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La sfida di genere dell'imprenditoria sociale

23 Giugno Giu 2019 0901 23 giugno 2019

A Napoli su iniziativa del gruppo cooperativo Cgm e di Fondazione Opes-Lcef si è aperto il Social Enterprise Open camp - Gender Smart Investing con al centro il ruolo delle donne

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A Napoli su iniziativa del gruppo cooperativo Cgm e di Fondazione Opes-Lcef si è aperto il Social Enterprise Open camp - Gender Smart Investing con al centro il ruolo delle donne

Si è aperto ieri a Napoli, nella splendida cornice di Castel dell'Ovo, il Social Enterprise Open camp - Gender Smart Investing, evento internazionale con focus centrale l’imprenditoria sociale. Social Enterprise Open Camp è una formazione residenziale, immersiva, capace di far convergere il potenziale femminile, la tecnologia e l’accesso al capitale per disegnare le imprese sociali del futuro.

Ad aprire i lavori Elena Casolari, founder & CEO di Fondazione Opes-Lcef. la quale ha introdotto il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. De Magistris nel suo intervento ha salutato i 300 partecipanti all’evento ricordando come “a Napoli nessuno è straniero. Napoli non sta con chi vuol schierare gli uni contro gli altri. Noi uniamo i popoli, i territori, i beni comuni”. Ha inoltre rivendicato come da Primo Cittadino abbia puntato sulla partecipazione popolare, la fratellanza, l’autonomia, il coraggio, la passione e la follia. Ai partecipanti al Social Enterprise Open Camp- Gender Smart Investing il Sindaco di Napoli ha manifestato pubblico apprezzamento per l’iniziativa perché “nel vostro elemento costitutivo vi è l’economia circolare”.

Riccarda Zezza, fondatrice di MAAM-Life Based, relatrice e docente sui temi della diversity, dell’occupazione femminile, dell’innovazione e della leadership ha invitato le donne a non adattarsi al potere così come lo conosciamo oggi. Ha domandato alle presenti di essere capaci di arricchirlo. Per Zezza le donne hanno oggi un’eredità speciale: la via passa per la cura e le alleanze che possono arricchire il potere .abbiamo già tutto e a casa. E’ quindi necessario riconnettere il potere alla vita, renderlo più aderente alla realtà accadranno cose magiche. Le donne possono cambiare il potere per renderlo migliore per tutti .

Dopo l’intervento di Zezza sono intervenute diverse personalità internazionali: Raya Bidshahri, iraniana ma cresciuta a Dubai è fondatrice e Amministratore Delegato di Awecademy. Con la sua esperienza di imprenditrice ha raccontato la propria esperienza di imprenditrice che insegna ai giovani i soft skill e i valori che li devono animare per affrontare i mestieri del futuro. La piattaforma da lei ideata permette agli insegnanti e a chiunque vi acceda di avere un’autentica cultura dell’innovazione.

Masresha Beniam Hirabo, etiope è fondatrice e Amministratore Delegato di Omnitech Consultancy ha presentato la propria esperienza di imprenditrice sociale volta a ispirare i ragazzi attraverso iniziative imprenditoriali e di design. Allo stesso tempo Omnitech Consultancy favorisce programma di mentorship: sviluppando una programmazione di insegnamento per le ragazze. In ultimo la sua impresa sociale genera gare per promuovere l’iniziativa femminile.

Caterina Occhio è la fondatrice e amministratrice di SeeMee la quale realizza gioielli permettendo a donne emarginate di vivere e di mantenersi con il loro lavoro. I loro cuoricini sono venduti in alcune delle principali gioiellerie. Occhio ha ricordato come queste donne non vogliono carità, vogliono lavoro. Vogliono dignità., non sono mendicanti.

