistakeholder che è iniziata con una consultazione nei Paesi di produzione della gomma naturale con produttori, dealers, piccoli proprietari di piantagioni, organizzazioni non governative, rappresentanti sindacali e del settore industriale della gomma, e proseguita con valutazioni e feedback da parte di stakeholder internazionali tra cui Ong, i principali fornitori di gomma naturale di Pirelli, clienti delle maggiori case automobilistiche.

In apertura l'incontro sulla Csr di Tüv Italia

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