Rendering Giardino Matera
Matera

Un percorso accessibile e simbolico, è il Giardino di Zyz

1 Luglio Lug 2019 1057 01 luglio 2019
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Sarà aperta il 15 luglio l'installazione opera di Gianfranco Meggiato. Una mano stilizzata con un chiaro intendo di dialogo interreligioso al cui interno il fiore-zyz in termini fenici. L'iniziativa di Matera Capitale Europea della Cultura risponde a criteri di accessiblità con scritte in braille italiano e inglese e permette di entrare con due sedie a rotelle. Fino al 15 settembre al Belvedere del Parco della Murgia Materana

Situata nel Belvedere del Parco della Murgia Materana con un’area di 26 metri per 20, delimitata da cinquemila sacchi nei sette colori della pace è la più grande installazione di arte contemporanea di Matera Capitale Europea della Cultura. Un vero e proprio percorso di simboli e sculture intitolato “Il Giardino di Zyz”, opera dell’artista veneziano Gianfranco Meggiato, sarà presentata al pubblico lunedì 15 luglio, alle 10.30, alla Sala Mandela del Comune di Matera.
Alla presentazione interverranno l’artista, la curatrice Daniela Brignone, rappresentanti del Comune e di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”. Il progetto artistico è promosso da Ente Parco della Murgia, Comune di Matera e associazione Itria (Itinerari turistico-interreligiosi accessibili).

L’opera – spiega una nota - ha la forma di una mano stilizzata (nell'immagine il progetto), che ricorda quella che per i musulmani è la “mano di Fatima”, per gli ebrei la “mano di Miriam”, per i cristiani ortodossi la “mano di Maria”, e per i cattolici è simbolo dell’accoglienza. Chiaro, dunque, l’intento di dialogo interreligioso.
All’interno si trova il fiore-zyz (termine fenicio). La scelta del riferimento alla cultura fenicia è dovuta alla consapevolezza che, avendo ideato l’alfabeto fonetico, essa si pone come il punto di partenza di tutte le altre. Simbolicamente allora il fiore primigenio della cultura può e deve ancora sbocciare nel giardino di un presente lacerato da divisioni e incomprensioni.

«Purtroppo in questo momento storico non c’è spazio per accogliere chi non ha il nostro stesso colore della pelle; ci si dimentica di come noi tutti siamo frutti dello stesso albero, e ci si dimentica di come tutto sia uno», spiega Gianfranco Meggiato. «Per questo all’interno del fiore-zyz è scritto – nelle trenta lingue più parlate del mondo, in modo che questo messaggio di speranza possa essere divulgato il più possibile - su sacchi colorati di sette colori della pace, posti simbolicamente a difesa di questo spazio interreligioso e interculturale, tutto è uno».

Dal 2016 Meggiato realizza opere urbane e installazioni di grande potenza evocativa; opere monumentali che si ispirano a valori e temi che invitano alla riflessione e alla meditazione attraverso l’arte. Come “La Spirale della vita”, realizzata per “Manifesta12” a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, in memoria di tutte le vittime innocenti di mafia. Nel 2017 ha ricevuto il premio Icomos-Unesco “per aver magistralmente coniugato l’antico ed il contemporaneo in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica”.

All’interno dell’installazione ci sono una serie di sculture (nell'immagine una di queste), tese a stimolare il visitatore alla ricerca della vera natura dell’uomo: L’Incontro, la Triade, L’attimo fuggente, Il soffio della vita...
L’installazione risponde anche a criteri di accessibilità: scritte in braille italiano e braille inglese; ampiezza che permette di entrare con due sedie a rotelle; servizio navetta per anziani e disabili dal parcheggio all’installazione.

Il Giardino di Zyz rimarrà al Belvedere dal 15 luglio al 15 settembre, dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle 20.
Ingresso libero.

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