Nivi SHarma kenyana è Chief Operation Officer di Brck . La loro realtà fornisce wifi gratuito in Kenya e Ruanda. Brck è una società kenyota di hardware costruiti in Kenya. Brck ha realizzato un prodotto funzionale per l’Africa superando le tradizionali barriere territoriali; la loro soluzione permette la realizzazione di una il cui costo si aggira sui 20.000 dollari e anche sul fronte dei costi delle chiamate con il loro Moja Network hanno innovato il sistema dei costi favorendo così l’alfabetismo digitale.

Melat Yosef Dejene anch’essa etiope è cofondatrice di VitaBite Nutrition nata per formare la popolazione etiope rispetto alla necessità di produrre pasti nutritivi volti a favorire un equilibrio nutrizionale. Dejene ha ricordato come oggi in Etiopia vi è terreno fertile per l’imprenditoria sociale ed infatti il Paese africano intende ospitare il prossimo Social Economic Forum previsto per il prossimo mese di ottobre.

In ultimo Stefano Granata Presidente nazionale Federsolidarietà e sino a poche settimane fa Presidente CGM: ha sottolineato come “abbiamo bisogno di talenti giovani che si mettano a disposizione. L’impresa sociale sta ora vivendo una fase di passaggio verso un nuovo modello economico e di sviluppo. L’invito ai giovani – e in questi giorni partecipano a questo appuntamento tanti di loro- è di cogliere questa opportunità. Abbiamo bisogno di loro, delle loro visioni, delle loro passioni, delle loro idee. L’impresa sociale in questo è una prateria ancora inesplorata e quindi è bene che i giovani non perdano un’opportunità unica per fare impresa con forte vocazione sociale”.


Social Enterprise Open Camp è un evento di portata internazionale con focus centrale l’imprenditoria sociale e affronta diversi temi significativi quali: l'importanza della leva tecnologica per lo sviluppo e la crescita delle imprese a impatto, il valore delle imprese sociali per far fronte alla sfide del terzo millennio, anche nella logica del supply chain, il significato dello storytelling per costruire la propria brand identity, la gestione delle competenze per la formazione del capitale umano delle imprese, il management, la valutazione d’impatto, le modalità per l'accesso ai finanziamenti e al capitale nell’economia sociale e circolare, la replicabilità e la scalabilità del modello di business.

I “fili rossi” che guideranno i lavori della 4 giorni saranno le riflessioni in tutti i gruppi di lavoro e che s’intrecceranno con gli altri focus centrali saranno il ruolo delle donne nella governance di imprese sociali, la valorizzazione del potenziale femminile e l’urgenza di colmare il gender gap non solo come dovere etico, ma anche come opportunità di mitigazione del rischio imprenditoriale.


L’evento, promosso da Fondazione Opes-Lcef (un’organizzazione che ha sede a Milano e si occupa di sostenere le imprese sociali nel Mondo e Italia) e da CGM (Consorzio Gino Mattarelli, la più articolata rete organizzata di cooperative e imprese sociali presente in Italia), proseguirà poi il 23 e il 24 a Salerno con due intense giornate di formazione residenziale e si concluderà nella splendida chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli, la mattina del 25 giugno, con una sessione dedicata a narrazioni e testimonianze delle imprese sociali del territorio campano.


Il Social Enterprise Open Camp-Gender Smart Investing, organizzato in collaborazione con diversi partner strategici, tra i quali: Enel, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Ubi Banca, vede la presenza di oltre 250 partecipanti dall’Italia, ma anche da altri paesi (imprenditrici e imprenditori d’impatto, aspiranti innovatori, giovani talenti, operatori di imprese e cooperative sociali, associazioni, operatori della cooperazione internazionale, investitori, rappresentanti di istituzioni, università e accademie) e offre un programma ricco di sessioni plenarie con interventi e testimonianze di speakers e imprenditori sociali e di lavori di gruppo, coordinati da workshop leader e in cui si analizzeranno imprese sociali fondate da donne.

Per informazioni

www.socialopencamp.org

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