#SeaWatch3

Silvia Stilli (AOI): L'irresponsabilità del Governo ha forzato la scelta dell'attracco

29 Giugno Giu 2019 1410 29 giugno 2019

La portavoce dell'Associazione delle ong italiane: “Costringere la capitana della Sea Watch, Karola Rackete, a forzare per l’attracco immediato è stata una scelta irresponsabile da parte del Governo Italiano. Quelle vite umane erano allo stremo delle forze, si rischiava una tragedia. C’erano anche bambini”

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Carola
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La portavoce dell'Associazione delle ong italiane: “Costringere la capitana della Sea Watch, Karola Rackete, a forzare per l’attracco immediato è stata una scelta irresponsabile da parte del Governo Italiano. Quelle vite umane erano allo stremo delle forze, si rischiava una tragedia. C’erano anche bambini”

Bisogna risollevarci da questo infimo livello di disumanità: quello che è successo all’alba di oggi al porto di Lampedusa era inevitabile, perché quelle vite umane erano a rischio, dopo essere fuggite da violenze inaudite. Costringere la capitana della Sea Watch, Karola Rackete, a forzare per l’attracco immediato è stata una scelta irresponsabile da parte del Governo Italiano.

Quelle vite umane erano allo stremo delle forze, si rischiava una tragedia. C’erano bambini. Era da molte ore ufficiale la disponibilità di alcuni Paesi europei ad accogliere i 42 migranti sulla nave (parliamo di sole 4 decine di persone): eppure il Governo italiano ha deciso di portare all’esasperazione la vicenda. Non è più tollerabile che si utilizzino per interesse di parte in politica le tragedie umane di chi è vittima innocente di uno sviluppo negato e non sostenibile che mette a rischio la vita del pianeta. Devono affermarsi scelte consapevoli e chiare di politica estera che mettano al primo posto diritti, giustizia sociale e sviluppo sostenibile per tutti. Non è così oggi. Europa e Italia non si responsabilizzano con politiche di accoglienza efficaci e condivise e indeboliscono la loro cooperazione internazionale, condizionando l’aiuto per lo sviluppo al contenimento forzato dei flussi migratori.

Serve visione strategica e servono risorse: investimenti finanziari e accordi con i governi dei Paesi impoveriti che siano vincolanti nel rispetto dei diritti. Fino a che questo non avverrà, mi auguro che continuino ad esserci capitane e capitani di navi del soccorso umanitario ‘in mare’ e operatrici e operatori dell’accoglienza e solidarietà e della cooperazione internazionale ‘in terra’ che abbiano la forza di operare per il bene e la cui testimonianza sia sostenuta da milioni e milioni di cittadine e cittadini consapevoli e solidali’. Ringrazio i parlamentari che con coerenza e responsabilmente hanno interpretato nel più pieno significato il ruolo loro assegnato da elettrici ed elettori salendo sulla Sea Watch e rimanendovi come volontari. Ho sottoscritto il fund raising lanciato sui social per la Sea Watch con convinzione, come moltissime persone. Spero che la raccolta continui. #ioaccolgo.”

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